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lunedì 20 aprile 2020

#RESTIAMOACASA CON... MEGLIO L'ERGASTOLO

Come altri appassionati di fumetti ci uniamo all'iniziativa di regalare (per un periodo di tempo limitato) ai lettori costretti in casa dalla tragedia del coronavirus un momento di svago, con un estratto della serie "Meglio l'ergastolo" scritta da me, disegnata da Matteo Piccinini e arricchito da un'imperdibile prefazione di Francesco Manetti


sabato 7 luglio 2018

PERCHE' LO FAI?

la matita della cover del libro.

L'uscita del mio primo libro a fumetti ha fatto si che alcuni impiegati della megaditta dove lavoro come portiere, si sono accorti che faccio il fumettista a tempo perso. Tra le domande curiose che mi hanno fatto, tre sono quelle mi hanno colpito di più: 
1_se il tuo fumetto costa  dieci euro vuol dire che ne guadagni almeno 7/8 euro a copia giusto? A me quanto me lo metti?
2_oggi si fa tutto il computer, tu esattamente che fai?
3_perchè li fai?
Premesso che il mio è un contratto standard, e quindi prendo una percentuale del 8 per cento a copia (su cui poi pagherò le tasse), questo fumetto è disegnato interamente alla vecchia maniera, quindi di digitale c'è poco o niente (giusto il lettering che è un font proprietario ricavato dalla mia scrittura) io sono quello che ha creato la serie, i personaggi e le storie. La terza domanda comunque è la mia preferita. 
Sarebbe come chiedere ad un amante della corsa, perchè corre o ad appassionato di fotografia, perchè fa le foto. La risposta è: la passione. Ho sempre amato i fumetti e ho cominciato a seguirli fin da quando ero bambino. 
Effepunto a un anno e mezzo.

Potrei dire che mi hanno salvato la vita. Con il mio carattere introverso e chiuso ero un bambino che dava da pensare ai suoi genitori. Probabilmente si saranno chiesti come mai nelle belle giornate di sole rimanevo nella mia cameretta a leggere invece di uscire come tutti i miei coetanei? In realtà stavo bene e ho vissuto mille avventure con i miei eroi dei fumetti, tanto che a un certo punto ho sentito il bisogno di farli anch'io. I primi risultati furono anche incoraggianti, qualche premio vinto qualche collaborazione a giornali locali, ma non abbastanza da pensare di poter vivere facendo quello. 
Ecco perchè per un decennio ho abbandonato completamente i fumetti e mi sono cercato un lavoro "normale". Alla fine del percorso l'ho anche trovato ma il mio fisico mi mandava segnali che il mio cervello voleva ignorare. Ero dimagrito 25 chili e il mio fegato era come quello di un alcolista anonimo, nonostante fossi astemio. La risposta era semplice: non ero felice. Tant'è che la mia dolce metà mi disse: ma perchè non fai più fumetti? Ho capito che dovevo farli per me, anche se non avevo nessuno cui proporli. Sono ripartito da dove mi ero fermato. Ed è stato come se non mi fossi mai fermato. Quindi perchè li faccio? Perchè mi rende felice.


domenica 26 febbraio 2017

10.000


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Eccovi alcuni dati e curiosità statistiche
- 72 post pubblicati
- Fumetti a colazione (III): L'evoluzione della specie, è il nostro post più visto con oltre 220 visualizzazioni
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