Grazie a Fabrizio Perale del blog Cent'anni di Nerditudine che recensisce il libro Il passato di Viviane L'infermiera! realizzato da me e Cristiano Cryx Corsani, con la prefazione di Luciano Costarelli e pubblicato da Sbam! libri
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venerdì 12 aprile 2024
mercoledì 4 gennaio 2023
ERA UN ANNO BISESTILE VINCE LA TOP 5 FUMETTI DI CENT'ANNI DI NERDITUDINE!
Il blog cent'anni di Nerditudine pubblica, come tutti gli anni, il The best of 2022, nelle seguenti categorie: fumetti, Topolino, cinema, serie Tv e reportage. Nella categoria fumetti, mi confermo come l'anno precedente tra le 5 recensioni più lette. La recensione dell'albo Era un anno bisestile, realizzato insieme ad Andrea "Kant" Cantucci, raggiunge addirittura il primo posto!
mercoledì 15 giugno 2022
NON VOLEVO FARE IL POMPIERE PARTE 2, LA RECENSIONE DI FABRIZIO PERALE
Grazie a Fabrizio Perale del blog Cent'anni di Nerditudine che recensisce il mio libretto "Non volevo fare il pompiere parte 2!
lunedì 6 giugno 2022
FILIPPO PIERI: 25 ANNI DA FUMETTARO, PARTE 2
Nel mese di giugno 2022 si è concluso il mio il mio venticinquennale nei fumetti iniziato a Luglio 2021 (ne ho parlato qui) con la pubblicazione dellla seconda parte di Non volevo fare il pompiere (ma il fumettaro)

Rispetto al primo libro sono raccolte prevalentemente storie più recenti come "il giorno in cui sono morta" disegnata da Luciano Costarelli, "Colin Colin Collin impiccione dell'improbabile" disegnata da Kant, "Un sacco (di botte) dopo Mezzanotte" disegnata sempre da Kant, Le comparse Bonelliane ovvero che fine hanno fatto i personaggi apparsi in una sola vignetta degli albi bonelli? una serie scritta da me per Dime Web, degli episodi inediti di @Prenderlo nel Baugigi disegnati da Tommaso Ferretti e infine la mia prima storia disenata sempre da Tommaso Ferretti, qui in una versione aggiornata dal titolo "Un selfie all'anima".

Rispetto al primo libro sono raccolte prevalentemente storie più recenti come "il giorno in cui sono morta" disegnata da Luciano Costarelli, "Colin Colin Collin impiccione dell'improbabile" disegnata da Kant, "Un sacco (di botte) dopo Mezzanotte" disegnata sempre da Kant, Le comparse Bonelliane ovvero che fine hanno fatto i personaggi apparsi in una sola vignetta degli albi bonelli? una serie scritta da me per Dime Web, degli episodi inediti di @Prenderlo nel Baugigi disegnati da Tommaso Ferretti e infine la mia prima storia disenata sempre da Tommaso Ferretti, qui in una versione aggiornata dal titolo "Un selfie all'anima".
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| la bozza a matita e il disegno finito di Cristiano "Cryx" Corsani |
Anche in questo albo ogni storia è preceduta da un'introduzione scritta da Francesco Manetti, Andrea Cantucci e il sottoscritto.
"In conclusione (come scriveva Andrea Cantucci per la prima parte), "tutto ciò che si può dire per il momento è che, mentre arrivavano e passavano terremoti, pandemie, guerre, carestie, alluvioni e ogni tipo di altri disastri, naturali e non, noi siamo ancora qui.
E poiché [...], il vizio del Fumetto è qualcosa a cui non possiamo proprio fare a meno di dedicarci in un modo o nell’altro, l’inevitabile domanda finale, che prima o poi potrebbe anche dare origine a una nuova serie di vignette scritte da Filippo, è…
Riusciranno mai a farci smettere?"
Testi Filippo Pieri
Prefazioni: Francesco Manetti, Andrea Cantucci e Filippo Pieri
Disegni: Luciano Costarelli, Kant e Tommaso Ferretti
Amazon, 76 pagine bianco e nero
2.99 Ebook, 4,99 Copertina Flessibile, 10,50 Copertina rigida
venerdì 1 gennaio 2021
BEST FIVE: I 5 POST PIU' LETTI NEL 2020
Consueto appuntamento con i post più letti dell'anno che volge al termine.
Al primo posto troviamo: I GRANDI COMICI DEI COMICS (I) - QUINO, UN IMMORTALE UMORISTA UMANISTA, Prima parte (1932-1963): Talenti e angosce precoci di un giovane argentino
Al secondo posto troviamo I GRANDI COMICI DEI COMICS (I) - QUINO, UN IMMORTALE UMORISTA UMANISTA, Seconda parte (1964-1973): Grandi speranze di una piccola contestatrice
Al terzo posto troviamo PAPPATACI, DIVANI E INFERMIEREAl quarto posto troviamo #RESTIAMOACASA CON... MEGLIO L'ERGASTOLO
Al quinto posto troviamo IL GRANDE INCUBO DI LUCIANO
Grazie a tutti quelli che hanno letto questi e gli altri post, vi auguro un buon anno nuovo. Qui la classica del 2019
lunedì 28 settembre 2020
IL GRANDE INCUBO DI LUCIANO
La maggior parte delle persone che segue un autore, in qualunque campo esso operi, si accontenta di una firma sul suo libro oppure di una foto con l'autore durante un incontro con il pubblico, se ha fortuna. Qualche anno fa in occasione del compleanno del mio amico e bravo autore (non solo di fumetti) Luciano Costarelli, ho immaginato che a fargli gli auguri sia qualcosa di più di una semplice fan, una tipa che avuto chissà come il suo numero di cellulare e lo chiama continuamente. Una stalker insomma. Visto che la prima striscia è piaciuta a Luciano, la cosa si è ripetuta nei compleanni successivi, fino ai giorni nostri. Adesso sembra che la tipa in questione abbia ricevuto un'ordinanza restrittiva che non dovrebbe permettergli più di avvicinarsi o telefonare a big Luciano. Ma sarà sufficiente per fermarla?
venerdì 17 novembre 2017
FUMETTI A COLAZIONE (IX) : INCROCIATORE STELLARE “E. SALGARI” - Stagione 2 - di Autori Vari
UN’ASTRONAVE AUTARCHICA DA FUTURI GIA’ ANTIQUATI
Recensione di Andrea Cantucci
L’associazione Cagliostro E-Press ha già pubblicato in volume la prima stagione della serie di fantascienza “Incrociatore Stellare E. Salgari”, nata in brevi albi digitali sul sito della Cagliostro E-Press e questo secondo tomo ne raccoglie la seconda stagione di dodici episodi più un n°0. È un fumetto realizzato da oltre venti autori che si alternano, diversi per età, esperienze, capacità e scelte stilistiche (la maggior parte dei disegnatori hanno realizzato un episodio di dodici pagine a testa, alcuni scrittori ne hanno sceneggiati due).
I due supervisori, Umberto Sisia per i testi e Andrea Manfredini per i disegni, hanno evitato incoerenze troppo macroscopiche tra i vari episodi fornendo l’uno le trame, elaborate con altri due soggettisti, e l’altro i modelli di astronavi ed elementi scenici. Altri studi preliminari di alcuni personaggi sono stati eseguiti da Luciano Costarelli, disegnatore anche delle ottime copertine dei vari numeri ma non di quella del volume.
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| Cover Incrociatore Stellare E Salgari-stagione 2 disegno di Alberto Duca |
Si fosse trattato di episodi auto-conclusivi, tale approccio cooperativo poteva avere una riuscita migliore, ma in una lunga storia a puntate come questa è inevitabile che il risultato sia discontinuo nello stile nonché nella qualità, anche per l’alternarsi di ritmi e montaggi diversi senza che ciò sia giustificato da esigenze narrative.
L’impostazione della storia muta del tutto ogni dodici pagine con conseguenze negative sulla comprensibilità del racconto, che risulta farraginoso e contorto, oltre che pieno di stereotipi superati, e l’assenza di riassunti dell’antefatto non aiuta. Vengono in parziale soccorso vari flashback e schede esplicative, ma né gli uni né gli altri chiariscono i motivi del conflitto in corso tra due astronavi di diversi universi paralleli. Che si rappresenti uno dei due equipaggi come fedele e leale, non si sa bene a cosa, e l’altro come malvagio, ribelle e traditore, non chiarisce nulla e risulta troppo semplicistico, se non sottintende addirittura vaghi contenuti reazionari…
È inoltre difficile orientarsi tra tante fisionomie che cambiano aspetto di continuo, la cui identificazione è complicata anche dai doppioni degli universi paralleli e dalle versioni giovanili dei flashback. Questi ultimi si trovano anche in singole pagine sceneggiate da Sisia, che in ognuna tenta di concentrare il passato di un personaggio in poche vignette e frasi, finendo spesso per cadere in toni retorici abbastanza ingenui.
Nonostante la costruzione pretenziosa, la storia risulta più semplice di quanto sembri, ma anche scontata e deludente, concentrandosi quasi esclusivamente su battaglie di cui sfugge il senso. Come suggerisce il nome dell’astronave del titolo, l’intenzione dichiarata era aggiornare i cicli salgariani in chiave fantascientifica, ma tale obiettivo non è raggiunto anche perché, con la ricerca del decimo pianeta e tutto, in realtà ci si è ispirati molto di più a fumetti e cartoni giapponesi, in particolare a quelli di Reiji Matsumoto e specialmente a Uchu Senka Yamato (L’Incrociatore Spaziale Yamato), serie nota da noi nella versione animata come Star Blazers.
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| Il cyborg Dom Ottavio disegnato da Alberto Bonis |
Da tale ispirazione derivano alcuni innegabili pregi della serie (la rinuncia a un singolo eroe a favore di una storia corale, la narrazione in progress simile a un serial TV o un romanzo, la grafica libera che supera i limiti dei formati italiani, la presenza di molte figure femminili altrettanto rilevanti di quelle maschili), ma anche tutti i suoi difetti tipici dei peggiori manga commerciali (l’ingenua contrapposizione manichea con cattivi esageratamente sadici e crudeli, l’eccessiva enfasi nell’affermare con forza e fin troppa sincerità le emozioni, l’immaturo sentimentalismo adolescenziale in personaggi adulti, la carenza di contenuti profondi nonostante una narrazione complessa, l’attribuire esagerate conseguenze su scala cosmica a banali rapporti individuali).
Inoltre gli eroi salgariani sono spesso di diversi paesi ed etnie e un’astronave della “Federazione Umana del Sistema Solare” dovrebbe avere membri di diverse nazioni e pianeti, invece la Salgari ha un equipaggio di soli italiani o quasi, cosa tanto più assurda oggi che ogni paese è sempre più multietnico. Che in un cosmo in cui l’umanità è finalmente unita, a parte un paio di (malvagi) tedeschi si vedano solo italiani, ricorda i beceri fumetti autarchici allineati alla propaganda fascista, in cui gli italiani erano sempre i soli eroi in qualunque parte del mondo si svolgesse la storia. Li ricorda anche l’ingenuo fastidioso militarismo con cui i protagonisti a volte inneggiano a obiettivi faziosi, come la gloria o la vittoria. E visto che la comandante nemica all’inizio si nasconde dietro un velo in stile arabo, è lecito anche il sospetto di qualche “velata” intenzione xenofoba…
Si è presa l’impostazione di certi serial di fantascienza, con militari del futuro, tagliandone tutti gli elementi progressisti umanitari e accentuando l’aspetto bellicista. Ma il militarismo c’entra poco coi romanzi di Salgari, in cui anche quando gli eroi sono italiani, cosa che non sempre accade, l’autore parteggia più spesso per ribelli e avventurieri che per gerarchie o poteri ufficiali, che di solito diventano invece i nemici da combattere.
Sa d’ingenuo fumetto autarchico anche l’antiquato nome del comandante della Salgari, Elio Fiermonte, più adatto a un eroe medievale che a un uomo del futuro, benché fedele allo stereotipo dell’italiano moro e baffuto. I suoi scontri con la versione parallela di un’ex-congiunta che lo odia, creano poi un conflitto più casalingo che epico, più adatto a una parodia che a una storia seria. Anche il lungo abito di lei con tanto di spada, così come la sua scomposta cattiveria, più che dramma rischiano di generare comicità involontaria.
Tra l’altro il nome della nave nemica, Tir Nan Og, significa Terra Della Gioventù in gaelico e indica una specie di paradiso del folclore irlandese, quindi non calza molto per un covo di “malvagi traditori”, a meno che con ciò gli autori non intendessero attaccare le giovani generazioni che ormai non leggono più Salgari…
Fra i membri dell’equipaggio della Salgari i più strani e ambigui sono il Commodoro Fantasma, un’intelligenza artificiale con le memorie dei passati comandanti della nave, e il sacerdote Dom Ottavio. Questi è riportato in vita e trasformato in cyborg nel solito universo parallelo, ma non sono stati sviluppati granché i paradossi impliciti in una tale resurrezione, che di punto in bianco ha tramutato un prete in una macchina assassina.
Comunque, a parte tutte le riserve sui contenuti, alcuni autori hanno delle qualità. I migliori sceneggiatori sono i co-soggettisti Paolo Buscaglino Strambio e Stefano Bonazzi. Il primo, esperto di manga, monta scene e dialoghi in modo dinamico e serrato con pochi testi stringati ed essenziali. Il secondo, più legato a modelli italiani, compone scene con dialoghi chiari e scorrevoli. Gli altri scrittori, supervisore compreso, sembrano avere ancora qualcosa da imparare su come raccontare una storia in modo leggibile e coinvolgente.
Il disegnatore più originale, espressivo ed efficace è Davide Emanueli, il cui stile si basa su sapienti contrasti netti, mentre i disegni più accurati sono le copertine disegnate da Luciano Costarelli e colorate da Simone Daraghiati. La precisione con cui, dall’una all’altra, muovono gli elementi sullo sfondo dimostra se non altro che potrebbero lavorare nel cinema d’animazione e ribadisce i legami coi cartoni nipponici. Costarelli se la cava bene pure nel disegnare l’episodio a lui affidato, con uno stile vicino al fumetto italiano tradizionale.
Sono a livelli tecnici altrettanto validi il curatore grafico Andrea Manfredini, che passa da precisi disegni al tratto nelle scene in tempo reale a un ottimo uso delle sole mezzetinte nei flashback, l’essenziale Mirko di Noia, che supplisce con elaborati chiaroscuri a retini alla sua relativa avarizia di dettagli e di spessore nei contorni, e Roberto De Angelis (omonimo di un noto disegnatore di Nathan Never), uno dei più completi pur con qualche incertezza nelle composizioni di gruppo. Non sono disprezzabili neanche i disegni di Alberto Bonis, efficace nelle figure intere e dinamico nelle scene d’azione ma meno preciso nei volti, o di Cristian Polizzi, che disegna degli italiani simili a giapponesi e abbonda con dettagli, tratteggi e posizioni esasperate.
Tra gli altri disegnatori, a cui va comunque riconosciuto tutto l’impegno dimostrato, alcuni paiono più a loro agio coi disegni di elementi meccanici e tecnici che con le figure umane, anche perché hanno uno stile meno realistico e quindi un po’ meno adatto a una serie come questa. Altri invece riescono meglio nei primi piani o nei dettagli, senza riuscire a esprimere una padronanza completa proprio in tutti gli aspetti del disegno.
In conclusione, pur vantando qualche pagina notevole, “Incrociatore Stellare E. Salgari” è una serie su un futuro che sa di già visto e con nuovi mondi un po’ troppo reazionari. Eppure nonostante ciò, o forse proprio per questo, vorrebbe far riconciliare i nostalgici degli anni ’30 (e forse della stupida autarchia d’allora) con gli odierni appassionati di manga, riunire chi viaggiò a bordo di volumi e albi firmati Salgari con chi abita la Terra della Gioventù di oggi... ma nonostante l’alleanza italo-nipponica di quasi ottant’anni fa, è più probabile che, come le due astronavi del fumetto, anche questi due universi rimangano separati e inconciliabili.
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| Il capo Nestor Cano e sua moglie da giovani disegnati da Francesca Simoni |
Andrea Cantucci
Titolo: INCROCIATORE STELLARE “E. SALGARI” – STAGIONE DUE
Testi e disegni: Autori Vari
Formato: 220 pag. in bianco e nero
Editore: Cagliostro E-Press
Data di uscita: Ottobre 2017
Prezzo: € 15,90
P.s. In seguito a critiche ricevute dopo la pubblicazione di questa recensione l'autore del pezzo ci tiene a precisare che:
Ogni critica è sempre molto soggettiva. Capisco che sia più facile dentro di sé cercare di delegittimare l'autore di una recensione che mettersi in discussione e tenere conto delle critiche ricevute. Ma poiché a mio parere ogni lettore ha il diritto di fare critiche, non ritengo di dover dimostrare la mia competenza elencando le mie modeste attività nel settore. Non avrei comunque difficoltà ad ammettere che, per motivi di sintesi, questa recensione possa non essermi riuscita particolarmente bene rispetto ad altre che ho scritto e che l'indubbio impegno degli autori avrebbe meritato anche un maggiore approfondimento e analisi.
Sono stato abbastanza severo verso questo volume anche perché vi ho visto delle potenzialità sprecate. Credo che molti autori coinvolti potrebbero davvero fare cose ottime e di qualità, ma non credo che il modo migliore per aiutarli a realizzarle sia fingere che la storia a cui hanno collaborato non abbia punti deboli (forse chi ci lavora dall’interno non si accorge di quanti passaggi poco chiari e poco verosimili contiene... se vi dovesse interessare, sarei anche disponibile a farvene un elenco dettagliato).
Rinnovo quindi i miei complimenti soprattutto ai disegnatori che ho citato nell'articolo e auguro anche a tutti gli altri di riuscire a progredire sempre di più, senza adagiarsi in facili autocompiacimenti, non solo da un punto di vista professionale ma anche artistico e culturale, insomma in tutti i sensi...
Andrea Cantucci
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