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domenica 1 gennaio 2023

BEST FIVE: I 5 POST PIU' LETTI NEL 2022

 


Consueto appuntamento con i post più letti dell'anno appena trascorso. (Qui invece potete leggere quella del 2021)

Al primo posto troviamo: I VERSACCI DI MORENO BURATTINI, di gran lunga il post più letto tanto che è a ridosso dei 10 post più letti di sempre (ciò è dovuto alla popolarità dell'editor di Zagor, più che al mio articolo indubbiamente)


Al secondo posto troviamo: GASP! SONO STATO PIRATATO! la storia di come un mio fumetto sia stato messo per intero (senza il mio permesso ovviamente) in rete. 


Al terzo posto troviamo: L'INTERVISTA che i ragazzi di A6 fanzine hanno voluto dedicare al sottoscritto all'interno del numero 40.


Al quarto posto troviamo: DISNEY, MUSSOLINI & HITLER - L'ULTIMO LIBRO DI FRANCESCO MANETTI! il terzo volume della serie Fumetto, storia e politica pubblicato da amazon e disponibile qui


Al quinto posto troviamo: IL RITORNO DI COLIN COLLINS, IMPICCIONE DELL'IMPROBABILE! Ovvero in occasione del venticinquennale della prima parodia è stato aggiornato il libretto sopra citato con l'aggiunta dell'episodio Colin Collins chi sei? e la postfazione "il pericolo di essere Colin" di Andrea Kant Cantucci, anche autore dei disegni. 


Qui la classifica del 2021

domenica 15 maggio 2022

DISNEY, MUSSOLINI & HITLER - L'ULTIMO LIBRO DI FRANCESCO MANETTI!

La copertina dell'ultimo libro di Francesco Manetti.

Da oltre trent'anni una delle persone che più ammiro nell'ambiente fumettistico e, soprattutto, in ambito umano è indubbitamente l'amico Francesco Manetti, su cui pesa, tra l'altro, la responsabilità del mio esordio fumettistico a livello nazionale (prima di allora avevo pubblicato solo su giornali locali) sulla rivista Dime Press - magazzino bonelliano, da lui fondata insieme a Moreno Burattini, Saverio Ceri e Alessandro Monti.
Inutile precisare che seguivo già Manetti su la fanzine Collezionare, dove teneva tra l'altro una rubrica molto interessante dal titolo la Bibloteca di Trantor con recensioni del fantastico e dell'orrore. 
Negli anni 90 del secolo scorso il buon Francesco ha fatto migliaia di cose riguardanti il fumetto: ha pubblicato su Comic Art e l'Eternauta, IF, Fumo di ChinaAlan Ford Index 1-300, Eva & Chris, organizzato mostre, aperto fumetterie e mille altre cose che sicuramente, non essendo più un giovincello, sto dimenticando.
Dopodichè all'inizio degli anni 2000, ha abbandonato temporaneamente per motivi alimentari il fumetto, (un destino comune a molti, me compreso), facendoci ritorno alla grande una decina di anni dopo, collaborando con la Mondadori per i redazionali di Alan Ford (subentrando a Moreno Burattini), Kriminal e Satanik
Nel 2012 intanto, con l'amico fraterno Saverio Ceri, aveva lanciato il seguitissimo blog Dime Web, attivo ancora oggi, erede elettronico di Dime Press. E' nel 2014 però che accade il fatto che porterà, anni dopo, alla nascita del libro di cui andremo a parlare. Il Manetti inizia a collaborare con la rivista online Ereticamente  (che si occupa di tradizione, cultura, etnologia, arte, letteratura, storia e via dicendo) con interventi di fumetto & storia. Il 16 novembre di quell'anno apparve sulla suddetta rivista un intervento sui rapporti – veri o presunti tali – fra Benito Mussolini e Walt Disney, e fra quest'ultimo e i socialismi nazionali europei. L'incontro di cui si parla è del fatidico luglio del 1935, insieme al fratello Roy e alle loro mogli, probabilmente ci fu e il Manetti rivela l'enorme mola di materiale in merito che ha scovato in questa sua ricerca. 

               Luglio 1935: Disney arriva a Roma ricevuto da Luigi Freddi. Archivio Storico LUCE

Il pezzo ha un enorme successo e finì per essere ripreso in più occasioni, in versioni sempre diverse, ma identico nella sostanza, non solo in Italia ma anche in Spagna.
L'indagine, con l'autore che ci tiene a precisare che che il conservatore rivoluzionario anticomunista e antibolscevico Walt Disney non fu mai fascista e non fu mai nazista, è stata successivamente proseguita e ampliata e occupa tutto il primo capitolo del libro intitolato appunto Walt Disney, Benito Mussolini e il Fascismo.
Nel secondo capitolo invece si affronta un argomento sicuramente più complesso e "scottante", ovvero come si posero Disney e i suoi collaboratori nei confronti della Germania nazionalsocialista? In questa parte del libro dedicato a Walt Disney, Adolf Hitler e il Nazismo, non si affronta l'aspetto politico di Disney, che sarà oggetto probabilmente di un altro libro, ma si fa luce su quegli aspetti dell'ottica disneyana che coinvolgono il tradizionalismo, la coscienza identitaria, l'avversione per l'usura (per le banche, per la lobby ebraica a Hollywood, etc.) e il conservatorismo rivoluzionario.
Senza volere anticipare altro, per non rovinarvi la sorpresa di questa autentica camera delle meraviglie, come dice Stefano Priarone nella ficcante introduzione, non mi rimane che consigliarvi questo libro indispensabile o meglio necessario per chi volesse saperne di più sulla relazione fra regimi del Novecento e industria dell’intrattenimento.
(Fumetto, storia e politica Vol. 3) 
Amazon, 21 aprile 2022
Pagg. 489 Copertina a colori
Edizione Kindle € 1,90
Edizione copertina flessibile € 12,50
Introduzione di Stefano Priarone

mercoledì 6 aprile 2016

MADE IN BONELLI - 6a PARTE: QUANDO BONELLI INCONTRA DISNEY!

Da qualche anno a questa parte tutte le nuove serie della Sergio Bonelli Editore (da "Le Storie" in poi) hanno scritto sulla copertina, sopra il logo del personaggio, il nome della casa editrice milanese.


Su "Topolino" invece è accaduto l'esatto contrario. Infatti il logo "Walt Disney" sopra la testata è rimasto fino al n. 2247 del 22 Dicembre 1998...


...per poi venire riposizionato sul numero successivo in basso a destra...


fino a perdere la dicitura "Walt" con il n. 2430 del 25 Giugno 2002!



Poi, da quando la gestione del mensile è passata a Panini Comics la sola scritta "Disney" è tornata in piccolo sopra la "T" di "Topolino". 


La cosa vi sembra indifferente? Forse... O forse la casa di Mickey Mouse ha eliminato il nome del suo fondatore per essere un marchio a 360 gradi e non essere più identificata solo con i fumetti, che rappresentano ormai una minima parte del fatturato. Infatti, mentre marchi come Coca Cola o Ferrari sono bene identificati con un settore merceologico, l’impero Disney opera ormai ovunque...

Due realtà apparentemente lontane, come la Disney e la Bonelli si sono più volte incontrate nel corso degli anni. 
L’ultima volta è stata l’11 Marzo 2015 sul settimanale "Topolino" n. 3094 dove, a pagina 123, troviamo la storia Dylan Top in: l’alba dei topi invadenti, ideata da Sclavi, Recchioni & Faraci e disegnata da Paolo Mottura.


Il team creativo è quindi composto da autori che lavorano o hanno lavorato per entrambi le case editrici e si sono divertiti a fare un gioco di citazioni e rimandi come viene spiegato al termine della storia in un articolo scritto dallo stesso Faraci. 



Non è però la prima volta che i due indagatori s’incontrano. Successe anche venti anni prima, edesattamente sul n. 2076 del 12 Settembre 1995, nella storia Topolino e il Talismano Elfico. In quel caso l'avventura, realizzata da due artisti prettamente disneyani, Alessandro Sisti e Massimo De Vita, era volutamente scritta con meno citazioni riconducibili al Detective dell’Incubo.




L’omaggio a Tex - fin dalla copertina - è invece chiaro su "Topolino" n. 2964 del 18 Settembre 2012, con l'episodio Bum un ranger in azione, dove Corrado Mastrantuono (anche lui autore di entrambe le case editrici) ci racconta le gesta di Bum Willer e Pap Carson con le esclamazioni tipiche dei due eroi bonelliani e un omaggio diretto all’indimenticabile Sergio con il saloon Chain of Nolitta a un anno dalla sua morte, avvenuta il 26 Settembre 2011.



In passato invece ci sono state parodie che la casa di Burbank non ha gradito affatto. Sono per esempio quelle di Federico Maria Sardelli - direttore d’orchestra, compositore, autore di libri, fumettista e disegnatore satirico - che, in quella ultima veste, sul mensile “il Vernacoliere” aveva firmato un fumetto parodia di Topolino disegnato alla maniera di Floyd Gottfredson, ma con la parlata livornese! E visto che siamo in ambito bonelliano, vi segnaliamo che il periodico toscanaccio ospita dal 2015 una rubrica fissa umoristica di Moreno "Zagor" Burattini.

Se la Disney non digerì il caustico omaggio sardelliano, la SBE non gradì molto la parodia di Tex del 1996 del duo Virelli/Leomacs.


Probabilmente ci fu poi un chiarimento con l'editore milanese, visto che Leomacs in seguito è approdato alla corte di Via Buonarroti, disegnando per varie serie bonelliane, tra cui appunto Tex!

Sappiamo invece di un caso in cui a scusarsi fu la Arnoldo Mondadori Editore quando, a causa di uno sciopero dei giornalisti, non fu pubblicato il "Topolino" n. 1370.


Una storia destinata a quel "Topolino", intitolata Zio Paperone e i Corindoni Negromani, fu successivamente pubblicata sullo speciale "Topolino Estate" n. 1 del Giugno 1983 - come si evince dalla sigla.


Non ci sono invece apparentemente scuse per un difetto di inquadratura apparso su "Topolino" n. 2878 a pag. 53


Nella vignetta n. 6 vediamo infatti apparire quella che bizzarramente sembra una testa di Topolino senza il resto del corpo - a causa del taglio "troppo preciso" del capo del personaggio, qui visto da dietro. 

Anche su Dylan Dog ci sono celebri sviste - o blooper. Per esempio, sul n. 18 della serie regolare dell'Indagatore dell'Incubo, Cagliostro, vediamo alla vignetta n. 2 un corpo orribilmente mutilato... Solo che la gamba mozzata che si vede nella vignetta n. 5 - se appartenente al cadavere di cui sopra - non dovrebbe avere anche la coscia, visto che era stata tagliata all'altezza del ginocchio, e soprattutto non dovrebbe essere una gamba destra, visto che quella amputata era la sinistra!



Sul n. 30, La casa infestata, c'è un altro errore - che fu corretto successivamente sulla ristampa. A pag. 2 vediamo una donna con i pantaloni corti, che nel proseguo dello stesso albo saranno invece lunghi.




Una intera copertina eliminata dalla SBE per decisione dello stesso GL fu quella del Tex n. 243, Il segno di Cruzado del gennaio 1981.

Questa è la copertina uscita in edicola... :



...mentre quest'altra è la copertina "scartata", che portava tra l'altro un titolo diverso da quello definitivo:



La cover di Aurelio Galleppini si ispirava a una sequenza interna molto "fuori dell'ordinario" che Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, aveva scritto per sorprendere il lettore: due eterni e inseparabili amici - praticamente fratelli - che si prendono a cazzotti (un po' alla Mister No ed Esse-Esse)!


Anche altre sequenze dell'albo furono eliminate, come questa che avrebbe dovuto collocarsi, più o meno, a pag. 62:


Probabilmente aveva ragione G.L. Bonelli, perché forse il pubblico, allora, non era pronto per una scena del genere...
Qualcosa di simile è stato invece pubblicato nell'albo speciale "Le grandi storie di Nathan Never" n. 2 del marzo 2015, dove il nostro eroe fa a pugni con l'amica e collega di sempre Legs Weaver...


...che con Tex ha in comune la stessa esclamazione: Peste!

Anche Mister No ha incontrato un personaggio disneyano e più precisamente Paperino. È accaduto il 11 giugno 2014 su "Topolino" n. 3055...


...quando, all'inizio dei Mondiali di calcio brasiliani, gli autori disneyani hanno voluto omaggiare l'antieroe creato da Guido Nolitta - che viveva appunto in quelle zone.


Una parodia di Jerry Drake (un personaggio chiamato Mister Boh, perché, come dice Paperino, è sempre indeciso!) era infine apparsa su "Paperino Mese" n. 172 dell'ottobre 1994, nella storia Paperino e il tesoro del Signor Smith di Sergio Tulipano e Sandro Dossi. La storia è stata più volte ristampata, l'ultima nell'agosto 2010 su "Paperino Mese" n. 362.




(fine 6a parte)

venerdì 7 agosto 2015

SBAM! COMICS N°22 ONLINE


E' uscito il numero 22 di Sbam! Comics
scaricabile gratuitamente dal sito con
la parodia bonelliana di Zagor by Pieri-Ferretti-Kant.
In copertina: da Carl Barks al Politecnico di Milano, ecco il percorso compiuto dal (probabilmente) più famoso edificio della storia del Fumetto. Sfogliando questo numero di Sbam!, potrete sapere tutto del progetto – su cui è stata costruita una grande mostra dal Museo Wow di Milano – con le nostre interviste a Luca Sgambi, professore a contratto di Teoria e Progetto di Costruzioni e Strutture per la Laurea Magistrale in Architettura delle Costruzioni, e a Blasco Pisapia, architetto e disegnatore Disney.
La Bonelli festeggia un altro centenario, questa volta riguardante il più longevo (dopo Tex) personaggio della Casa: lo Spirito con la Scure ha infatti superato il traguardo delle 600 uscite. E – visto che quest’estate vede in edicola anche molte altre iniziative legate al personaggio – non potevamo esimerci dal tornare a bussare alla porta di Moreno Burattini, curatore di Zagor e sceneggiatore di lungo corso, oltre che a quella di Jacopo Rauch, autore dei testi dello stesso seicentesimo albo.
Inoltre, interviste a Lucio Parrillo, con i suoi spettacolari colori, e Giorgio Sommacal, reduce dalla consegna alle stampe del numero 10 di Adam Wild
Infine, pensandovi in panciolle sulla battigia (a almeno sul divano di casa), la nostra tradizionale carrellata di proposte di letture è particolarmente ricca, con un occhio di riguardo ai classici, che non mancano mai, in edicola come in libreria. E pensiamo anche al cinema, con l’anteprima di Ant-Man, nuovo cine-kolossal marvelliano.
Dall’amaro umorismo di Tonio Vinci a quello più sbarazzino di Torti & Passamani, dalle meditazioni grafiche di Dadix all’inquietante Occhio nel Cielo di Giuseppe Lever, passando tra Ghigo lo Sfigo e Federica, Berny e Kugio & Gina.
Ma le parodie bonelliane non sono finite e anzi nel numero di Cartigienica Book 1 in vendita in libreria, in fumetteria, su Amazon e Ibs continuano, con episodi inediti di Rex Twitter e Berlon D'Arkoress...




A lettura ultimata, vi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook e su Twitter.

mercoledì 27 agosto 2014

MADE IN BONELLI - 2a PARTE - PUBBLICITA' BONELLIANE DI ARMI GIOCATTOLO E ALTRO ANCORA



Le armi giocattolo Edison, Molgora, Romanelli, i proiettori giocattolo della Harbert, Mupi, Gioca e Igc e altro ancora



Immaginate un mondo dove c’è un unico canale che trasmette in bianco-e-nero e i programmi sono confinati nelle ore serali. Dopo il telegiornale i bambini aspettano la pubblicità che ha un suo spazio ben definito con delle reclame prevalentemente umoristiche che durano svariati minuti e piacciono a tutti i consumatori; pubblicità che creano un linguaggio nuovo e slogan che diventeranno d'uso comune.




No, non è lo spunto iniziale di un racconto di fantascienza, ma l'Italia degli anni Settanta. Anche sui 
giornali a fumetti la pubblicità è accattivante e sui periodici come Topolino veniva a volte allegato persino il catalogo giochi di note ditte dell'epoca. Come abbiamo già detto nella puntata precedente, in quegli anni il mondo del West aveva un grandissimo fascino sui bambini e veniva sfruttato in tutti i campi, compreso quello alimentare.




Un settore dove ebbe particolarmente successo fu quello delle armi giocattolo che facevano immaginare ai piccoli uomini di essere veri cowboy del Far West... Armi come con il fucile Geronimo, prodotto dalla Edison Giocattoli, una delle poche ditte del settore arrivate fino ai giorni nostri.




Con un personaggio di grande successo come Tex, venne naturale chiedere alla Bonelli di usare il marchio come testimonial per armi giocattolo. La Molgora, che era molto attiva in questo settore, stando ben attenta a sottolineare come quelle armi non facessero male e potessero essere anche oggetti da collezione, riuscì nel "colpaccio" di aggiudicarsi i diritti.




A noi bonelliani il fucile che più interessa è naturalmente quello di Tex Willer, che veniva pubblicizzato anche sul Topolino della Mondadori (per esempio sul n. 915).




Come succede anche oggi, altre case uscirono subito con il loro fucile TEX, che non aveva nulla a che spartire con l'eroe della casa editrice milanese.




La Molgora, oltre al Winchester di Tex, aveva già un suo vasto assortimento di pistole e fucili.




Gli Indiani erano allora visti come il nemico - e anche nella pubblicità si tendeva a sottolinearlo. Probabilmente per questo motivo nessuno ha mai pensato di creare una "pistola di Zagor", personaggio che anticipò i tempi, con il suo mondo dove tutti gli uomini, grazie anche a lui e al pancione Cico, potevano vivere in armonia.





Oltre al fucile, per essere come Tex, ci voleva pure la cintura con fondina e pistole, anche se il modello uscito sembrava più adatto al carnevale che ad altro!



Il cinturone di Tex uscirà invece molti anni dopo, quando ormai la casa editrice avrà raccolto tutti i suoi antchi marchi editoriali (come CEPIM, Daim Press, etc.) sotto la denominazione comune di Sergio Bonelli Editore.






E anche Dylan Dog ebbe la sua bella cintura in scatola tonda metallica, prodotta dalla Veagroup nel 1994...




Come dicevamo all'inizio, la televisione non era molto diffusa e trasmetteva ben poche cose; ma i ragazzi - nelle loro camerette - potevano godere di un "surrogato", comprando il Minicinex Harbert, come vediamo qua sotto in una pubblicità tratta da Topolino.




Il Minicinex era un proiettore a manovella che riproduceva pellicole in 8 mm, principalmente della Disney, ma uscì anche la versione con Tex.





C'era poi il Festacolor, nato già negli anni Sessanta, un marchingegno in plastica alimentato a batterie che proiettava diapositive su qualsiasi fondale; le diapositive, che raccontavano una breve storia in sette "vignette", erano titolate e montate su cartoncini a striscia; venivano vendute anche a parte, come "ricambi", anche sotto il nome di FestaFilm.




Sempre della harbert era il Fonovideo, in grado di riprodurre anche l'audio, grazie al "discovideo", che associava vinile a diapo.



In seguito altre ditte lanciarono prodotti simili, che tendevano a offrire un prodotto per ragazzi "concorrente" al televisore dei "grandi". La Mupi presentò per esempio il Cinevisor, un visore di filmini in super 8 montati in cassette.





Ecco inoltre la Gioca Royal con il Videomatic e la Igc con il Telemax.





La televisione italiana, che nel 2014 ha compiuto sessant'anni, fin dall'inizio ha avuto nei giochi a quiz alcune fra le trasmissioni più premiate dal pubblico. I quiz, nel corso dei decenni, si sono molto modificati e, pensando ai giocatori, siamo passati da persone super esperte che rispondevano a quesiti impossibili, a gente comune che risponde a domande molto più semplici. Un quiz che ha avuto, e ha tutt'ora, molto successo è L'eredità su Raiuno... dove qualche tempo fa è apparsa una domanda sull'eroe creato da Guido Nolitta e Gallieno Ferri!



A noi la risposta - dove c'è anche lo "zampino" di Moreno Burattini - sembra facilissima... e a voi?



(fine 2a parte)