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martedì 1 agosto 2017

FUMETTI A COLAZIONE (VIII): DYLAN DOG INDEX 1 - 25



“Dylan Dog Index 1-25” di Nicola Magnolia e Francesco Manetti

UNA MOSTRUOSA ANALISI CRITICA DI 24 INDAGINI DA INCUBO

Recensione di Andrea Cantucci


Stavolta non recensiamo un libro cartaceo a fumetti, ma un e-book che parla di un fumetto, o meglio che ne esamina nel dettaglio i primi ventiquattro episodi, contenuti in venticinque storici albi usciti tra il 1986 e il 1988. La serie è quella del celebre Dylan Dog e non dovrebbe più esserci bisogno di spiegare quanto sia stata innovativa e fondamentale per l’evoluzione del Fumetto popolare italiano, anche se i motivi profondi del suo successo non devono ancora essere stati compresi del tutto, visto che non è stato riprodotto da altri.

Ora sia l’appassionato di Dylan che il semplice curioso dispone di un rapido strumento in più per accedere a ogni sorta informazioni, anche poco note, sui suoi primi albi. Chi volesse sapere per esempio a partire da che numero Tiziano Sclavi ha deciso che il suo eroe dovesse essere astemio, o vegetariano, o in quali albi è apparso questo o quel personaggio… beh, per accedere a questi dati e molti molti altri non avrà più bisogno di scartabellare gli albi della sua collezione, né di vagare per il web o di acquistare costosi saggi cartacei, peraltro senza garanzie di trovare ciò che cerca. Anche chi volesse rintracciare la vera “via Craven” di Londra al cui n°7 si trova una porta come quella di Dylan Dog, non avrà bisogno di visitare di persona l’Inghilterra…


A coloro che avessero simili curiosità, o volessero sapere il più possibile sulle prime storie di Dylan e i loro autori, nonché sugli innumerevoli artisti e opere d’ogni campo ivi citati, basterà consultare on line il primo volume del dettagliatissimo Dylan Dog Index redatto dai due benemeriti esperti Nicola Magnolia e Francesco Manetti. Per ora si sono occupati dei primi venticinque albi della serie, ma tante e tali sono le informazioni e le ampie note critiche che ne hanno tratto da aver riempito oltre trecento pagine. Visto che Dylan Dog ha superato i 360 numeri e ammesso che vogliano procedere con altrettanta cura e precisione nella disamina dei successivi, è presto fatto il conto di quanti altri volumi ci vorranno per portare avanti una così meticolosa analisi, oltre una dozzina, sempre se i curatori saranno fermamente determinati ad arrivare ai nostri giorni.

Dopo l’introduzione programmatica degli autori, apre il volume un’accurata e accorata prefazione, scritta con cognizione di causa da Moreno Burattini, in difesa del collezionismo e dei cataloghi che i più esperti redigono a beneficio di altri appassionati. Non ci sarebbe bisogno di ribadire la legittimità di scrivere elenchi e critiche sui singoli albi di una serie a fumetti, se non fosse ancora diffusa quell’atavica denigrazione sul piano culturale di cui il fumetto è oggetto da un secolo. Gli esperti di pittura, letteratura o cinema compilano elenchi e critiche su singole opere di questo o quell’autore senza che nessuno se ne meravigli. Non c’è quindi niente di maniacale, se non in senso buono, nella passione disinteressata con cui certi mai troppo ringraziati esperti si dedicano alla ricerca di dati, alla critica e all’archiviazione di singole opere a fumetti, soprattutto se importanti come le storie di questi albi per le ripercussioni che di lì a poco ebbero sul loro intero settore.


Per ognuno degli albi della serie, esaminati in un capitolo per ciascuno, Magnolia e Manetti hanno redatto innanzitutto una dettagliata scheda, indicando tutti i credits e i contenuti delle pagine, compresi redazionali e pubblicità. A questa segue l’elenco dei personaggi principali di ogni singola storia e un riassunto del suo argomento, soprattutto dello sviluppo iniziale della trama, evitando in genere di svelare troppo su come si evolve nella parte finale, anche se qualche altro dettaglio può essere a volte svelato nelle pagine successive.

Ai riassunti di ogni storia segue infatti un’ampia sezione critica, dal titolo sempre diverso, che ne analizza il rapporto con le opere principali che hanno ispirato il soggetto, per lo più cinematografiche o letterarie ma a volte anche fumettistiche. Nel capitolo dedicato al n°1, gli autori si soffermano subito dopo anche sull’analisi delle caratteristiche del protagonista, della spalla comica e degli altri personaggi cardine della serie.

In ogni capitolo seguono poi per ogni albo altre due sezioni critiche, una sul testo, che analizza contenuti e montaggio della sceneggiatura, nonché i suoi rapporti con episodi precedenti e/o successivi, e una relativa al disegno, ovvero all’analisi di stile e grafica delle immagini. Sia parlando del testo che del disegno si sottolineano anche le eventuali innovazioni di ogni storia rispetto a quella che era la norma dell’epoca. Tali sezioni tecniche, parlando di volta in volta dell’esordio nella serie dei vari scrittori e disegnatori, forniscono inoltre informazioni biografiche su di loro e sulle loro carriere nel settore del fumetto. Nel primo capitolo, dopo il disegno e a proposito di grafica, si parla pure del logo di testata della serie e di chi lo ha realizzato.



Chiude l’apparato di ogni capitolo, dedicato a un diverso numero di Dylan Dog, una lunga sezione su altre citazioni & curiosità finali, in cui sono elencate soprattutto le innumerevoli citazioni interne dell’albo, relative a film, romanzi, testi di canzoni, altri fumetti, dipinti, poesie e perfino spartiti musicali, ognuna delle quali è l’occasione per una più o meno lunga digressione sull’opera o l’autore citati. Rientrano tra queste anche le tante citazioni, anticipazioni e discussioni contenute nei redazionali originali, mai ristampati dopo la prima edizione. In fondo alla sezione sono inoltre riportati gli eventuali remake successivi dell’episodio.

Curiosamente non sono invece stati indicati quasi mai i titoli dei capitoli in cui all’epoca si divideva ogni storia, un residuo di quando gli albi Bonelli raccoglievano ristampe di brevi albi a striscia. Solo qualche titolo dei due capitoli interni è riportato a volte nella sezione delle citazioni, se è una frase che rimanda ad altro.



A ogni modo il lavoro di ricerca e analisi critica degli autori è meticolosissimo e, al di là dei giudizi personali su qualche particolare, è anche largamente condivisibile nelle valutazioni generali. Chi volesse cercare errori a ogni costo dovrà accontentarsi di quei pochi refusi che saltano sempre fuori in simili opere enciclopediche.

Completa infine il catalogo, a mo’ di postfazione, una sezione sui numeri dei primi venticinque albi di Dylan Dog scritta da Saverio Ceri, co-fondatore e curatore con Manetti del blog Dimeweb, su cui scrive un’analoga rubrica intitolata “Diamo i numeri”. I più pignoli tra i fan vi potranno scoprire, con precisione degna del Guinness dei Primati, non solo quante tavole in quel periodo sono state scritte o disegnate da ogni autore, ma perfino quante vignette e con che media di vignette per pagina. Il paziente Saverio, che le ha contate per loro, ha accertato così anche quale storia di quel periodo contenesse più vignette, oppure meno vignette delle altre, dati statistici non fini a sé stessi visto che, confrontandoli con quelli delle storie odierne di Dylan, il precisissimo Ceri ne trae interessanti deduzioni sul maggiore o minore impegno di attenzione richiesto per leggere le storie di ieri o di oggi, il ché ci dice qualcosa anche sulla frenesia dei tempi in cui viviamo.



In conclusione, per quanto di una serie come questa sia già stato detto moltissimo se non proprio tutto, ben vengano nuovi interessanti approfondimenti, analisi e curiosità, quando sono accurati come quelli sviscerati in queste pagine, a condizione di ricordare che simili cataloghi non intendono certo, né potrebbero mai, sostituire il piacere della lettura diretta delle storie originali. Anzi servono soprattutto a far venir voglia di leggerle a chi non l’avesse ancora fatto, o di rileggerle con maggior consapevolezza di quale background, ricchezza di significati, impegno umano e sapienza artigianale stiano dietro alla loro realizzazione...



Andrea Cantucci







Titolo: DYLAN DOG INDEX 1-25

Autori: Nicola Magnolia e Francesco Manetti

Prefazione: Moreno Burattini

Numeri della postfazione: Saverio Ceri

Editore: Phasar Edizioni

Formato: 330 pag. circa


Il volume in formato kindle può essere rintracciato e consultato on line tramite i seguenti siti internet:

www.phasar.net

https://www.amazon.com/dp/B06ZYXWFTY

dimeweb.blogspot.it



venerdì 8 gennaio 2016

ESSERE BATTISTA IL COLLEZIONISTA


Era la seconda metà degli anni Ottanta e io avevo in prestito da mio padre un bellissimo Garelli rosso, un cinquantino che allora si poteva guidare senza patente, nè casco, nè specchietti retrovisori e neppure assicurazione. Già pregustavo il viaggio che avrei fatto di lì a poco con il motorino, per andare a trovare mia nonna in un paesino a una quindicina di chilometri da casa mia. Per evitare danni da malintenzionati, anzichè parcheggiarlo davanti alla scuola, pensai che era più sicuro metterlo nella piazza dove c'era la caserma dei Carabinieri. Invece mi fu rubato il giorno stesso.
Particolare della nuova storia di Battista il collezionista attualmente in lavorazione

Così dovetti ripiegare sull'altro motorino di famiglia, un Gabbiano Minarelli azzurro che presentava qualche difettuccio. Il principale era un buco nel serbatoio, forse causato dalla ruggine, che creava una preoccupante perdita di miscela (un misto di benzina e olio). Per rimediare a questo inconveniente, visto che comprarne uno nuovo non era possibile, mio padre smontò il serbatoio e lo lavò con la soda coustica, affinchè fosse possibile saldarlo senza saltare in aria. L'operazione riuscì, ma la soda lavò via anche il colore e lo stemma del motorino e quindi dovemmo riverniciarlo. Superate queste difficoltà riuscii finalmente a fare l'agoniato viaggio, che oggi mi sembra una schiocchezza, ma all'epoca mi sembrò meglio di una Parigi-Dakar.

Particolare della nuova storia di Battista il collezionista attualmente in lavorazione

Arrivato a destinazione trovai nel centro del paese, in una fumetteria ancora oggi esistente, Collezionare, la fanzine edita dal Club del Collezionista che aveva la sede proprio a due passi dall'abitazione di mia nonna. Oltre alle interviste, le news, la posta e tante altre rubriche interessanti, (stiamo parlando di un'epoca dove ancora non c'era internet e le informazioni sui fumetti erano più difficili da raccogliere) la mia attenzione fu colpita da lui: Battista il collezionista la mascotte della rivista. Il motivo è semplice: io sono come lui. Mi piaceva (e mi piace ancora adesso), collezionare di tutto e anche il mio elenchino dei pezzi mancanti è come l'enciclopedia Treccani. Avevo un amico che mi seguiva sempre alla ricerca dei pezzi mancanti, come Filiberto l'amico di Battista e successivamente avrei trovato la mia Michelina, ovvero la mia compagna che come da copione mal sopporta le mie collezioni che ripongo nella Bat-caverna (nel mio caso la soffitta). Penso che Battista sia un personaggio universale in cui tutti possono identificarsi, anche quelli che non sono collezionisti ma almeno una volta nella vita hanno desiderato avere un oggetto che non avevano. Le sue storie sono infinite, perchè ci sarà sempre un pezzo introvabile da cercare per le sue collezioni.

Battista il collezionista, Comics & Dintorni 1998.
La prima storia apocrifa (cioè non scritta dal suo creatore Moreno Burattini, che l'ha comunque approvata e supervisionata)

Qualche tempo dopo i fatti narrati, conobbi Moreno Burattini e poi Francesco Manetti e Saverio Ceri ovvero una buona parte della redazione di Collezionare, la fanzine che mi piaceva tanto. E fu proprio il curatore di Zagor, che da tempo tartassavo con le mie prove di sceneggiatura, a concedermi  anni dopo l'autorizzazione a scrivere una storia per il suo personaggio. Nacque così "Battista il Collezionista e la cicca di Yanez" che fu pubblicata in un albetto spillato da Comics e Dintorni.


Battista il collezionista supplemento a If .numero 6. Epierre1996

"Battista il Collezionista e l'uovo di Dinosauro" è invece la seconda storia del personaggio scritta da me che, per varie vicessitudini è rimasta inedita per quasi quindici anni. Solo nel 2015 per festeggiare i 30 anni del personaggio Sbam! Comics l'ha finalmente pubblicata e sull'onda dell'entusiasmo, io & il disegnatore Andrea Kant abbiamo presentato una nuova storia al super impegnato Moreno Burattini, che per il suo personaggio è riuscito a trovare un pò di tempo e l'ha corretta e autorizzata.
Ne è nata una nuova storia che forse vedrà la luce quest'anno, senza dover aspettare stavolta, altri quindici anni.


martedì 20 gennaio 2015

MADE IN BONELLI - 5a PARTE: I FAGIOLI ALLA TEX; I DISCHI DI TEX, ZAGOR, MISTER NO, DYLAN DOG E LAZARUS LEDD; COME COSTRUIRE LA SCURE DI ZAGOR E... ALTRO ANCORA!

Talvolta capita, leggendo un albo di Tex, di pensare che sembra impossibile che il personaggio abbia oltre 65 anni di età, essendo capace come pochi altri di catturare ancora oggi l'attenzione di un pubblico così variegato. Più o meno è quello che devono aver pensato anche a RaiTre, alla trasmissione Geo, quando - nella puntata andata in onda nel pomeriggio del 12 Gennaio 2015, durante la rubrica Sembra ieri - si è parlato del nostro Ranger preferito insieme al fumettista Marco Gervasio.



Sempre a Geo, Tex era stato protagonista anche nella puntata del 1° Aprile 2014. Era stata infatti riproposta una ricetta dello chef Fabio Picchi chiamata Fagioli alla Tex Willer. Se volete provare a farla anche voi! Ecco la ricetta:


INGREDIENTI (PER 4 PERSONE)

Fagioli di Baltimora (secchi 130g, in scatola 400g); in mancanza si possono usare fagioli italiani, ne esistono 6 varietà che hanno marchio DOP o IGP.
Aglio dell’Arizona (2 spicchi interi); in alternativa si può usare quello di Voghiera o il Bianco Polesano, entrambi DOP.
Pomodorini rossi dei Cherokee (4); oppure i nostri pomodori DOP, pomodori del piennolo del Vesuvio, pomodori Pachino o S.Marzano.
Paprika dolce (un nonnulla).
Speck del Montana (50g), parte magra, in dadini; il risultato potrebbe essere migliore utilizzando lo speck DOP dell’Alto Adige.
Olio extravergine d’oliva, un cucchiaio.
Sale q.b. ovvero …. NIENTE perché di sale ce ne è già abbastanza nello speck e nei fagioli, quelli in scatola naturalmente!
Rucola fresca, a volontà.

La rucola, a dire il vero, ci sembra che stoni un pò con tutto il resto, anche perché uno come il nostro Ranger non ci sembra il tipo da... insalatina! Chissà se la prossima volta ci proporranno la "bistecca alla Tex Willer" o la "pizza vegetariana alla Dylan Dog".
Non è certamente la prima volta che il nome di Tex viene abbinato a qualcosa che va oltre il fumetto. Negli anni 70, ad esempio, è uscito anche il disco di Aquila della Notte su vinile.


No, non ci riferiamo al 45 giri del 1968 di Joe Tex - un cantante soul originario del Texas che nel disco reinterpreta i successi di Bobby Goldsboro (Honey) e Roger Miller (Engine engine number nine) - ma a quello del 1980 interpretato da Corrado Castellari su testo di Giorgio Bonelli e Renato Pizzamiglio, su etichetta Coronado/CGD, ovvero Disco Tex - La ballata di Tex Willer.



Il gruppo I Papaveri Blu ha inciso nel 1980 un 45 giri per bambini intitolato La canzone di Charlotte sul lato A e A cavallo con Tex sul lato B; autori Jurgens (testo), Meccia e Zambrini (musica).


La colonna sonora del film del 1985 Tex il Signore degli Abissi (diretto da Duccio Tessari) composta dal maestro Gianni Ferrio è uscita il 23 Novembre del 2005 su CD, prodotta da Rai Trade e distribuita da Ducale.



Nel disco dei Litfiba intitolato Litfiba 3 (1988) è contenuta la canzone Tex.



In tempi più recenti il musicista Graziano Romani ha realizzato tre dischi dedicati ad altrettanti personaggi bonelliani, il secondo dei quali è appunto My name is Tex, pubblicato nel 2011 dalla Panini Comics. Si tratta di un CD con 13 tracce dedicate al mondo di Tex e in più in allegato un albetto in formato bonelliano con prefazione di Sergio Bonelli, interventi di Moreno Burattini, Luca Boschi, Mauro Boselli e - naturalmente - Graziano Romani. Inoltre è presente un fumetto breve tutto a colori di Nolitta & Ticci.






Nel 2009 lo stesso musicista emiliano - per la Coniglio Editore - aveva realizzato Zagor King of Darwood, ovvero un album con quindici tracce (disponibile in doppio 33 giri in vinile oppure in CD), dedicato allo Spirito con la Scure e al suo mondo, con una copertina inedita di Gallieno Ferri - in passato scelta anche da Moreno Burattini per il suo blog Freddo cane in questa palude. Anche in questo caso c'è un albetto allegato con articoli e saggi sulla musica.









L'anno precedente Romani aveva realizzato il singolo Darkwood, distribuito in sole 75 copie per il raduno internazionale del Forum ZTN - una sorta di prova generale del disco che sarebbe venuto poi.


Nel 2014 il cantautore ha realizzato Yes, I'm Mister No per la Panini Comics - un CD con 13 tracce dedicate all'antieroe creato da Guido Nolitta (Sergio Bonelli). Anche in questo caso è stato aggiunto in allegato un albetto con la riproposta di un'emozionante sequenza della storia Una nuova vita di Nolitta/Diso, originariamente pubblicata sul numero 379 della collana regolare; da leggere l'introduzione di Michele Masiero, curatore della serie dall'albo Vento Rosso (a partire dal quale si tentò un rilancio della testata) fino alla chiusura. 


Nel 1992 anche Dylan Dog aveva avuto il suo CD, con cover di Stano; il disco - intitolato Dylan Dog Rock & Horror - fu pubblicato dalla BMG ARIOLA (15 tracce, con l'introduzione dell'albetto scritta da Stefano Marzorati); apre e chiude il CD Il trillo del diavolo di G. Tartini, eseguito da Salvatore Accardo, il pezzo che l'Indagatore dell'Incubo suona spesso al clarinetto per rilassarsi.


Sempre negli anni Novanta uscì - in musicassetta o CD - il disco dedicato a Lazarus Ledd, il taxista/giornalista newyorkese ideato da Ade Capone nel 1992 per la casa editrice Star Comics. L'album, realizzato con la supervisione del creatore della serie, si compone di 12 tracce, tra cui Theme from Lazarus Ledd di Simone Capitani e Leandro Papa - che sono anche gli ideatori e produttori del disco insieme a Giovanni Bovini.

Ed è del 2013 il CD Il marchio di Kriminal, con la colonna sonora di Piero Umiliani, realizzata per l'omonimo film del 1967, basato sul celeberrimo personaggio creato da Luciano "Max Bunker" Secchi e realizzato graficamente da Roberto "Magnus" Raviola.


Ascoltando le canzoni dedicate ai nostri eroi preferiti ci immaginiamo di vivere le loro avventure. Da bambini, invece, bastava avere una pistola giocattolo per sognare di essere Tex Willer. E per essere come Zagor? C'è chi si vestiva come lui, come Moreno Burattini, attuale editor e principale sceneggiatore dello Spirito con la Scure da sempre amante del personaggio, oppure... bisognava procurarsi direttamente la leggendaria arma!


Curiosando in rete abbiamo trovato il blog della spagnola Aleta che ci spiega come costruirla per davvero, in quattro mosse!




In tempi più recenti Burattini ha tolto la casacca rossa di Zagor e ha prestato il suo volto "alla Dottor House" - come lui stesso ha detto scherzosamente una volta - per una campagna pubblicitaria incentrata sul medico di famiglia.




Infine il dirigente televisivo - nonché scrittore/fumettista Luca Tiraboschi - ha citato Zagor nel suo romanzo L'ospedale delle bambole.




Filippo Pieri
(fine 5a parte)


sabato 11 ottobre 2014

MADE IN BONELLI - 3a PARTE - DALL'AUDACE A TEX & ZAGOR: LE FIGURINE, IL "TRASTORIELLO", I "CALCARIELLI" E... ALTRO ANCORA!


Célo... manca! Célo, célo... manca, manca! Quella che avete appena letto potrebbe sembrare una frase senza senso, e anche scorretta grammaticalmente (ce l'ho, mi manca... è la dizione più giusta), ma non lo è se avete qualche anno sulle spalle e non siete cresciuti solo a... "pane & playstation"!

"Antichi" scambi di figurine sul marciapiede, in un'era ancora ingenua e pre-elettronica

La frase iniziale è (o era) usata dai bambini che cercano di completare un album,riferendosi alle figurine di cui sono in possesso e a quelle che invece mancano per finire la raccolta tematica.
Le figurine sono "piccole carte" che riproducono un'immagine (che può essere di una persona, di un animale, di un luogo, etc, reali o immaginari) accompagnata da una breve didascalia. Un tempo erano da incollare sulgli album mediante Coccoina, poi vennero quelle adesive, e a volte plastificate; ora spesso le figurine sono da "infilare" in apposite "taschine" di fogli in plastica trasparente inserite in album ad anelli.

Un'era innocente: bambino che attacca una figurina fustellata nel suo album (dal Museo Virtuale della Figurina)

Nella seconda metà del 1800, con l'avvento dei primi supermercati, si sviluppò l'idea di farsi pubblicità e fidelizzare il cliente creando qualcosa che avrebbe potuto completare solo frequentando regolarmente quel determinato negozio. Ecco quindi che - successivamente alla prima figurina dei supermercati Bon Marché del 1866 - ne seguiranno molte altre, come quelle contenute nei pacchetti di sigarette, inizialmente inserite solo per rinforzarne il dorso e poi divenute un vero e proprio oggetto da collezione. Questo tipo di figurine viene detto trade card perché la vendita è abbinata a un prodotto; quando invece la figurina è venduta come oggetto a se stante è chiamata trading card.




In Italia, a Modena, su iniziativa di Giuseppe Panini - titolare dell'omonima ditta di figurine insieme ai fratelli Benito, Franco Cosimo e Umberto - nacque nel 1961 il Museo della Figurina, raccolta che trent'anni dopo verrà donata alla città. Attraverso le figurine è possibile compiere un viaggio lungo i cambiamenti della società e del costume, passando, per esempio, dalle figurine propagandistiche del periodo Fascista, a quelle educative, come La Storia del Risorgimento Italiano (Edizioni Imperia) o Razze Umane (Edizioni Lampo Milano). 






Ci sono poi le figurine celebrative, come quelle per il Centenario dell'Unita' d'Italia (Casa Editrice B.E.A., ovvero Buste Ed Affini), fino a quelle degli eroi della Tivù dei Ragazzi, come Rin Tin Tin (Edizioni Lampo Milano). La Tivù dei Ragazzi (o, più precisamente, "per" i ragazzi) stava a indicare in Italia quella fascia di programmazione televisiva pomeridiana dove venivano trasmessi programmi per giovani; nato sul Programma Nazionale (il "primo canale", l'attuale Raiuno), tale "contenitore" era annunciato da un motivetto musicale semplice e allegro, riconducibile al classicismo viennese.



Tra i primi personaggi a fumetti a essere protagonisti di figurine in Italia c'è sicuramente Topolino, con la ditta Pernigotti, a cui faranno seguito tanti altri album come, per esempio, quello delle Edizioni Astra con il concorso a premi indetto il 10 Maggio 1951.





Qui ci vogliamo soffermare sopratutto sulle figurine legate ai personaggi a fumetti della casa editrice Bonelli - non prima però di aver ricordato che un grosso impulso allo sviluppo delle figurine fu dato nella seconda metà dell'Ottocento dalla Liebig, produttrice del famoso estratto di carne, la cui invenzione apportò un miglioramento nell'alimentazione dell'epoca.
Ma torniamo alla Bonelli. Già nei primi anni '50, con le edizioni Audace, la casa milanese si era lanciata sul mercato delle figurine con quattro album, mettendo in campo due autori di grandissima caratura: Aurelio "Galep" Galleppini - con Pinocchio e I Viaggi di Gulliver - affiancato a Dino Battaglia - con Peter Pan eL'Isola del Tesoro. Agli album era allegato anche un volumetto con la storia (vignette senza fumetti con brevi didascalie), su testi dell'immortale GL. Di seguito le copertine del meraviglioso poker di raccolte.










Alla fine degli anni Settanta, ed esattamente nel 1979, uscì l'album di figurine di Tex, con copertina del creatore grafico del personaggio Galep (al secolo Aurelio Galleppini). Edito dalla casa editrice Ediboy in collaborazione con la Daim Press (uno dei tanti marchi dell’editore milanese, da tempo riuniti sotto il nome di Sergio Bonelli Editore).








L'album aveva 383 figurine suddivise in 32 pagine, a loro volta ripartite in varie sezioni dedicate al mondo di Tex. Le figurine riprendevano delle vignette delle serie regolare ed erano state colorate appositamente per l’opera. Più sotto riportiamo un esempio di come si presentava nell’album una stessa pagina con alcune figurine fustellate mancanti e come si presentava invece completa di figurine. I disegni erano di Vincenzo Monti, appartenente allo staff di Aquila della Notte: più avanti vediamo altre pagine complete di fustellati.











Anche l’eroe di Nolitta & Ferri, Zagor, ha avuto nel 1977 il suo album di figurine. Prodotto dalla Casa Editrice Solaris conteneva 320 figurine e anticipava come struttura l’album di Tex, con tre paginoni centrali contenenti bellissime illustrazioni del maestro ligure. Nel 2011, in occasione dei 50 anni dello Spirito con la Scure, è stato dato alle stampe un albo di figurine celebrativo.











Per certi versi simili alle figurine erano il Trastoriello, i Trasferelli, i Calcarelli, etc. Il Trastoriello Mondadori di Tex uscì (in tre titoli - Fort Apache, Assalto alla diligenza e Il campo indiano - che più sotto vedremo tutti) nel 1978, un anno prima quindi dell’album di figurine. Ma il Ranger dell'Arizona creato da Gian Luigi Bonelli, non era l’unico personaggio dei fumetti protagonista di questo gioco, come vediamo sotto in una pubblicità tratta da un Topolino dell’epoca. 







Il Trastoriello era un cartoncino dov'era raffigurato lo scenario spoglio; allegato alla confezione c'era un foglio di trasferelli con personaggi stampati sopra una carta speciale trasparente da applicare tramite pressione (per esempio con una matita) dal retro del disegno, dando così la possibilità al ragazzo di creare la scena che aveva in mente.
















C’era poi anche il Trastoriello settimanale che veniva venduto a 250 lire e che trattava i temi più disparati.





Protagonista del concorrente Calcariello, realizzato dalla Interpress Italia S.R.L, è invece Zagor - negli anni 1977/1978 - con quattro "cartoncini" a lui dedicati. Qua sotto ve li riproduciamo tutti: alcuni anche aperti.











Anche l’eroe creato delle sorelle Giussani per la casa editrice Astorina, Diabolik, fu protagonista di album di figurine e di Calcarelli, tutti memorabilia oggi molto ricercati dai collezionisti.




Chiudiamo con alcuni esempi di un altro prodotto simile, i Trasferelli di Grinta Giochi con il calcio, il "meno gettonato" per noi che sognavamo i fumetti bonelliani, e altri tipi di trasferibili che tra le altre cose riproducevano gli eroi giapponesi in onda.




Filippo Pieri  (fine 3a parte)