sabato 30 aprile 2016

LA MORTE NON È NIENTE. FUMETTO ONLINE


Nella libreria digitale di Subaqueo è stato pubblicato un ebook gratuito della serie One Shot Comix.
Il fumetto scritto dal sottoscritto è stato disegnato da Tommaso Ferretti & Andrea Kant Cantucci e impreziosita dalla prefazione di Francesco Manetti.
La prima versione di questo fumetto risale agli inizi degli anni 90, era di sole quattro tavole e fu realizzata per un'edizione del concorso per giovani autori di Prato. Il fumetto fu selezionato insieme ad altri 24 per l'esposizione nei giorni del concorso, ma non arrivò tra i primi tre.
Su cent'anni di Nerditudine la bella recensione dell'albo.

Aggiornamento Ottobre 2019: La pubblicazione online non è più disponibile
E' disponibile la versione elettronica e cartacea su Amazon: https://www.amazon.it/dp/1696420466/

mercoledì 6 aprile 2016

MADE IN BONELLI - 6a PARTE: QUANDO BONELLI INCONTRA DISNEY!

Da qualche anno a questa parte tutte le nuove serie della Sergio Bonelli Editore (da "Le Storie" in poi) hanno scritto sulla copertina, sopra il logo del personaggio, il nome della casa editrice milanese.


Su "Topolino" invece è accaduto l'esatto contrario. Infatti il logo "Walt Disney" sopra la testata è rimasto fino al n. 2247 del 22 Dicembre 1998...


...per poi venire riposizionato sul numero successivo in basso a destra...


fino a perdere la dicitura "Walt" con il n. 2430 del 25 Giugno 2002!



Poi, da quando la gestione del mensile è passata a Panini Comics la sola scritta "Disney" è tornata in piccolo sopra la "T" di "Topolino". 


La cosa vi sembra indifferente? Forse... O forse la casa di Mickey Mouse ha eliminato il nome del suo fondatore per essere un marchio a 360 gradi e non essere più identificata solo con i fumetti, che rappresentano ormai una minima parte del fatturato. Infatti, mentre marchi come Coca Cola o Ferrari sono bene identificati con un settore merceologico, l’impero Disney opera ormai ovunque...

Due realtà apparentemente lontane, come la Disney e la Bonelli si sono più volte incontrate nel corso degli anni. 
L’ultima volta è stata l’11 Marzo 2015 sul settimanale "Topolino" n. 3094 dove, a pagina 123, troviamo la storia Dylan Top in: l’alba dei topi invadenti, ideata da Sclavi, Recchioni & Faraci e disegnata da Paolo Mottura.


Il team creativo è quindi composto da autori che lavorano o hanno lavorato per entrambi le case editrici e si sono divertiti a fare un gioco di citazioni e rimandi come viene spiegato al termine della storia in un articolo scritto dallo stesso Faraci. 



Non è però la prima volta che i due indagatori s’incontrano. Successe anche venti anni prima, edesattamente sul n. 2076 del 12 Settembre 1995, nella storia Topolino e il Talismano Elfico. In quel caso l'avventura, realizzata da due artisti prettamente disneyani, Alessandro Sisti e Massimo De Vita, era volutamente scritta con meno citazioni riconducibili al Detective dell’Incubo.




L’omaggio a Tex - fin dalla copertina - è invece chiaro su "Topolino" n. 2964 del 18 Settembre 2012, con l'episodio Bum un ranger in azione, dove Corrado Mastrantuono (anche lui autore di entrambe le case editrici) ci racconta le gesta di Bum Willer e Pap Carson con le esclamazioni tipiche dei due eroi bonelliani e un omaggio diretto all’indimenticabile Sergio con il saloon Chain of Nolitta a un anno dalla sua morte, avvenuta il 26 Settembre 2011.



In passato invece ci sono state parodie che la casa di Burbank non ha gradito affatto. Sono per esempio quelle di Federico Maria Sardelli - direttore d’orchestra, compositore, autore di libri, fumettista e disegnatore satirico - che, in quella ultima veste, sul mensile “il Vernacoliere” aveva firmato un fumetto parodia di Topolino disegnato alla maniera di Floyd Gottfredson, ma con la parlata livornese! E visto che siamo in ambito bonelliano, vi segnaliamo che il periodico toscanaccio ospita dal 2015 una rubrica fissa umoristica di Moreno "Zagor" Burattini.

Se la Disney non digerì il caustico omaggio sardelliano, la SBE non gradì molto la parodia di Tex del 1996 del duo Virelli/Leomacs.


Probabilmente ci fu poi un chiarimento con l'editore milanese, visto che Leomacs in seguito è approdato alla corte di Via Buonarroti, disegnando per varie serie bonelliane, tra cui appunto Tex!

Sappiamo invece di un caso in cui a scusarsi fu la Arnoldo Mondadori Editore quando, a causa di uno sciopero dei giornalisti, non fu pubblicato il "Topolino" n. 1370.


Una storia destinata a quel "Topolino", intitolata Zio Paperone e i Corindoni Negromani, fu successivamente pubblicata sullo speciale "Topolino Estate" n. 1 del Giugno 1983 - come si evince dalla sigla.


Non ci sono invece apparentemente scuse per un difetto di inquadratura apparso su "Topolino" n. 2878 a pag. 53


Nella vignetta n. 6 vediamo infatti apparire quella che bizzarramente sembra una testa di Topolino senza il resto del corpo - a causa del taglio "troppo preciso" del capo del personaggio, qui visto da dietro. 

Anche su Dylan Dog ci sono celebri sviste - o blooper. Per esempio, sul n. 18 della serie regolare dell'Indagatore dell'Incubo, Cagliostro, vediamo alla vignetta n. 2 un corpo orribilmente mutilato... Solo che la gamba mozzata che si vede nella vignetta n. 5 - se appartenente al cadavere di cui sopra - non dovrebbe avere anche la coscia, visto che era stata tagliata all'altezza del ginocchio, e soprattutto non dovrebbe essere una gamba destra, visto che quella amputata era la sinistra!



Sul n. 30, La casa infestata, c'è un altro errore - che fu corretto successivamente sulla ristampa. A pag. 2 vediamo una donna con i pantaloni corti, che nel proseguo dello stesso albo saranno invece lunghi.




Una intera copertina eliminata dalla SBE per decisione dello stesso GL fu quella del Tex n. 243, Il segno di Cruzado del gennaio 1981.

Questa è la copertina uscita in edicola... :



...mentre quest'altra è la copertina "scartata", che portava tra l'altro un titolo diverso da quello definitivo:



La cover di Aurelio Galleppini si ispirava a una sequenza interna molto "fuori dell'ordinario" che Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, aveva scritto per sorprendere il lettore: due eterni e inseparabili amici - praticamente fratelli - che si prendono a cazzotti (un po' alla Mister No ed Esse-Esse)!


Anche altre sequenze dell'albo furono eliminate, come questa che avrebbe dovuto collocarsi, più o meno, a pag. 62:


Probabilmente aveva ragione G.L. Bonelli, perché forse il pubblico, allora, non era pronto per una scena del genere...
Qualcosa di simile è stato invece pubblicato nell'albo speciale "Le grandi storie di Nathan Never" n. 2 del marzo 2015, dove il nostro eroe fa a pugni con l'amica e collega di sempre Legs Weaver...


...che con Tex ha in comune la stessa esclamazione: Peste!

Anche Mister No ha incontrato un personaggio disneyano e più precisamente Paperino. È accaduto il 11 giugno 2014 su "Topolino" n. 3055...


...quando, all'inizio dei Mondiali di calcio brasiliani, gli autori disneyani hanno voluto omaggiare l'antieroe creato da Guido Nolitta - che viveva appunto in quelle zone.


Una parodia di Jerry Drake (un personaggio chiamato Mister Boh, perché, come dice Paperino, è sempre indeciso!) era infine apparsa su "Paperino Mese" n. 172 dell'ottobre 1994, nella storia Paperino e il tesoro del Signor Smith di Sergio Tulipano e Sandro Dossi. La storia è stata più volte ristampata, l'ultima nell'agosto 2010 su "Paperino Mese" n. 362.




(fine 6a parte)

giovedì 17 marzo 2016

MAGNESOPOLI: I PIRATI DELLA MAGNESIA #1

Sulla libreria digitale dell'associazione culturale Subaqueo è uscito il primo numero della mia nuova miniserie a fumetti: i Pirati della Magnesia: Magnesopoli.

La cover dell'albo Magnesopoli

Essendo da sempre appassionato di Salgari, quando 20 anni fa insieme a Tommaso Ferretti decidemmo di partecipare al concorso per giovani autori di Prato, non potevo non ideare una parodia di pirati. Realizzammo così quattro tavole in bianco e nero che furono tra le 25 opere selezionate per l'esposizione in dei locali vicino al Castello dell'imperatore di Prato.

La presentazione dell'albetto edito nel 1998 da Comics & Dintorni

In seguito Mauro Bruni di Comics & Dintorni (che all'epoca pubblicava tra l'altro Sprayliz di Luca Enoch) accettò grazie all'intermediazione di Moreno Burattini, di pubblicare un albetto con le prime avventure di questi personaggi e una di Battista il Collezionista (il personaggio di Moreno Burattini, appunto), che fu presentato nell'edizione primaverile di Lucca Comics 1998. L'anno successivo quell'albo fu premiato con il terzo posto al concorso Cartoon 2000 di Bologna, e si guadagnò anche il paginone centrale del numero 4 del mensile Lo Zenzero.

La prima tavola della prima avventura dei pirati: Gli sfigati della Malesia

Nei dieci anni successivi abbandonai completamente il fumetto per dedicarmi al mio lavoro principale. 
Fu solo nel 2012 con la nascita del magazine elettronico Dime Web, dei miei amici Saverio Ceri & Francesco Manetti che la mia passione per i fumetti si risvegliò e comincia a collaborare con loro.
Da qui nacque anche l'idea di riprendere in mano i miei amati personaggi. Scrissi il soggetto per una nuova storia, Magnesopoli, ma subito incontrai una difficoltà. Tommaso Ferretti non aveva più il tempo e la voglia di disegnarli. Nel frattempo a Fabrizio Fassio, direttore di Cartaigienicaweb, webzine con cui avevo iniziato a collaborare, piacque l'idea di questa nuova storia e mi propose di fare una miniserie dedicata ai Pirati della Magnesia, scaricabile gratuitamente dal loro sito.

L'immaginaria isola di Magnakan, dove risiedono i Pirati della Magnesia.

Trovato lo spazio adatto proposi il tutto al mio vecchio amico Kant (Andrea Cantucci) che accettò con entusiasmo di imbarcarsi in questa avventura. A noi si è unito anche il bravo Francesco Manetti, che ha scritto appositamente per l'albo Magnesopoli una postfazione che da sola, è un motivo più che valido per scaricare l'albetto.

Quarta di copertina del #1 dei Pirati della Magnesia




lunedì 7 marzo 2016

SBAM! COMICS N°26 ONLINE


E' uscito il numero 26 di Sbam! Comics
scaricabile gratuitamente dal sito con
la nostra parodia bonelliana di Morgan Lost by Pieri & Kant.
IN COPERTINA: In questo numero parliamo di serie tv tratte dai fumetti, affidando alla Supergirl di Ivan Passamani la cover. All’interno, la nostra analisi (anche storica) del fenomeno, il parere di Giuliano Gambino di MoviesBook e l’intervista esclusiva a Paul Azaceta, disegnatore di Outcast.
STAR WARS IN MOSTRA: Torniamo a parlare di Star Wars in occasione della nuova mostra di Wow Spazio Fumetto: una delle saghe più amate di tutti i tempi analizzata in ogni suo aspetto, dal Fumetto al cinema (e ritorno).
L’UOMO DEI RECORDI DI ALAN FORD: La nostra intervista a Dario Perucca, disegnatore di Alan Ford da trent’anni: il suo lungo lavoro sulle tracce di un mostro sacro come Magnus.
REVIEWS: Solita Sbam-carrellata tra le novità più succose in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni. E tra le pagine della rivista, qua e là fanno capolino anche le rece-Flash: non perdetele!
DA THE CROSSING A VIA BUONARROTI: Da un’autoproduzione di stampo strettamente supereroistico al mondo di Martin Mystère con Bonelli: l’esperienza di Salvatore Cuffari, medico di giorno, fumettista di notte. Così inauguriamo la rubrica New Generation.
A PROPOSITO DI CORTO MALTESE…: Lo scrittore e saggista Emiliano Ventura ha intervistato per noi Marco Steiner, amico e collaboratore di Hugo Pratt e autore del romanzo Oltremare, con Corto protagonista.




FUMETTI: Le strip del Tarlo, di Cose da… extraterrestri, di Pieri & Kant, di Federica e di Kugio e Gina. Le nuove rubriche affidate a Pietro ‘PV’ Vanessi e a Denis Battaglia. Lo Spazio profondo di Ivan Passamani, la particolare versione zagoriana delle Blacky Mole di Antonio Pannullo, la proposta di Casarini & Doghini e le fiabe rivisitate dal trio Croce-Delli Santi-Di Marco.
INOLTRE…: Il nostro incontro con Giuseppe Calzolari, direttore della Scuola del Fumetto di Milano, la novità It Comics, la recensione del Deadpool cinematografico, i consigli di lettura extra-fumetto, curiosità assortite…


A lettura ultimata, vi aspettiamo sempre su questo sito, sulla nostra pagina Facebook e su Twitter.

lunedì 29 febbraio 2016

FUMETTI A COLAZIONE (II): QUESTO E' UN LIBRO CON I FUMETTI DI SIO 2

QUESTA NON È UNA RECENSIONE, È UNA RICHIESTA DI AIUTO PER UN FUMETTISTA MALATO

di Kant

La copertina dei divertenti fumetti creati da Sio, dal 2014 al 2015, raccolti in volume

Picasso, che da bambino disegnava da dio, impiegò tutta la vita per imparare a disegnare come un bambino. Hugo Pratt diceva che, per fare i fumetti, bisogna prima imparare a disegnare bene e poi disimparare. Con questi metodi alcuni grandi maestri hanno impiegato decenni per raggiungere la loro tanto osannata sintesi grafica, che facendosi poi sempre più estrema rischiava di confondersi con lo stile dell’ultimo dei dilettanti.


(©) Sio

Sio semplicemente si è risparmiato la fatica e disegna senza saper disegnare, dando così ragione all’insegnante di fumetto Laura Scarpa, secondo cui se si hanno delle idee per raccontare a fumetti qualche modo per rappresentarle alla fine si trova. Ma lungi da Sio voler rischiare di essere preso per qualcuno che ha delle idee. Il secondo volume dei suoi fumetti pubblicato da Shockdom, contenente le strisce giornaliere uscite online tra il 2014 e il 2015, conferma se mai ce ne fosse bisogno la generica assenza di pensieri razionali di un disegnatore che di certo anche i cerebrolesi possono capire, o non capire, il ché è lo stesso.


(©) Sio

Per la quasi totalità delle centosettanta pagine del libro, Sio riesce ancora una volta a evitare accuratamente ogni sia pur minima parvenza di senso logico, plausibilità o coerenza, per non parlare della completa inesistenza di qualunque contenuto culturale, sociale o artistico, tutte cose che il mondo di oggi giustamente evita come la peste, in quanto rischierebbero di affaticare oltre ogni sopportazione quei pochi neuroni ancora attivi nei cervelli di un’umanità ormai felicemente condizionata alla rilassante scemenza dei mass media e dei network più moderni, che sono quasi del tutto riusciti ad affrancare l’individuo dalla fatica di pensare. A tale nobile scopo anche Sio dà nel suo piccolo un contributo, con dei fumetti che non impegnano più di due o tre neuroni alla volta e così possono produrre una salutare e non impegnativa ilarità quando la minima sorpresa completamente scema giunge inattesa a solleticare qualche neurone in più (ma non troppi, per carità).


(©) Sio

Certo che se i fumetti di Sio, anziché uno dei tanti gioiosi sintomi dell’imperante scemenza globale, ne fossero in realtà una sottile e sarcastica denuncia, assumerebbero tutta una serie di significati rilevanti e profondissimi e il loro creatore andrebbe allora considerato come un subdolo e noioso pensatore di prima grandezza, nascostosi sotto l’incontestabile apparenza del simpatico autore scemo solo per avere successo.
In effetti ci sono anche qui delle strisce (non molte comunque) in cui Sio corre dei seri rischi, che lo potrebbero far apparire addirittura come un vero e proprio intellettuale (orrore). Uno è quello della poesia, che qualche malintenzionato potrebbe intravedere in certi brevi momenti in primo piano di maggiore intensità espressiva ancorché demenziale, come la scoperta che almeno sulle magliette l’amore esiste (più che altro per le carote), o che chi ama i rododendri si scontrerà sempre con la cinica incomprensione altrui.


(©) Sio

Un altro rischio è quello dell’umorismo sensato o almeno coerente, come nella battuta sull’uomo che “libera le lance”, che non anticipiamo qui, di per sé scema come quasi tutto il resto ma nei tempi perfettamente e irresistibilmente costruita, con precisione tecnica che si potrebbe anche scambiare per vera professionalità (doppio orrore), poiché il gioco di parole è a suo modo un’arte, con una sua logica perfino nel non senso.
Un altro esempio poteva essere la striscia sul “non dare del cibo agli animali”, ma qui invece, come fa di solito in quanto fedele al suo stile dichiaratamente scemo, Sio non si preoccupa per nulla di costruire una vera battuta a sorpresa. Per ottenerla bastava nascondere la scritta del cartello fino alla terza e ultima vignetta, ma sarebbe stato un trucco troppo intelligente e facile. Invece il nostro eroe non si preoccupa di cose simili, per non essere preso per un antiquato disegnatore serio e capace. Se ne deduce che quando la battuta è costruita e funziona nel modo giusto è solo per un caso fortuito, di cui Sio non ha nessuna colpa.


(©) Sio

Ma un rischio forse ancora più grave è quello della narrativa. C’è infatti qualche raro esempio in cui si può percepire un benché informe abbozzo di trama, dalla consequenzialità quasi del tutto sensata (triplo orrore). È il caso del naufrago su un pianeta alieno che ben presto finisce per imbastire una relazione sentimentale con un mostro gigante e in tre sole immagini racconta tutta la sua storia, inevitabilmente destinata a un tragico finale. Tra l’altro qui il divertente contrappunto tra il testo del diario del naufrago e le immagini è decisamente troppo raffinato e ben fatto rispetto a tutto il resto del libro. Forse le uniche altre strip in cui Sio si è lasciato andare ad altrettanta sintesi narrativa, sono quella che riassume in modo simile la vita di un certo Luchetti, impreparato e indeciso in tutto e per tutto fino alla morte, e quella sull’uomo insoddisfatto del premio Nobel perché fin da piccolo sognava di diventare un albero, anche se in questa vince il non sense.


(©) Sio

E che dire del ben più lungo racconto estemporaneo intitolato Marie? Pur con tanti elementi demenziali, le sue venticinque pagine (realizzate in un solo giorno) tra problemi d’amore e viaggi nel tempo finiscono per costituire un vero e proprio intreccio sentimental-fantascientifico, con tanto di colpi di scena inattesi e spiegazioni meticolose, che potrebbe perfino piacere a qualche critico letterario serio (quadruplo orrore).
Insomma, che un’oscura parte profonda e incontrollata dell’inconscio di Sio stia cominciando a prendere il sopravvento su di lui e un giorno possa arrivare a farlo diventare un fumettista non più scemo di tutti gli altri? A giudicare dai suoi tantissimi lavori così fieramente e fondamentalmente scemi, di certo non è ancora entrato del tutto nel tunnel dell’intelligenza. Probabilmente siamo ancora in tempo a salvarlo da questo triste fato, oggi considerato dai più peggiore della morte. Se potete aiutatelo, prima che sia troppo tardi…


(©) Sio

QUESTO È UN LIBRO CON I FUMETTI DI SIO 2
Contenuti: raccolta delle strisce giornaliere 2014-2015 (e purtroppo non solo di quelle)
Testi, disegni, copertina e lettering: di Sio (i colori però sono belli)
Formato: 176 pag. a colori (anche quando sono in bianco e nero)
Rilegatura: brossurata con bandelle (sempre meno serie)
Editore (sempre più incosciente): Shockdom
Data di uscita (ormai irrimediabilmente avvenuta): Ottobre 2015


Prezzo: € 15,00 (pensate a quante altre cose potreste comprarci invece…)

venerdì 26 febbraio 2016

FUMETTI A COLAZIONE (I): QUESTO E' UN LIBRO CON I FUMETTI DI SIO 1

QUESTA È UNA RECENSIONE SCEMA DI UN LIBRO CON FUMETTI SCEMI
di Kant

La copertina dei divertenti fumetti creati da Sio, dal 2009 al 2014, raccolti in volume


Se Simone Albrigi si firma Sio, non deve essere solo per brevità, ma di certo anche perché il suo vero nome avrebbe rischiato di farlo apparire troppo intelligente e questo era un rischio che non poteva correre. Non poteva perché Sio è sicuramente un autore scemo (spero che la parola autore non lo offenda), ma non uno scemo qualunque. È uno scemo fiero di esserlo, la razza di scemi più pericolosa e inarrestabile che esista. 
Che sia scemo lo ribadisce più volte, come titolo di merito, l’introduzione al primo volume dei suoi fumetti scritta dal degno collega Bevilacqua, autore di fumetti un po’ più poetici ma spesso altrettanto scemi, e chi siamo noi per contraddire un’opinione così autorevole? Per chi non si fidasse basterà leggere i fumetti che seguono l’introduzione in ordine cronologico sparso; si avrà la conferma della più totale e fiera rivendicazione di scemosità mai compiuta dall’autore di un fumetto o di un libro (mi scuso ancora per la parola autore). 

(©) Sio

La cosa mette Sio sullo stesso piano del regista Ed Wood, visto che un primato di totale incapacità diventa kitch, il kitch è sinonimo di demenziale e il demenziale può assurgere ai livelli di più alta considerazione possibile, come dimostrano il mondo dell’arte e dei mass media di oggi, un rischio che non si sa se il puro e ingenuo Sio si rende conto di correre. Sio avrebbe quindi tutte le carte in regola per essere considerato un giorno neanche troppo lontano come un grande artista o comunque un grande autore (parola di cui mi scuso sempre). Infatti non è neanche lontanamente capace di disegnare in un modo minimamente decente, ma se ne frega del tutto. Inoltre, nonostante ciò che dice qualche malalingua, a giudicare da questo primo volume non è neppure in grado di mettere insieme la più pallida parvenza di una gag o di una storia con un minimo di senso o di qualità concrete, non parliamo poi di eventuali contenuti, e anche di questo se ne frega del tutto, continuando imperterrito a produrre i suoi fumetti solo perché si diverte a fare delle complete scemenze. Ciò lo accomuna ad alcuni di quelli che sono considerati i più grandi uomini degli ultimi secoli.
 
(©) Sio




Come negare la grandezza di chi non sa fare proprio nulla ma prosegue imperterrito per la sua strada, ignorando ogni evidenza dei fatti e non tenendo in nessun conto la propria assoluta mancanza di talenti? Un individuo del genere può raggiungere qualunque obiettivo si prefigga e diventare un fulgido esempio per le sempre più vaste orde di incapaci che si aggirano nel mondo, non aspettando altro che uno scemo più scemo di loro abbia il coraggio di indicare la strada che li conduca alla definitiva conquista del pianeta.
Ma perfino a questo autentico campione di demenziale insulsaggine è inevitabile fare qualche critica, per dovere di cronaca. Nel volume sono infatti presenti anche alcune strisce che, certo non intenzionalmente, possono davvero far schiantare dal ridere, come Il Guardiano del Tempio o La Storia dell’Ombrello Magico.

 
(©) Sio


In questi due esempi e pochi altri è stata seguita in modo corretto la struttura a gag della classica comicità delle strisce, suddivisa in premessa, sviluppo della situazione, aggancio e battuta finale a sorpresa. Si tratta sicuramente di un errore o di un caso, o di ingenuità commesse all’inizio della carriera, perché invece nella maggior parte dei fumetti del volume ciò non accade. La sorpresa che dovrebbe o potrebbe far ridere, anziché in fondo, si trova in mezzo alla striscia o addirittura all’inizio. Inoltre essendo quasi sempre una sorpresa del tutto priva della più lontana parvenza di logica o senso, qualcosa insomma di assolutamente demenziale, di solito non fa nemmeno ridere, o almeno non le poche persone rimaste al mondo dotate di qualità ormai considerate inutili, noiose e superate come intelligenza o gusto. Tutto ciò non fa che confermare, se mai ce ne fosse bisogno, il fiero essere scemo dell’autore (e mi si riscusi il termine autore).

(©) Sio

Del resto l’opinione di Sio sulla comicità classica è ben chiarita da una striscia intitolata appunto “E ora… un Pezzo di Comicità Classica”, consistente in una sola vignetta con un dialogo del tutto banale. Per questo campione del non sense, l’idea che l’umorismo debba seguire una sua qualche logica, magari bizzarra ma riconducibile a un senso, è evidentemente qualcosa di noioso, o semplicemente di troppo faticoso da fare. 
Eppure neanche il più scemo è perfetto e in qualche rara striscia si può anche rischiare di intravedere dei messaggi satirici impegnati, come in quella (bellissima nella sua saggia scemenza) dedicata alla Chiesa dell’Elettricità, o in quelle in cui appare il supereroe americano SuperSam, o in cui è citato incidentalmente qualche uomo politico, o dei personaggi e programmi televisivi. Ogni volta il dubbio di possibili significati seri è comunque ben presto fugato da tutte le altre tantissime strisce completamente e inesorabilmente sceme. 

(©) Sio

Un altro rischio corso incautamente dal campione della scemenza Sio, è quello di apparire invece geniale quando, con le sue limitatissime capacità, compie dei veri e propri esperimenti estemporanei, stravolgendo il linguaggio fumettistico e rendendone così evidente l’artificiosità, come quando fa rispondere un personaggio con una vignetta di anticipo, o come quando la storia principale va letta in verticale su una sola colonna per pagina. Ma neanche queste sperimentazioni, che altri sfrutterebbero per scopi ben più nobili o almeno seri, intaccano l’imperante e costante scemenza dei contenuti, che vedono agire in modo del tutto insensato personaggi che definire ridicoli sarebbe un complimento, come l’Uomo Scottecs e l’Uomo Lumaca.

Simone Albrigi in arte Sio (da Wikipedia)

In conclusione la lettura di questo libro è seriamente sconsigliata alle persone intelligenti, che potrebbero riportarne gravi danni mentali. D’altronde, siccome oggi gli scemi sono la stragrande maggioranza, è di certo destinato ad avere un successo sempre più grande. E infatti siamo già alla terza ristampa in un anno…



Titolo: QUESTO È UN LIBRO CON I FUMETTI DI SIO 1
Testi e disegni: Sio (che si prenda le sue responsabilità)
Formato: 176 pag. indecise tra il colore e il bianco e nero
Rilegatura: brossurata con bandelle (dai contenuti altrettanto poco seri)
Editore (incosciente): Shockdom
Anno di uscita della prima (e purtroppo non ultima) edizione: 2014
Prezzo: € 15,00 (ma siete ancora in tempo a non spenderli)