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sabato 31 luglio 2021

FILIPPO PIERI: 25 ANNI DA FUMETTARO Prima o poi, si riuscirà a farlo smettere…?

Un’introduzione informale di Andrea Cantucci


Matteo Piccinini e Filippo Pieri
                                       

Il caro amico Filippo Pieri, che conosco ormai da circa 30 anni senza esser riuscito a evitare di frequentarlo, ha deciso di far sapere a tutti che comincia ad avere una certa età, e che il suo impegno come ideatore e scrittore di fumetti risale ormai ufficialmente a 25 anni fa, essendo nel 1996 che gli furono pubblicate, su un periodico delle nostre parti le prime strip da lui scritte, che era riuscito a far disegnare da Matteo Piccinini (di certo a seguito di qualche turpe, innominabile ricatto), mentre poco dopo si piazzò in un’ottima posizione nell’allora celebre concorso di Prato per fumettisti esordienti, con la sua prima storia di Sambukan, “Gli Sfigati della Malesia”, una parodia dei pirati salgariani disegnata da Tommaso Ferretti (e la cocente invidia che provai a quella notizia mi ha sempre fatto immaginare chissà quali truffaldine manovre sottobanco da parte dei due biechi individui, che infatti nella loro storia esaltavano le gesta di amorali criminali recidivi…).
Pagina tratta dal libro con i Sogni dei bonelliani di Ferretti & Pieri (inediti)


Però, almeno come anzianità di servizio da fumettaro, io batto Filippo, anche se di un solo anno, essendo riuscito a far pubblicare nel 1995, su una rivista edita a Firenze, una serie di strisce scritte e disegnate da me. All’epoca m’illudevo anche d’essere un po’ più professionale di lui, avendo insistito fermamente per essere pagato, ma dopo una prima rata, che evidentemente doveva fare da esca, fui biecamente truffato dall’editore che a un certo punto preferì fallire, pur di non pagare proprio nulla ai suoi ingenui collaboratori.
Pagina tratta dal libro con Sambukan e i pirati della Magnesia di Pieri & Kant

Tutto ciò per dire che sono stato testimone di tutta la carriera di questo, ormai non troppo giovane, ragazzo. Tra la fine di un millennio e l’inizio del successivo, avevamo anche collaborato entrambi a un effimero giornale umoristico fiorentino, su cui tra l’altro venne pubblicata qualche strip presente anche in questo libro.  
E devo dire che non posso fare a meno di ammirare la caparbietà e la determinazione (nonché l’incosciente sprezzo del ridicolo), con cui Filippo ha deciso, visto che non ci pensava nessun altro, di auto-celebrarsi producendosi da solo una piccola, scherzosa antologia con “il meglio e il peggio” della propria produzione, in un libretto dal titolo “Non Volevo Fare il Pompiere (ma il Fumettaro)”. Non so se io ne avrei avuto il coraggio.
Si potrebbe ovviamente discutere su quali cose rientrino tra “il meglio” e quali tra “il peggio”, ma siccome la selezione l’ha fatta l’autore e se l’è pure auto-prodotta, nessuno gli può dire niente, e da parte sua è stata in effetti una grande mossa annunciare in partenza che c’era anche “il peggio”, così da prevenire ogni critica.
Pagina tratta dal libro con Battista il Collezionista di Burattini/Pieri & Kant


Naturalmente non ha resistito a inserire anche cose che non era riuscito a pubblicare prima, così come quelle ancora un po’ vaghe nei contenuti pubblicate agli inizi della sua avventura tra le nuvolette. Ma non è detto che il “peggio” sia quello (infatti la saggezza popolare dice, da sempre, che “il peggio deve ancora venire”…).
Mettendo da parte i soliti eterni dubbi, della serie “chissà se in futuro ci sentiremo minimamente fieri o se ci vergogneremo per sempre d’aver fatto insieme questa roba”, dirò che mi fa piacere ci siano anche un paio di cose che gli ho disegnato io sotto lo pseudonimo di Kant, quasi al posto d’onore, come 2° e 3° capitolo.
Sono un episodio di “Battista il Collezionista”, il primo personaggio creato da Moreno Burattini quand’era un semplice fanzinaro, e uno de “I Pirati della Magnesia”, la serie nota anche come “Sambukan” creata da Filippo e disegnata da Tommaso Ferretti. Mi rendo conto così, in questo momento, che io e Filippo non abbiamo creato insieme poi molte cose nuove, ma mi ha chiesto di collaborare molto spesso a quelle create o abbozzate in precedenza da altri (sospetto per non doversi preoccupare che accampassi poi pretese sui diritti d’autore).
Pagina tratta dal libro con @Prenderlo nel Baugigi di Ferretti & Pieri

                           
Il fatto comunque che le storie da me disegnate, sulle quali ogni giudizio spetta naturalmente agli altri, siano state da lui selezionate, mi fa immaginare di aver dato anch’io qualche piccolo contribuito alla carriera di cotanto autore, sperando che rientrino tra “il meglio” e non tra “il peggio” a cui si accenna in copertina.
Tra l’altro, le mie sono le sole vere e proprie storie e fumetti del libro, poiché le altre, disegnate da Ferretti, Cryx e Piccinini, appartengono di più al genere delle vignette singole, o delle strip o tavole autoconclusive.
Sarò comunque in eterno invidioso del fatto che in questo, che un giorno potrebbe essere considerato come un volume fondamentale, alle opere da me disegnate siano state dedicate appena 18 pagine, mentre quelle disegnate dal Ferretti occupano ben… 19 pagine, di cui 10 sono per giunta costituite da battute inedite (!).
Pagina tratta dal libro con Meglio l'ergastolo di Piccinini & Pieri


Ma la caratteristica più peculiare del libretto è un’altra. Un mio piccolo contributo è stato infatti anche l’avervi scritto non una, ma due delle varie introduzioni interne (il ché porta il totale delle pagine con la mia firma a 25… beccati questa, Ferretti!). Infatti, poiché ogni breve capitolo, dedicato a una diversa creazione della mente di Filippo, è preceduto da un’introduzione (scritta da chi l’aveva pubblicata, oppure da chi vi aveva contribuito, o anche da chi non c’entrava proprio nulla), un giorno questo libro potrebbe passare alla Storia come il primo che contenga più parole di introduzioni che di testi.
E questo potrebbe anche essere il motivo per cui quest’estemporanea e indegna introduzione generale è finita qui, mentre la doverosa prefazione dell’autore è finita in coda al volume come postfazione forse per non intasar troppo di scritti le prime pagine.
Dopo i suoi lavori e personaggi qui proposti o riproposti (le vignette di “I Sogni dei Bonelliani”, “@ Prenderlo nel Baugigi” e “Scorie”, le storie a fumetti con “Battista il Collezionista” e “Sambukan”, le tavole di “Meglio l’Ergastolo” e “Eggs”), che cos’altro escogiterà ancora l’instancabile e inarrestabile Filippo Pieri?
Prova di stampa del libro

Conoscendolo, non mi sorprenderei se un giorno, ispirandosi alla copertina di questo libro su cui lui stesso è raffigurato in veste di pompiere (visto che dei fumetti, come del pollo, non si butta via niente), inventasse un personaggio sul tipo di “Piero Pieri il Pompiere”… ma sono stato al tempo stesso meravigliato e grato che, al di là della citazione del draghetto Grisù, un gioco di parole del genere non fosse contenuto all’interno.
In conclusione, tutto ciò che si può dire per il momento è che, mentre arrivavano e passavano terremoti, pandemie, guerre, carestie, alluvioni e ogni tipo di altri disastri, naturali e non, noi siamo ancora qui.
E poiché come scrive Filippo nella sua postfazione, il vizio del Fumetto è qualcosa a cui non possiamo proprio fare a meno di dedicarci in un modo o nell’altro, l’inevitabile domanda finale, che prima o poi potrebbe anche dare origine a una nuova serie di vignette scritte da Filippo, è… 
Riusciranno mai a farci smettere?



Kant




NON VOLEVO FARE IL POMPIERE (MA IL FUMETTARO)

Testi: Filippo Pieri

Disegni: Tommaso Ferretti, Kant, Cryx, Matteo Piccinini

Introduzioni: Andrea Cantucci, Antonio Marangi,
Alessio Bilotta, Francesco Manetti, Matteo Piccinini

Brossurato, 96 pagine in bianco e nero

Amazon, 2021, € 4,99 copertina Flessibile, 10,50 Copertina rigida, 2,99 Ebook

ISBN 9798719963648



Piero il pompiere, che dà il titolo al libro














martedì 6 aprile 2021

50 VOLTE IL MIO COMPLEANNO


Una caratteristica che mi ha sempre accompagnato fin da bambino è che tendo a fare tardi e infatti un proverbio che i miei genitori mi ripetevano spesso era: "tu fai sempre come i' Nardi, che da presto fece tardi". La verità è che è una caratteristica del mio DNA e lo posso dimostrare. 50 anni fa, tutti i miei familiari si aspettavano la mia venuta al mondo intorno al 27 Marzo, ma io di nascere non avevo nessuna voglia. 

Probabilmente avevo già intuito come sarebbe andata in seguito per cui non avevo fretta ad iniziare. Il tempo passò fino al 7 Aprile, giorno che tra l'altro, condivido proprio con il Nardi. Fu infatti il 7 Aprile del 1470 che con il fratello Silvestro e un seguito di circa 100 uomini armati, cercò di scatenare una rivolta a Prato. 

Io che, grazie al mio quinto senso e mezzo, cerco la strada 
giusta per festeggiare altri 50 compleanni dopo questo
(foto di mia moglie Daniela Tosetto)


Ma questa è un'altra storia e torniamo al mio 7 aprile. Mia mamma era ormai in ospedale e dopo una visita il dottore di turno decise di farmi nascere, rovinando la mia idea di entrare nel guinness dei primati per la gravidanza più lunga del mondo di quel tempo, record che sarebbe stato comunque battuto nel 2018 dalla cinese che partorì dopo 18 mesi.

Se non altro, non si può dire che mi manca un venerdì, anzi me ne avanzano due.

giovedì 1 aprile 2021

GRANDI COMICI DEI COMICS (II) - BILL WATTERSON, UNO SPONTANEO ARTISTA NON IN VENDITA, Prima parte (1958-1988): Primi tentativi e successi improvvisi di un volitivo ragazzo creativo

Vite e opere dei maestri dell’umorismo disegnato
a cura di Andrea Cantucci
Autoritratto di Bill Watterson con Calvin e Hobbes


Nelle puntate precedenti abbiamo parlato del grande Quino, scomparso lo scorso anno, un autore che dopo nove anni scelse di interrompere la sua più famosa creazione, la striscia di Mafalda, per dedicarsi ad altro.
Ma non è stato l’unico fumettista ad aver privilegiato le proprie esigenze creative, anziché ripetersi all’infinito per ottenere vantaggi economici. Un altro autore 20 anni dopo fece la stessa scelta, smettendo di disegnare la sua striscia a dieci anni esatti dall’esordio, nonostante il successo mondiale riscosso. Stiamo parlando di…



“La mia strip crea deliberatamente due versioni della realtà, senza vincolarsi a nessuna di esse.”

Bill Watterson (da un’intervista su The Comics Journal del Marzo 1989)



“… i lettori erano pronti per la strip nello stesso momento in cui io ero pronto a disegnarla.”

Bill Watterson (dall’introduzione a The Complete Calvin and Hobbes, 2005)



William Boyd Watterson II, detto Bill, nasce a Washington il 5 Luglio 1958. Sei anni dopo si trasferisce coi suoi in Ohio, a Chagrin Falls, in una zona collinare vicina ai boschi. Patito di strisce a fumetti dalla più tenera età, viene incoraggiato su quella strada dai genitori, un avvocato specializzato in brevetti con l’hobby della pittura e una casalinga consigliere comunale. Da bambino sogna di diventare autore di fumetti o astronauta, colleziona i volumi delle strisce di Peanuts di Charles Schulz e ama disegnare dinosauri e piccole storie.

Bill Watterson a 18 anni, sull'annuario scolastico 1976

Al liceo, nell’ambito di un corso di Tedesco inventa la strip ”Raumfahrer Rolf” (Rolf Pilota dello Spazio) e pubblica dei disegni ancora grezzi sul giornalino ”Tiger Times” (Età da Tigri) e sull’annuario scolastico 1976, sulla cui copertina inserisce in mezzo a molte altre cose anche lo stemma della scuola, una testa di tigre.

copertina dell'annuario scolastico 1976

Frequenta poi il Kenyon College di Gambier, sempre in Ohio, dove studia Scienze Politiche e segue anche lezioni di disegno, ma impara a dipingere da solo per non deviare dal percorso di studi pagato dai genitori.

corso di disegno al college (1980)


Qui perfeziona il suo stile, subendo l’influenza del vignettista Jim Borgman, da poco laureatosi nella stessa scuola. Riproduce sul soffitto del dormitorio “La Creazione di Adamo” di Michelangelo e, tra il 1976 e il 1980, pubblica ogni settimana vignette di satira e vita studentesca su The Kenyon Collegian, il giornale del college.

I Compagni.. vignette per The Kenyon Collegian (1980)


Poco prima di laurearsi, nel 1980, spedisce a vari giornali le sue migliori vignette sperando di trovare lavoro e, appena laureato, è assunto in prova per sei mesi dal Cincinnati Post per realizzarne una al giorno in prima pagina. Ma la sua mancanza di familiarità con la politica locale e l’inusuale originalità dei suoi lavori non sono apprezzati dai redattori, né dai lettori. Molti suoi disegni sono rifiutati e viene licenziato dopo un paio di mesi.

la 1a vignetta sul Cincinnati Post (18 Giugno 1980)


Ma è sempre deciso a diventare cartoonist e a lavorare ai fumetti dei quotidiani. Propone progetti di strip alle agenzie, ma il primo, “Spaceman Spiff” (L’Astronauta Spiff, come Rolf una parodia delle space opera alla Star Wars), è rifiutato così come i successivi. Per alcuni anni, lavora quindi in un’agenzia pubblicitaria, ad annunci di prodotti alimentari, e come vignettista freelance, collaborando dal 1981 alla rivista ”Target, trimestrale di disegno politico”, di cui disegna delle copertine in cui imita efficacemente gli stili dei vignettisti che ritrae.

la copertina di Target No.1 (Autunno 1981)


Intanto, nella sua vita privata ha una ragazza, Melissa Richmond, con la quale convola a nozze nel 1983.

la moderna vita di coppia in una vignetta del 1982


Lo stesso anno disegna varie illustrazioni per il ”Mark Twain Journal”, ispirate a frasi del famoso scrittore, e inizia a realizzare molte vignette per i giornali del gruppo Sun di Cleveland, i cui redattori apprezzano la sua vena surreale e provocatoria. Nel frattempo, continua sempre a proporsi alle agenzie dei quotidiani.

ritratto di Twain per il Mark Twain Journal (1983)


Il suo sesto tentativo di strip, ”In the Doghouse” (In Disgrazia), è rifiutato dalla Universal Press Syndicate nel 1983. Ma l’anno dopo lo sottopone alla United Feature Syndicate e l’editor Sarah Gillespie lo incoraggia e gli consiglia di eliminare il ragazzo protagonista e concentrarsi sul fratellino Marvin, che in classe sogna a occhi aperti d’essere astronauta e la cui tigre di pezza Hobbes pare dotata di vita propria (come il Tigro dei libri di Winnie Pooh, ma l’autore dirà di non averci pensato; d’altronde la tigre era anche lo stemma del suo liceo).

strisce di prova della serie In The Doghouse (1983)


Bill rielabora la strip fondendo gli stili delle sue due serie preferite, Peanuts e Pogo, e la intitola al boyscout di sei anni Calvin e alla sua tigre-peluche Hobbes, per lui un vivo compagno di giochi, per gli altri un pupazzo inanimato (i nomi citano quelli del teologo Jean Calvin, o Giovanni Calvino, e del filosofo Thomas Hobbes).

strisce di prova di In The Doghouse con Marvin (1983)


Poi la ripropone alla United, che però pone una condizione per accettarla. Pretendono che a Calvin e Hobbes sia affiancato come protagonista Robotman, un personaggio di cui hanno acquistato i diritti per sfruttarne il merchandising. Watterson rifiuta fermamente tale imposizione. Dichiarerà qualche anno dopo che, se avesse accettato, lo “scopo ultimo sarebbe diventato vendermi, non esprimermi.” Dalla United quindi respingono la strip, ritenendo che com’è non venderebbe, e per un po’ Bill torna alla pubblicità e alle vignette freelance.

versione di prova di Calvin & Hobbes (1984)


Tutto poteva finire lì, ma poi decide di sottoporla anche alla Universal Press, dove la nuova versione viene ora accettata con entusiasmo. L’editor gli suggerisce soltanto che potrebbe voler mostrare gli occhi di Calvin, all’inizio del tutto nascosti sotto i capelli, e lui lo ridisegna con una caratteristica chioma irta e spigolosa.

vignetta di satira politica per il giornale Sun Star (1984)


La prima striscia di “Calvin and Hobbes” esce così su 35 quotidiani il 18 Novembre 1985, seguita dopo sei giorni dalla prima tavola domenicale. La divisa da boyscout è stata accantonata. Calvin la porterà mesi dopo soltanto in una manciata di strisce, ma conserverà sempre l’indole dell’esploratore amante della natura.

Calvin and Hobbes, prima striscia (18 Novembre 1985)


Lo stile non è ancora affinato, la grafica segue l’usuale gabbia a vignette regolari, al disegno manca la cura che acquisterà presto, eppure i contenuti sono già efficacissimi. La strip porta alle estreme conseguenze, aggiornandole, sia le fantasie di Snoopy che la magia dell’infanzia del Barnaby di Crockett Johnson.

Calvin boyscout in una striscia del 1986


Il burrascoso rapporto di Calvin cogli anonimi genitori messi a dura prova dal suo rifiuto di seguire le regole del mondo reale, i dialoghi e scontri con la tigre che incarna il suo lato più libero e saggio, il suo immaginarsi nelle vesti di eroi o mostri per sfuggire una realtà opprimente e noiosa, sono elementi che si amalgamano in un’opera profonda e spassosa al tempo stesso, ambientata in una cittadina rurale simile a Chagrin Falls.

Calvin e Hobbes nella prima tavola domenicale (24 Novembre 1985)


Del resto, il padre di Calvin ha in pratica lo stesso aspetto di Watterson senza i baffi e il carattere di suo padre, la ripida collina da cui spesso Calvin e Hobbes si lanciano in discesa su carretti o slitte ricorda quella che era presso casa sua e le movenze feline di Hobbes sono ispirate a quelle del suo gatto siamese Sprite.

Calvin e Hobbes spericolati in una tavola del 1986


Nella prima strip Calvin interpreta l’esploratore Safari Al, ma undici giorni dopo esordisce il suo alter ego più noto, ripreso dal primo progetto rifiutato all’autore, Spaceman Spiff, eroe spaziale che vede gli ambiti in cui comandano gli adulti come pianeti ostili e la maestra e i genitori come mostri alieni che vogliono torturarlo.

Calvin è l'audace cosmonauta Spiff in una tavola del Dicembre 1985


Dalla settimana seguente compare anche l’unica amica umana di Calvin, la piccola compagna di classe Susie Derkins, oggetto di dispettose e sgradevoli attenzioni da parte sua. Con l’aggiunta cinque mesi dopo della baby-sitter Rosalyn, ennesima figura autoritaria fonte di conflitti, in breve il cast della serie è già completo.

Calvin scontroso con Susie in una striscia del Maggio 1986


Calvin può immaginare di essere un gigante o un dinosauro, come rivalsa dal dover prendere ordini essendo piccolo, oppure pensarsi minuscolo o invisibile per sfuggire a ogni sorveglianza. Tutto ciò che immagina dà forma a realtà alternative a quella dei grandi, che non capiscono bene cosa faccia. Possono solo constatare quelli che per loro sono i disastri che combina, chiedendosi cos’abbia che non vada quel bambino pestifero.

Il gigante Calvin si prende qualche soddisfazione (tavola del Luglio 1986)


Non si potrebbe esprimere più efficacemente il divario tra il mondo dell’infanzia, la cui esigenza principale è solo quella di giocare, divertirsi ed essere felici, e quello dell’età adulta, incentrato soprattutto su una serie di doveri e costrizioni, sul dover fare insomma un sacco di cose che non si avrebbe nessuna voglia di fare.

La lieve riluttanza di Calvin ad andare a scuola


Per il primo anno le reazioni sono limitate. Solo la rivista Editor & Publisher e il giornale The Plain Dealer di Cleveland parlano della strip. Poi, nel 1987 la Andrews McMeel Publishing, l’editrice che possiede l’Universal Press, pubblica il primo volume intitolato semplicemente ”Calvin and Hobbes”, che ne raccoglie le strisce e tavole uscite fino all’agosto 1986, introdotte dal fumettista Garry Trudeau. A sorpresa, il successo è enorme.

Lettura annoiata del proprio autore sul Los Angeles Times (1987)


In breve, i giornali che pubblicano la striscia diventano 250. Bill Watterson, a 28 anni, è il più giovane autore a ricevere il prestigioso premio Reuben, come miglior fumettista del 1986, e gli dedicano diversi articoli e interviste su vari giornali: sul Los Angeles Times, sul Philadelphia Enquirer, sul Dallas Morning News…

Pose artistiche, da un'intervista su Honk! (1987)


Fin dalle sue prime dichiarazioni, come quelle rilasciate alla rivista Honk!, sostiene che i Fumetti dovrebbero essere trattati come una forma d’Arte a tutti gli effetti. Intanto la sua strip inizia a uscire anche all’estero. In Italia appare su Linus dal Novembre 1987, anche se le prime strisce vengono saltate e recuperate in seguito.

Raccolta Linus del Giugno 1996 con disegno primaverile da una tavola del 1987


Per sfruttare tempestivamente l’improvviso successo, l’editor dell’agenzia Lee Salem chiede a Watterson di produrre o delegare la produzione di oggetti collegati alla serie, ma l’autore è contrario a qualunque tipo di sfruttamento commerciale, né vuole che i suoi personaggi possano essere manomessi da altri. Tuttavia il dialogo con l’agenzia per il momento si mantiene su un piano amichevole e, tra il 1987 e il 1988, Watterson accetta di realizzare due calendari di Calvin & Hobbes, che restano tra i rari oggetti ufficiali di merchandising.

Raro calendario di Calvin & Hobbes (1987)


Intanto Calvin continua a opporsi agli adulti e alle loro regole, calandosi nelle vesti di eroici personaggi come il detective privato Tracer Bullet o il supereroe libertario Stupendous Man (Stupendoman) e, andato a ruba il 1° libro, nel 1988 esce il 2°, ”Something Under the Bed is Drooling” (C’è Qualcosa che Sbava Sotto il Letto).

Secondo volume di Calvin & Hobbes (1988)


Strisce e tavole dei primi due volumi, presto esauriti e ristampati, vengono anche riproposte in formato più grande nel libro“The Essential Calvin and Hobbes” , introdotte nientemeno che da Charles Schulz. Sul retro della copertina sono ben riconoscibili gli edifici e le strade di Chagrin Falls, devastati da un gigantesco Calvin.

Strade di Chagrin Falls sul retro di The Essential Calvin and Hobbes (1988)


Grazie a tanto successo, nella tavola del 28 Agosto 1988, Watterson può permettersi una cosa inaudita per i fumetti dei quotidiani. Invece delle solite 3 strisce rimpaginabili a seconda delle esigenze delle varie testate, disegna un’unica grande vignetta percorsa dai suoi personaggi, anche se dovrà ridisegnarla in due formati, orizzontale e verticale. È il primo chiaro segnale della sua insoddisfazione, rispetto alla costrizione nella rigida gabbia grafica delle strip. Inoltre di lì a poco il rapporto col suo editor, finora idilliaco, rischierà di guastarsi…

Tavola innovativa di Calvin & Hobbes del 28 Agosto 1988



(continua nella seconda parte)



mercoledì 31 marzo 2021

LA PANCHINA

 

Ci sono giorni che sai che arriveranno,

anche se tu cerchi di ignorare il pensiero,

anche se tu pensi di essere preparato.

Ci sono giorni che ti colpiscono come un pugile sul ring

e tu, solo allora, capisci che non si è mai preparati.

Non puoi far altro che ricevere il pugno e cadere a terra

mentre senti l'arbitro che comincia a contare.

Chiudi gli occhi,

e rivedi quella panchina nella piazza del paese

dove ti sedevi tutte le estati con i tuoi genitori.

"Che gelato vuoi, babbo?" gli domandi.

"Cioccolato e crema, come sempre!" risponde.

Si, come sempre.

Per sempre.









martedì 25 agosto 2020

CASA UILLER

Parte oggi su Dime Web la mia nuova serie umoristica: CASA UILLER. Questa la presentazione sul sito:
Realizzare strisce a fumetti partendo da statuine o action figures non è certo un'idea originale. A differenza però degli incontri impossibili di Moreno Burattini o di Federico Burroni, tanto per citare due esempi, per "Dime Web - Quaderni bonelliani" ho pensato di usare i la replica dei pupazzi realizzati dalla Mego nel 1974 con l'etichetta Baravelli; nasce così la serie "Casa Uiller", che gli amici Ceri & Manetti hanno accettato con entusiasmo. A proposito della Mego è tornata in attività nel 2018 dopo oltre 30 anni di fermo, realizzando nuovi set da collezione. Buon divertimento!

Uiller, il protagonista che dà il nome alla serie e, sotto, il suo socio.




lunedì 20 aprile 2020

#RESTIAMOACASA CON... MEGLIO L'ERGASTOLO

Come altri appassionati di fumetti ci uniamo all'iniziativa di regalare (per un periodo di tempo limitato) ai lettori costretti in casa dalla tragedia del coronavirus un momento di svago, con un estratto della serie "Meglio l'ergastolo" scritta da me, disegnata da Matteo Piccinini e arricchito da un'imperdibile prefazione di Francesco Manetti


domenica 19 aprile 2020

PAPPATACI, DIVANI E INFERMIERE


Prosegue la rassegna di incontri online con gli autori di Sbam! Lunedì 20 aprile 2020 alle 17.30 ci saranno infatti ben quattro gli autori che potrete vedere in video: con Sbam-Antonio a fare gli onori di casa, potrete rivolgervi a Gianmarco Balestri, Giuseppe Beccaglia, Cristiano ‘Cryx’ Corsani e Filippo Pieri!

Gianmarco Balestri & Giuseppe Beccaglia sono i creatori di A chi piace il Pappatacio?, tutta la verità su quell’antipatico insetto che allieta le nostre estati insieme alle zanzare, in una serie di strampalate strip umoristiche!



Il duo Filippo Pieri & Cristiano Corsani, in arte Cryx, sono invece i “genitori” della dolce Viviane, l’infermiera, di Casa Nova e del gruppo di nonnetti che le procurano parecchi grattacapi. Ma non solo: Cryx si è cimentato anche in un vero e proprio trattato di psicologia della coppia, con La teoria del divano.




Ancora una volta quindi, un gruppo di autori molto diversi tra loro ma uniti dalla comune provenienza geografica, la Toscana. Vi diamo appuntamento alle 17.30 (per una volta quindi berremo insieme il caffè del mezzo pomeriggio anziché il solito del dopo-pranzo), di lunedì 20 aprile sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Sbam! Comics. Vi aspettiamo!

giovedì 23 gennaio 2020

SBAM! COMICS 48 ONLINE




È uscito in rete il numero 48 di Sbam! Comics, la rivista a fumetti sui fumetti scaricabile gratuitamente dal sito dell'editore

COVER STORY
Da lustri è quasi un mantra: in Francia sì che il Fumetto è trattato come merita e gli artisti sono riconosciuti! In Italia invece è un disastro, non c’è futuro per gli autori… Ma è davvero così? Abbiamo indagato sulla situazione del celebratissimo mercato franco-belga, anche incontrando François Corteggiani, grande autore e profondo conoscitore degli scenari fumettosi su entrambi i lati delle Alpi.

GRANDI MAESTRI: TIBERIO COLANTUONI
Un vero onore per noi: pubblicare tra i nostri Sbam! Libri un’opera di Tiberio Colantuoni, in arte Tib, una delle più importanti matite del Fumetto umoristico e per ragazzi in Italia! Abbiamo parlato di lui con sua figlia Marcella, a sua volta autrice di molti testi per i lettori più giovani, ripercorrendone la carriera.

DC COMICS IN ITALIA
La notizia è ben nota: la casa editrice di Superman & soci ha concesso i diritti per l’Italia dei suoi personaggi a Panini Comics. È questo l’ultimo passaggio di una storia complessa e articolata, che finora non ha permesso agli eroi DC nel nostro Paese una regolarità paragonabile a quella dei loro colleghi Marvel. Che questa sia la volta buona?

FUMETTI NERI DEL 2020
Nel mondo delle Nuvolette italiane, Menhir Edizioni è riuscita a ritagliarsi un suo spazio molto ben caratterizzato, tra riviste di critica fumettistica e una serie tascabile noir da anni in edicola. Abbiamo incontrato Paolo Telloli, fondatore della casa editrice e creatore di Il Morto.



REVIEWS E ALTRO
Sbam-carrellata di novità in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni. La mostra di Wow Spazio Fumetto che propone decine di incredibili scenari Lego. Il parere di Moreno Burattini sul mondo delle fiere fumettose. Alcune pagine-assaggio dai nostri Sbam! Libri. Ricordiamo i mitici Flinstones nella loro versione a fumetti. Le News-Flash dai vari editori. I consigli di lettura extra-fumetto.

FUMETTI
Il nostro consueto, sontuoso mucchio di strip, tra SPQR, I Chinson, Gatto Pepè, Federica, PV, Pagine AfFOLLAte, Tarlo e Penguin Bros. Ancora una puntata dello Zio Dragoou di Ugo D’Orazio. Storie brevi di Federico Sanzari, Pio Siliberti, Denis Amadio&Massimiliano Bandini. Le vignette acquarellate di Graziano Delorda e Mahy Mahy.

Tutto questo e molto altro su Sbam! Comics 48.


mercoledì 27 novembre 2019

UN INSOLITO ALBO



Moreno Burattini sulla sua pagina FB parla del libro Era un anno bisestile. Grazie Moreno!

sabato 12 ottobre 2019

24


Questo post è dedicato ai miei 24 lettori (uno in meno di quelli a cui si rivolge Alessandro Manzoni nel primo capitolo dei Promessi Sposi) per segnalare l'uscita della mia nuova auto produzione su Amazon KDP "Era un anno bisestile" - la storia di un amore infinito."
A tutti gli altri invece, consiglio di non leggerlo. 
Non leggetelo se pensate che sia una delle mie solite storie umoristiche o se credete di trovare il formato bonelliano, che mi è stato tanto caro in passato. Questa è una storia d'amore drammatica (anno bisesto, anno funesto, recita la tradizione popolare) nel formato dei neri italiani (Diabolik, Kriminal, Satanik, etc)
Se invece lo avete letto e volete dirmi che probabilmente non è il mio miglior fumetto, devo confessare che non so dare un giudizio imparziale su quest'albo, visto che gli sono molto affezionato. 
La tavola 24 del fumetto disegnata da Tommaso Ferretti

- Molto affezionato? ma non è uscito adesso... - potrebbe obbiettare qualcuno. Certo, ma la prima versione di questa storia, risale addirittura alla metà degli anni 90. Avevo appena terminato il militare ed ero andato a vivere da solo, anche se non lontano dai miei. Era la notte di capodanno ed io me ne stavo in casa, attraversando un periodo negativo. Decisi di accendere la radio, e cercai una stazione di sola musica, senza commenti sull'anno nuovo o cose simili.
Mi imbattei nella canzone Stairway to heaven dei Led Zeppelin. Era perfetta per come mi sentivo in quel momento. Presi un foglio e feci una sorta di storyboard. Una storia senza testo solo immagini con il montaggio alternato. 4 tavole. "Si potrebbe presentare al concorso per giovani autori di Prato " dissi il giorno dopo (o l'anno dopo se preferite) al mio socio dell'epoca e amico di sempre Tommaso Ferretti. L'idea gli piacque. Lo facciamo e lo presentiamo al concorso. Ci selezionano come una delle opere da esporre nei locali vicino al Castello dell'Imperatore. "Magari un giorno potrebbe essere la base per un albo" dice Tommaso.  Magari, chissà!
Tommaso ferretti (a dx) e Filippo Pieri (al centro) gli autori della prima versione dell'albo,
 insieme a Matteo Piccinini (a sx) a Prato Comic + Play qualche anno fa.
Però pensandoci bene almeno un motivo valido per prendere questo albo c'è. La dotta prefazione del bravo Francesco Manetti di cui vi riportiamo un estratto: [...] Il potente fumetto di Filippo Pieri, Tommaso Ferretti & Andrea “Kant” Cantucci si regge su una solida sceneggiatura che sfrutta al massimo e al meglio il meccanismo narrativo cinematografico griffithiano ed ejzenstejniano del montaggio parallelo, dove momenti temporali e spaziali diversi procedono affiancati senza soluzione di continuità. Il dramma del combattimento e dell'incontro eterno fra Eros e Thanatos viene qui distillato in un'unica, densa storia, in un valzer per immagini, cadenzato dalle parole che il canonico inglese Henry Scott-Holland pronunciò nel 1910 durante un sermone alla St. Paul's Cathedral di Londra. [...]

Era un anno bisestile - la storia di un amore infinito
Testi: Filippo Pieri
Disegni: Kant & Ferretti
Copertina flessibile: 54 pagine
Editore: Independently published (Amazon-KDP)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 1696420466
ISBN-13: 978-1696420464