giovedì 18 luglio 2013
LA NUOVA ENIGMISTICA ILLUSTRATA
domenica 7 luglio 2013
FERRI & BURATTINI A PRATO CON ZAGOR
Sabato scorso presso il giardino Buonamici a Prato si è tenuto l’atteso incontro - organizzato dalla fumetteria Mondi Paralleli - dell'incontro con il creatore grafico di Zagor, il maestro Gallieno Ferri, e il curatore e principale sceneggiatore della collana, Moreno Burattini, per presentare il loro ultimo lavoro: La storia di Betty Wilding.
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| La locandina dell'incontro, organizzato dalla fumetteria Mondi Paralleli in collaborazione con la provincia di Prato |
Prima di parlare dell’albo Moreno Burattini ha svelato alcune curiosità al pubblico presente. La prima era un aneddoto: un lettore francese, appassionato dello Spirito della Scure, ha ringraziato Gallieno Ferri alla recente Albissola Comics, perché con le sue cover aveva accompagnato tutta la sua vita; in tutte le tappe della sua esistenza c’era uno Zagor disegnato dall'artista Ferri, lì sul comodino; quella cover gli ricordava la scuola, l'altra il servizio militare, l'altra ancora il giorno del suo matrimonio. Già, perché nessun altro disegnatore al mondo può vantare una così lunga fedeltà al personaggio da lui creato: ben 52 anni! Decenni in cui Ferri ha disegnato tutte le copertine di Zagor, e ne ha realizzato oltre ventimila tavole - nonché tutte le storie più importanti o comunque più amate dal pubblico (vedi su Dime Web il post Record bonelliani: 20.000 volte Ferri) Anche Moreno Burattini non è da meno. In questi 24 anni di lavoro con la Sergio Bonelli Editore (anche se la sua prima storia è stata pubblicata nel 1991) è diventato lo sceneggiatore più prolifico della serie, superando proprio il grande Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli) e divenendone il curatore della collana, a cui lavora con una passione senza uguali. Attraverso le sue storie Burattini ha confermato il vero nome dello Spirito con la Scure (da lui ideato per lo Speciale Zagor di Collezionare del 1990), ovvero Patrick Wilding, in omaggio alle sue origini irlandesi; ha svelato il motivo della scelta del simbolo dell’aquila sullo sfondo di un sole giallo; ha raccontato la sua adolescenza con Wandering Fitzy; e adesso - in perfetta armonia con tutto quello che sapevamo fin qui di Zagor - ci rivela la storia di Betty Wilding, sua madre...
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| Burattini e Ferri, in redazione, con una striscia del recente zagorone |
Qualcuno si è domandato come mai Ferri abbia disegnato il suo primo Albo Gigante solo adesso, arrivati ormai al n. 3 (come capitò tra l’altro ad Aurelio Galeppini, in arte Galep, che disegnò il terzo Texone). Semplicemente perché nel 2011 Ferri era impegnato nella storia del Cinquantennale del personaggio, Lo scrigno di Manitù, e non era quindi disponibile per farlo. Burattini ci ha rivelato anche che - nonostante il pubblico Zagoriano abbia richiesto per anni l’Albo Gigante (come altri eroi della casa editrice avevano) - Bonelli si è sempre mostrato restio a farlo. L’Albo Gigante solitamente vende la metà di un albo regolare, e nonostante Zagor piazzi oltre 40.000 copie ogni mese (più di quelle del vincitore del premio letterario Strega, per intenderci) c’era il rischio di andare in perdita economica. Per i cinquanta anni il papà del personaggio decise però di fare un regalo ai lettori e lo Zagorone arrivò in edicola. Le vendite andarono al di là delle più rosee previsioni: oltre 35.000 copie, quasi come un albo regolare. Venne quindi programmato un secondo Gigante per l’estate 2012, che ebbe un po’ meno acquirenti, ma sempre oltre le 30.000 copie. Non poteva quindi non uscire il terzo Zagorone, con una storia particolarmente intrigante quella del passato della madre di Pat Wilding (vedi su Dime Web la recensione Realization).
Un lettore ha chiesto recentemente al curatore della serie se Sergio Bonelli avrebbe approvato questa storia, essendo molto titubante a far tornare i vecchi personaggi. Burattini ha ipotizzato che se glielo avesse proposto prima di scrivere la storia avrebbe detto di no; ma poi, leggendola, avrebbe cambiato idea. E anche noi - che abbiamo letto l’albo - non possiamo che essere d’accordo! Dopo Zagor racconta e Il ponte sull’arcobaleno tale avventura segna una tappa fondamentale nella saga del nostro eroe. E se non fosse perché nei titoli di testa compare il nome di Burattini, saremmo pronti a giurare che sia una storia del mitico duo Nolitta/Ferri per il sense of wonder che ci trasmette.
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| Il Maestro Ferri alle prese con i "cantuccini" di Prato intuffati nel vin santo. |
sabato 1 giugno 2013
"I SOGNI DEI BONELLIANI" DI PIERI & FERRETTI SI SONO TRASFORMATI IN CARTA!
Come vi avevamo anticipato in un post pubblicato lo scorso 16 maggio la serie a fumetti I sogni dei bonelliani di Filippo Pieri & Tommaso Ferretti presentata su Dime Web ha finalmente avuto un'incarnazione cartacea grazie al sito ilmiolibro.it, tramite il quale il libro può essere richiesto.
Impreziosito dalla copertina di Ferretti il fascicolo raccoglie tutte e
18 le tavole (composte da tre strisce ciascuna, salvo la 15a) pubblicate
sul nostro blog a partire dal 12 ottobre 2012.
Le prime due tavole erano già apparse in precedenza, sotto altro titolo
e impostazione, sul periodico fiorentino Lo Zenzero, a cavallo fra il
1999 e il 2000; a partire dalla terza tavola (apparsa su Dime Web il 3 novembre 2012) I sogni dei bonelliani sono inediti e realizzati appositamente per i nostri Quaderni.
Ma non è finita qui! Pieri & Ferretti - in appendice al volume - propongono anche la loro prima striscia, Filo diretto col Sindaco,
spassosissima e oggi più che mai attuale - ambientata nei palazzi alti
della città gigliata, con copertina "interna" di Matteo Piccinini. (s.c. & f.m.)
Filippo Pieri e Tommaso Ferretti
I SOGNI DEI BONELLIANI
FILO DIRETTO COL SINDACO
Maggio 2013
Pagg. 36 - Euro 8,00
Testi: Filippo Pieri
Disegni: Tommaso Ferretti
Prefazione: Francesco Manetti
Copertina:Tommaso FerrettiCopertina "interna" (Filo Diretto): Matteo Piccinini
Fonte: Dime Web
domenica 19 maggio 2013
LE COMPARSE BONELLIANE (III)
COMPARSE BONELLIANE (III): CHE FINE HANNO FATTO I PERSONAGGI DEGLI ALBI BONELLI APPARSI IN UNA SOLA VIGNETTA?
Martin Mystere Speciale n°1 - Il cobra d’oro
Nel Luglio del 1984 esce un fascicolo speciale di Martin Mystère come
supplemento al numero 28 della serie regolare. Sarà il primo degli
speciali estivi della casa editrice milanese; infatti, successivamente,
ogni raccolta avrà il suo. In quest’albo - a pagina 85 nella vignetta 2 -
vediamo Martin Mystère e Java attaccare degli uomini che parlano una
lingua sconosciuta, probabilmente di origine extraterrestre. Uno di
loro, quello al centro che rimane sullo sfondo, era un uomo che qualche
giorno dopo prese violentemente a pugni un amico, che si difese
sparandogli sei proiettili in testa. A quel punto - credendo di averlo
ucciso - l’amico scappa in preda al terrore. L’uomo non era morto, anzi.
Con molta tranquillità, anche se un poco barcollante, si rialza e
chiede ai passanti dov'è l’ospedale più vicino. Lo raggiunge e si fa
ricoverare. I medici gli rivelano che le pallottole - quattro nella
regione parietale destra e due in quella sinistra - grazie a una
particolare angolazione, avevano lacerato la pelle e si erano arrestate
contro l’osso del cranio, senza riuscire a forarlo. Il paziente adesso
sta - incredibilmente - bene, e si è guadagnato il soprannome di testa
dura.
Legs n°85 - Duello tra le nuvole
A
pagina 68 del numero 85 di Legs Weaver, nella vignetta centrale 3/4,
vediamo sullo sfondo un uomo con i capelli come Bart Simpson. L’uomo è
diventato noto qualche anno dopo per essere stato protagonista di due
incidenti aerei in meno di 24 ore. Nel primo era a bordo di un piccolo
aereo militare che, colpito da un fulmine, precipitò a terra causando la
morte del pilota che era con lui a bordo. La salma del pilota venne
caricata su un aereo militare per essere portata nella sua città natale,
dove si sarebbero tenuti i funerali. Sull’aereo salirono l’equipaggio, i
parenti del pilota e - appunto - la comparsa bonelliana, che voleva
essere presente alle esequie. Poco dopo il decollo, l’aereo precipitò a
causa di un guasto al motore e morirono tutti i passeggeri tranne lui,
il sosia di Bart, che si fece solo qualche graffio. Successivamente
tutte le vittime vennero caricate su un aereo militare, mentre all’uomo
fu caldamente consigliato di prendere il treno.
Jonathan Steele n°1 - L’isola misteriosa
Nel
numero 1 di Jonathan Steele, a pag 85 nella vignetta grande 1/4, ha
fatto la comparsa un uomo che successivamente è stato definito il ladro
più sfortunato del pianeta. L’uomo con la barba che vediamo sullo sfondo
sotto il balloon centrale, qualche mese dopo mentre era su un
autobus affollato ha rubato un portafoglio contenente un assegno e poi
si è recato in banca per incassarlo usando i documenti all’interno del
portafoglio. Sfortunatamente per lui, l’uomo dietro lo sportello era
proprio la persona a cui aveva rubato il portafoglio: dopo un attimo di
sconcerto lo fece arrestare immediatamente.
mercoledì 1 maggio 2013
AVREI VOLUTO DISEGNARE COME PAZ
Estate
1985. Interno giorno. Appartamento di periferia.
Il telefono a disco
suona nel corridoio. Nessuno risponde. In casa c’è solo un
adolescente con le cuffie del walkman sulle orecchie e una
audiocassetta dei Talk Talk a tutto volume. Sulla parete un poster
della Ferrari, quella numero 27 di Gilles Villeneuve. Sul tavolo da
disegno - ammassati apparentemente senza criterio - fogli F4, matite
Staedler morbide, retini Letraset e pennarelli Pantone. Per terra
una gomma da cancellare si nasconde dietro il cestino. Il ragazzo,
cresciuto a pane e Bonelli, ha appena comprato l’ultimo numero di
Frizzer, quello con il presidente Sandro Pertini disegnato da Andrea
Pazienza in copertina.
E’ rimasto folgorato dalla forza emotiva del
disegno e del colore. E lui che si è appena iscritto alla scuola
dell’arte sogna di poter disegnare come lui. No, di più. Sogna di
essere un personaggio delle sue storie e di stare lì insieme a Zanna,
Colas e Pietra a vivere quelle avventure cosi bene raccontate da
sembrare vere. Anche lui vorrebbe andare "al clebbino con le sbarbe"
come Mirella, o fare lo scherzo del plaid al rivale Gattoni.
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| Andrea Pazienza nel 1987, un anno prima della sua scomparsa, mentre disegna il murale oggi restaurato. |
Purtroppo
Andrea se n’è andato troppo presto. E io, quel ragazzo che sognava
leggendo le sue storie, avrei voluto conoscerlo, anche se oggi dopo
aver letto e riletto le sue opere, ho come l’impressione di averlo
fatto.
Al Comicon di Napoli 2013 è stata presentata l’opera
completamente restaurata di un murale fatto da Pazienza nel 1987.
Milo Manara, presente all’inaugurazione, ha detto: E' stupefacente come
Andrea con un pennello da muratore e dell'acrilico sia riuscito ad
eseguire dei disegni come se già ci fosse una traccia sotto che
invece non c'è.
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| Gli organizzatori della Mostra d'Oltremare e la sorella di Pazienza all'inaugurazione del murale appena restaurato. |
Un concetto ripreso anche da Tanino
Liberatore, l'autore di Ranxerox: Mi ha fatto venire in mente una frase di Michelangelo che diceva che l'opera è già
nel pezzo di marmo e lui doveva solo togliere la pietra in eccesso. Paz aveva un'idea gia' chiarissima mentre disegnava e vederlo
lavorare a quest'opera e' una magia'. Puro
vangelo, direbbe Tex.
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sabato 2 marzo 2013
I SOGNI DEI BONELLIANI SU FACEBOOK, TWITTER, INSTAGRAM E GOOGLE PLAY
Un veloce post per ricordare a tutti i nostri amici lettori che "I sogni dei bonelliani" ha anche una pagina Facebook, una Twitter e una Instagram dove potete trovare aggiornamenti sui fumetti in generale e in particolare su quelli realizzati da Filippo Pieri.
In più cliccando sul pulsante acquista, potete scaricare da Google Play a soli 59 centesimi anche l'app dei Sogni dei bonelliani, con più di 100 pagine di fumetti.
E se non l'avete ancora fatto collegatevi e sosteneteci con un Mi piace!
Aggiornamento del 2018
Le tre pagine sono ora dedicate al nuovo fumetto di Cryx/Pieri
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martedì 12 febbraio 2013
MORTE CHIMICA. SAGUARO 9
Nel
Maggio del 2012 la Sergio Bonelli Editore ha fatto uscire un nuovo
fumetto avventuroso, Saguaro. Dopo molti anni di miniserie, ovvero di fumetti con una
fine prestabilita, Saguaro è il ritorno della casa editrice milanese
a una serie regolare, potenzialmente infinita. La scelta,
soprattutto in un momento di crisi generale come questo, è certamente
coraggiosa e potrebbe essere premiata dal pubblico bonelliano che
ha bisogno di tempo per affezionarsi ad un personaggio.
Serie
come Dylan Dog o Alan Ford ci hanno messo degli anni prima di
esplodere e di diventare dei cult.
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| Il cactus saguaro. |
Saguaro
è il soprannome (che lui non ama) del protagonista, Thorn
Kitcheyan. E' un "nativo americano", discendente dei Navajo;
dopo aver combattuto nel
Vietnam ed essere stato ferito seriamente nel Laos,
torna a casa a Window Rock
nella Contea di Apache,
al confine tra l’Arizona e il Nuovo Mexico. In realtà la sua casa
non esiste. Grazie forse anche al suo carattere spinoso ma generoso
(Saguaro infatti è un cactus del deserto
che al suo interno racchiude l’acqua fonte di vita), Thorn vive ai
margini della civiltà in una roulotte usata senza elettricità e
fuori dalla riserva. Ai nostalgici di Mister No, in questo e in altri
aspetti un po’ lo ricorda. E forse non a caso, dato che sembra che
sia stato lo stesso Sergio Bonelli, a suggerire di ambientare la
serie in un’epoca passata, il 1972, dove il mondo era molto diverso
da oggi. Questo permette al creatore del personaggio, il poliedrico
Bruno Enna, capace di passare con disinvoltura dal mondo Disney a
quello bonelliano, di occuparsi di un risvolto storico non molto
conosciuto in Italia, quello della ribellione e protesta degli indiani, una sottotraccia che si preannuncia come ricorrente nella
serie.
Saguaro
è un personaggio forte e sicuro di sé, lontano per esempio dai
tormenti degli eroi moderni come Nathan Never. Viene
scelto per formare uno speciale gruppo federale che possa indagare
su tutti quei casi in cui la polizia tribale non ha competenza o
giurisdizione - e la prima persona che recluterà sarà la figlia dello
sceriffo, Kai. Una spalla sicuramente convincente ma, come Thorn,
priva di umorismo.
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| Bruno Enna, nell'interpretazione "disneyana" di Siniscalchi. |
Ecco... se
dobbiamo trovare un difetto alla serie, forse manca un comprimario
divertente che bilanci un po’ la seriosità del protagonista.
Quell’alchimia magica che troviamo per esempio tra Tex e Carson, o
tra Zagor e Cico.
E
lo si vede anche nell’albo di questo mese il numero 9 “Odio
Cieco”.
Fabio
Valdambrini, qui alla sua seconda prova sul personaggio dopo l’episodio
d’esordio, si dimostra ancora più a suo agio con il personaggio e
realizza un’ottima prova. Bruno Enna costruisce una sceneggiatura
solida e convincente, che si apre al presente facendoci vedere il
nostro eroe in pericolo, per poi con un flashback lungo tutto l’albo
farci vedere come siamo arrivati a quel punto.
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| Fabio Valdambrini realizzò la copertina di Dime Press n. 10, nel lontano 1995. |
Una
donna navajo è morta in circostanze misteriose mentre era ricoverata
in una clinica e il suo cadavere è scomparso. Il marito, un uomo
violento e con numerosi precedenti, accusa la multinazionale che
estrae l’uranio vicino alla riserva, la Rockwell, di aver ucciso la
moglie, mentre nella riserva la mancata sepoltura del cadavere
alimenta vecchie credenze popolari. Thorn e Kai seguono più piste
finché non scoprono che le scorie della fabbrica hanno contaminato
la falda acquifera. Questo porta il lettore a credere che la donna
sia morta per questo. La verità però è un’altra e per certi
versi è ancora più triste. La donna era incinta di un uomo che non
amava più e che non avrebbe lasciato solo per rispetto della
famiglia. Cosi aveva deciso di abortire ed erano state le conseguenze
di quel gesto a ucciderla. Il marito, scoperta la tragica verità,
tenta di uccidersi, ma Saguaro glielo impedisce perché non può
permettegli di cavarsela cosi. Nell’albo viene affrontato anche
il tema - ricorrente nella serie - delle tensioni sociali tra
bianchi e rossi, violenza che scoppierà in città e causerà un
morto.
Buona
anche la copertina di Davide Furnò, anche se la posizione con cui
Saguaro si aggrappa alla montagna non convince del tutto e non si
spiega il perché il pellerossa tenga la pistola con la sinistra quando
Jack è destro. Ma non è la prima volta che succede su un albo
Bonelli...
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| La copertina di Saguaro n. 9, febbraio 2013. Disegno di Furnò. |
Saguaro 9
ODIO CIECO
Febbraio 2013
pagg.
100,
€ 2,90
Testi: Bruno Enna
Disegni: Fabio Valdambrini
Rubriche: Gianmaria Contro
Copertina: Davide Furnò
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