venerdì 9 dicembre 2016

FUMETTI A COLAZIONE (VI): SACRO/PROFANO vol. 1: INFERNO di Mirka Andolfi

SACRO/PROFANO vol. 1: INFERNO di Mirka AndolfiUNA SEXY COMEDY DI ANGELI E DEMONI

recensione di Andrea Cantucci


L’angelo e il demone protagonisti di questo buffo fumetto sono Angelina e Damiano. La prima è una bella e prosperosa angela ancora vergine (scopriamo qui che non tutti gli angeli sono vergini…!!!) e fa la maestra. Il secondo è un giovane diavolo che canta in un gruppo rock e appena la incontra è impaziente di possederla carnalmente, ma per anni resta a dieta di sole coccole e bacetti, obbligato ad attendere un matrimonio che chissà se e quando avverrà, data l’avversione di lui a tale idea. Dietro l’angelo e il diavolo si celano quindi due teen-ager, con tutte le dinamiche, fisime, difficoltà, voglie, imbarazzi e timori d’un acerbo rapporto di coppia, con lui che pensa solo a quello e lei che lo tiene a distanza rinviando a oltranza il fatidico momento del primo rapporto. È questo l’Inferno del titolo, non dovuto a punizioni divine ma alla castità forzata.


In questa strana coppia si riconosceranno tutti, i ragazzi che a breve vivranno situazioni simili, i giovani che le stanno vivendo e i più maturi che, se non fanno lo gnorri, ricorderanno d’averle vissute tempo fa (o era l’altro ieri?). Le ragazze si identificheranno con la romantica Angelina e i maschi con l’impaziente Damiano.

La testata Sacro/Profano pare riferirsi solo alla “sacralità” del corpo inviolato di Angelina e alla voglia di Damiano di “profanarlo”. L’ambientazione infatti non ha nulla di metafisico o religioso. Coincide col mondo di tutti i giorni, ma tutti i personaggi sono qui rappresentati o come angeli con alette e aureola, o come demoni con coda, corna e orecchie aguzze, senza contare quelli che hanno ali e corna, forse nati da unioni miste.


Non tutti gli apparenti angeli sono però davvero buoni e casti, né tutti i presunti demoni sono dei completi bastardi malvagi. La surreale distinzione tra le due categorie sembra rappresentare solamente le pose, gli atteggiamenti, l’immagine di sé che ognuno si sforza di trasmettere e che non sempre coincide col proprio vero e intimo carattere. Come dire che “l’aureola non fa il santo” e “le corna non fanno il diavolo”.


Ci sono angeli che ostentano buonismo ma sono ipocriti e subdoli (e lussuriosi come ogni sano demone) e diavoli che sotto le arie da duri si rivelano sensibili, comprensivi e pazienti fino al masochismo. È il caso di Damiano che, pur eccitato di continuo dalle forme della sua candida ma provocante Angelina, accetta di aspettare perché, anche se non lo vuole ammettere, è davvero innamorato di lei e non solo del suo corpo.


Nel costante taglio romantico, presente anche nelle situazioni più piccanti, e in certe espressioni “pucciose” dei personaggi, si vede chiaramente il tocco femminile di un’autrice che, in modo leggero e disinvolto, lascia fuori campo i dettagli più erotici ma non risparmia allusioni sessuali spinte nello svolgimento delle sue gag.

A parte il prologo in cui i futuri fidanzatini si incontrano a un concerto e l’epilogo di oltre sette anni dopo in cui sembra arrivino finalmente al dunque, il volume consiste infatti in tavole auto-conclusive, com’è ovvio per un fumetto la cui prima forma è stata quella frammentata e saltuaria di un web-comic. E se quasi ogni volta Damiano tenta di concupire Angelina, è puntualmente sicuro che per quasi tutto il libro andrà in bianco che più bianco non si può, il ché ci fa tifare per lui nonostante l’invidia per quel popo’ di fidanzata che si ritrova.



Il successo di Sacro/Profano è senz’altro meritato. Mirka Andolfo ha avuto un’idea semplice ed efficace e l’ha realizzata con spirito e professionalità, costruendo ogni battuta con una cura che porta implacabilmente a una sorpresa finale tanto scabrosa quanto spassosa. Il limite del suo fumetto sta nel tono leggero che più volte rischia di scadere un po’ nello sdolcinato, ma in genere l’autrice riesce a evitarlo grazie all’ironia e in fondo meglio un umorismo senza pretese che sappia divertire di un’opera troppo ambiziosa mal riuscita. Lo stile grafico tra disneyano e manga e i curatissimi colori digitali da cartoon (si vede che l’autrice ha esordito come colorista) contrastano col tema osé ma sono funzionali alla maliziosa simpatia con cui è sviluppato, sulla falsariga delle disavventure amorose del Rat-Man di Ortolani, della papera Ada di Cavezzali o del Lupo Alberto di Silver, che fuori scena si dà da fare con la gallina Marta senza essersi mai sognato di sposarla.


Che Mirka Andolfo intenda satireggiare i cartoon più infantili è evidente nella letteralmente angelica Holy Kitty, una parodia di Hello Kitty che appare in varie tavole di Sacro/Profano. Ma soprattutto si nota anche qui il piacere liberatorio di inserire in scene da cartoon quello che dai vecchi fumetti per ragazzi era sempre stato escluso, come se la sola idea della sessualità fosse stata appunto chissà quale demone da esorcizzare…

Non conosceremo mai i veri rapporti tra Topolino e Minnie, tra Paperino e Paperina o tra Orazio e Clarabella, ma quelli tra Damiano e Angelina sono molto più evidenti. Non sarebbe una novità se fosse una serie per soli lettori maturi. Si sono viste scene ben più esplicite in strisce comiche porno fin dagli anni ’30, o nei fumetti satirici underground realizzati dagli anni ’60, anche in stile cartoon, da autori di storie più dure e adulte.


Sacro/Profano invece, pur usando un linguaggio a tratti molto diretto, non supera mai certi limiti (spesso il gioco comico consiste nel far sembrare hard ciò che poi si rivela non esserlo) e infatti non è una serie vietata ai minori di 18 anni, anche se non si rivolge certo ai bambini piccoli. La sua impostazione è simile a certi manga, non necessariamente erotici, in cui il tema sessuale si sposa a contesti grafici e narrativi da serie per ragazzi. Tale abbinamento allarga molto il campo dei potenziali lettori e ciò spiega ulteriormente il successo di un libro arrivato a due ristampe solo nel primo anno (potenza delle sante tette di Angelina in copertina…).

Approcci grafici a volte sensibilmente diversi da quello di Mirka Andolfo si possono poi vedere nella galleria di illustrazioni che chiude il volume e in cui una ventina di altri disegnatori, dagli stili più vari, hanno dato le loro personali interpretazioni di Angelina e Damiano, naturalmente sempre all’insegna dell’ironia sexy.


Nonostante la confezione lussuosa, si può fare una piccola critica alle dimensioni ristrette del libro. Le prime tavole di Sacro/Profano hanno per lo più una grafica su quattro strisce e contengono molte vignette, per cui la corposità (è il caso di dirlo) di queste sexy strip fa sì che nel formato all’americana i disegni diventino spesso tanto piccoli da far rischiare ai lettori di finirsi gli occhi… per coglierne tutti i particolari piccanti. È forse per questo che in episodi successivi la grafica è cambiata e ora le pagine contengono meno vignette.

Al volume “Inferno” sono infatti seguiti “Purgatorio” e “Paradiso”, mentre nel quarto, “Nel Nome del Padre”, Angelina e Damiano sono ormai genitori della piccola Eden, che ha preso i cornini dal papà e le alucce dalla mamma. Ma dal secondo libro la Andolfo si avvale di aiuti come Gabriele Bagnoli. Non potrebbe più far tutto da sola visto che, dopo il successo internazionale di Sacro/Profano, in breve ha collaborato con Marvel, DC, Disney e Bonelli (in pratica ogni grosso editore) e ora pubblica con Panini la sua nuova serie “Contro Natura” in cui la maialina Leslie spasima per avere rapporti vietati con un lupo, insomma un altro amore impossibile…


Andrea Cantucci

venerdì 18 novembre 2016

UN NUOVO CASO PER IL PROFESSOR RANTOLO!

Il caso non esiste, e ciò che ci sembra casuale scaturisce dalle fonti più profonde, diceva Friedrich Schiller.

Negli anni 80 per i giovani appassionati di fumetti come me, era difficile reperire informazioni sui fumetti come news, anteprime, interviste etc. in quanto internet era ancora lontana e le fanzine (ovvero le riviste amatoriali specializzate) erano poche.

Come ho raccontato qui il caso volle (ma il caso non esiste) che scoprii la fanzine Collezionare che era la risposta a tutto quello che un giovane nerd come me cercava, compreso il fatto che essendo fatta dalle mie parti era facilmente reperibile.

Tra i tanti collaboratori c’era anche Luciano Costarelli che disegnò tra l'altro, un episodio di Battista il Collezionista, il personaggio di Moreno Burattini che a me piaceva moltissimo e che anni dopo mi sono ritrovato a scrivere per sostituire temporaneamente il suo creatore (qui trovate l'ultima avventura scritta da me e illustrata da Kant).

Battista il Collezionista e la moneta eschimese di Burattini & Costarelli

Il caso però (ma il caso non esiste) mi ha portato tempo dopo a conoscere gli autori di Collezionare e a collaborare con loro, su Dime Press prima e su Dime Web poi. Proprio su i quaderni bonelliani ho ritrovato il magnifico tratto di Costarelli che intanto era tornato a disegnare fantascienza per i testi di Francesco Manetti.

"Che bello sarebbe un giorno poter vedere illustrata da Luciano anche una mia storia!", pensai. Bello ma difficile, in quanto solitamente ci occupiamo di due generi diversi.
E il caso, ancora una volta, (ma il caso non esiste) ha voluto che nelle settimane successive a questa riflessione un mio soggetto per la serie “Un brutto quarto d’horror conil Professor Rantolo” fosse approvato.

Un soggetto un po’ anomalo per me, in quanto era richiesto che avesse delle attinenze horror, genere con il quale non mi ero mai cimentato. Ne è venuta fuori una storia che è più un horror psicologico che un horror splatter, come sono le storie che solitamente compongono la collana.



Costarelli ha accettato con entusiasmo di partecipare a questa avventura e dall’anteprima pubblicata da l'autore milanese sulla sua pagina Facebook credo che stia nascendo una bella storia. E non perchè l'ho scritta io, ma perchè Luciano è proprio bravo, e io non vedo l’ora di ammirarla per intero.
E non è un caso.



giovedì 10 novembre 2016

SBAM! COMICS N°30 ONLINE





E' uscito il numero 30 di Sbam! Comics
scaricabile gratuitamente dal sito con
la parodia bonelliana di Mister No  By Filippo Pieri & Kant.


IN COPERTINA
Abbiamo scelto Invincible come rappresentante di tutti i supereroi né Marvel, né DC, con la nostra intervista esclusiva al disegnatore Ryan Ottley.
Inoltre, incontriamo gli editori italiani di Skybound (saldaPress) e Valiant(Star Comics). E, riguardo gli autori nostrani: le novità proposte da It Comics.

DA LUCCA COMICS 2016
Il nostro reportage fotografico dell’evento, l’incontro col grande Frank Cho, creatore di Liberty Meadows, e l’intervista a Casty, protagonista in Disney e a Palazzo Ducale. Inoltre, news varie provenienti dai padiglioni lucchesi e sparse per le nostre pagine.

ALBI STORICI DA BONELLI
Un periodo molto intenso per via Buonarroti: dall’incontro più o meno virtuale tra Zagor e Dylan Dog (col parere di Burattini e Recchioni) al duecentesimo episodio di Dampyr, all’esordio del Martin Mystère “giovane”.

                                                   


ARRIVA THE PROFESSOR
A colloquio con gli autori di The Professor, la nuovissima serie italiana all’insegna dell’horror gotico che è da poco approdata nei punti vendita di tutta la Penisola.

REVIEWS E MOLTO ALTRO
Sbam-panoramica tra le novità più succose in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni (anche cinematografiche). Inoltre: Wow Spazio Fumetto riscopre il Guido Crepax “extra-Valentina” e… la Monaca di Monza; La Scuola del Fumetto di Milano lancia nuove iniziative; il nostro incontro con Marco “Will” Villa, astro nascente delle Nuvolette italiane… E occhio anche alle news-Flash disseminate per tutta la rivista.

FUMETTI
Le strip del Tarlo, di Federica, di PV, del Pappatacio, di Gatto Pepè e di Kugio&Gina. L’omaggio al grande Bud Spencer di Michele Mori; la satira di Michele Airaghi; le parodie di Pieri&Kant, i cupi Cowboys di Marco Torti e Matteo De Santis; i racconti brevi scritti da Marcello Bondi per le matite di Maria Forleo, Jacopo Maran e Marco Renna.

Tutto questo e molto altro su Sbam! Comics 30.
A lettura ultimata, vi aspettiamo sempre su questo sito, sulla nostra pagina Facebook e su Twitter.

Sbam! a tutti voi!

venerdì 21 ottobre 2016

TORNANO I SOGNI DEI BONELLIANI DI PIERI & FERRETTI

A partire da questo mese, fino alla fine dell'anno i Sogni dei Bonelliani tornano a casa, ovvero su Dime Web. Infatti nel 2012, un mese dopo la nascita di Dime Web, Ferretti e io tornammo a fare fumetti dopo una pausa di quasi 10 anni con la striscia umoristica "I Sogni dei Bonelliani". In questi questi quattro anni il fumetto si è guadagnato una App su Google Play, con la prefazione di Francesco Manetti e la postfazione di Andrea "Kant" Cantucci - oltre a uno spillato cartaceo a tiratura limitata, ormai esaurito. Dal numero 109 di Cartaigienicaweb i "Sogni" si possono leggere anche sulla webzine più longeva della rete e sulla loro versione cartacea "Cartaigienica Book" #1. C'è anche una pagina Facebook e una Twitter che portano il loro nome.
Adesso, con tre strisce inedite, tornano dove tutto è cominciato. Buon divertimento!

giovedì 8 settembre 2016

SBAM! COMICS N°29 ONLINE


E' uscito il numero 29 di Sbam! Comics
scaricabile gratuitamente dal sito con
una storia inedita di Battista il Collezionista di Pieri & Kant.

IN COPERTINA
Tutto sulla saga del giovane Martin Mystère: NON è un reboot, una dimensione alternativa, un prequel, unremake o un ultimate. È lui, proprio lui, il Detective dell’Impossibile, in una miniserie parallela a quella “regolare”. La genesi, i retroscena, le curiosità e le anticipazioni sull’innovativa proposta Bonelli, spiegate dalla viva voce di Giovanni Gualdoni ed Enrico Lotti.

ESORDIENTE MYSTERIOSO
Per la nostra rubrica dedicata agli autori esordienti siamo rimasti ancora un po’ in casa Mystère: perché nello staff dei disegnatori della nuova serie c’è anche Sauro Quaglia.

IL NUOVO COPERTINISTA DI ZAGOR
Sostituire un mostro sacro come Gallieno Ferri sulle cover dello Spirito con la Scure è un’eredità davvero impegnativa. Abbiamo incontrato Alessandro Piccinelli, e con lui anche Moreno Burattini.

MA CHI SONO DAVVERO I POKEMON?
Siete impegnati a correre dietro a Pikachu e soci, ma non vi siete mai chiesti cosa c’è dietro il mondo dei personaggi di Satoshi Tajiri e Ken Sugimori? Ve lo spiega Wow Spazio Fumetto…

BELLISSIME ZOMBIES…
…quelle ideate da Cristina You-Bad-Girl e disegnate da Nik Guerra: a cavallo tra horror ed erotismo.

L’EPOPEA DELLE RIVISTE ANTOLOGICHE
Furoreggiarono soprattutto tra gli anni Ottanta e Novanta per poi sparire nel nulla (sigh…). Ripercorriamo la storia delle riviste-contenitore a tema super-eroico.

REVIEWS E MOLTO ALTRO
Sbam-panoramica tra le novità più succose in libreria, edicola e fumetteria, con le nostre recensioni. E occhio anche alle news-Flash disseminate per tutta la rivista.

FUMETTI
Le strip del Tarlo, di Federica, di PV, del Pappatacio, di Gatto Pepè e di Kugio&Gina. L’umoristico Battista il Collezionistadi Pieri & Kant. Le storie brevi di Perini e Fariello e di Bondi-Imperio-Tamburo. Le vignette grafiche di Dadix e quelle “esistenziali” di Isabella Manfrini.


A lettura ultimata, vi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook e su Twitter.

sabato 30 luglio 2016

FUMETTI A COLAZIONE (V): NATHAN NEVER ANNO ZERO n° 1 & 2

NATHAN NEVER ANNO ZERO n° 1-2: 

MUTAZIONI DI FUTURE MEMORIE

Recensione di Andrea Cantucci


Una particolarità della produzione a fumetti statunitense, a partire dagli anni 1980, sono le miniserie, di solito affidate interamente a una singola coppia d’autori e dedicate anche a personaggi famosi e affermati che in tali occasioni possono essere rielaborati con una certa libertà, reinterpretandone anche il passato e le origini, origini notissime ai fan nei tratti essenziali ma suscettibili di approfondimenti che possono conferire a tali storie fondative maggiore ampiezza e spessore. Alcune miniserie del genere, come Batman Anno Uno o Devil: L’Uomo Senza Paura, scritte da Frank Miller, hanno contribuito ad alzare il livello qualitativo dei fumetti seriali del loro paese, diventando nuovi punti di riferimento per gli autori successivi di quei personaggi.



In questo tipo di storie i limiti e gli schemi più o meno prevedibili delle serie regolari possono essere accantonati e il racconto, di cui non è ancora protagonista un vero eroe ma una persona più o meno comune che diventerà quell'eroe solo alla fine, può snodarsi come un romanzo o un film in cui tutto è teoricamente possibile. Benché conoscendo il presente dell’eroe si possano prevedere almeno le conseguenze di ciò che ha vissuto, da certe opere di Alan Moore in poi le nuove origini di un personaggio possono anche stravolgere tutto ciò che credevamo di sapere di lui, modificando radicalmente l’intera interpretazione del suo passato.
Ebbene, sembra che in Italia ci siano voluti trent'anni buoni per capire che questo tipo di approccio poteva funzionare bene anche da noi, con risultati più interessanti dei semplici albi speciali o maxi dai contenuti in fondo spesso simili a quelli degli albi normali, o delle serie giganti o a colori in cui, al di là di una qualità più curata, si punta soprattutto sulla modifica di aspetti formali, come le dimensioni e la grafica degli albi.



Nathan Never Anno Zero (che in pratica sostituisce la serie gigante di cui prosegue la numerazione) è invece una miniserie affine ai normali albi Bonelli per formato e prezzo ma dai contenuti che scavano come non era mai stato fatto prima nel passato di un personaggio. Anche se non viene specificato, la storia dovrebbe iniziare in quell'anno 2082 (della Nuova Datazione) in cui l’allora sergente della polizia metropolitana Nathan Never incontra e affronta per la prima volta lo psicopatico Ned Mace durante un’incursione in un laboratorio clandestino, ripercorrendo quindi anche eventi già apparsi in flashback su Nathan Never n°18 e 19 del 1992. 
Questa nuova più ampia versione del passato del personaggio è stata interamente riscritta con accuratezza e sensibilità noir da Bepi Vigna e disegnata con meticoloso realismo ed efficacissimi chiaroscuri da Roberto De Angelis, due dei veterani della serie. Dal punto di vista grafico è stata ormai quasi del tutto abbandonata la tipica gabbia bonelliana a tre strisce omogenee, con gli ultimi tabù ancora rimasti dell’assenza di vignette inclinate o fuori dai margini. Nonostante ciò sono state citate (e spesso anche migliorate) sequenze e frasi di quei due albi del 1992 che erano stati scritti da Michele Medda e disegnati da Nicola Mari. Sarebbe comprensibile se Vigna e De Angelis avessero voluto semplicemente rielaborarne le scene a modo loro, giusto per non clonarle pedissequamente, ma i cambiamenti apportati vanno ben al di là di un banale lifting. 



Il nuovo racconto inizia subito a svelare insospettati retroscena inediti. L’ambiguo fondatore dell’Agenzia Alfa Edward Reiser entra in ballo prima di quanto si pensasse finora e molti altri elementi subiscono modifiche notevoli. La più evidente è il cambiamento di sesso dell’agente Fredericks che muore durante lo scontro con Ned Mace e la dottoressa Fogg. In origine era una donna, qui è un simpatico omaccione barbuto di nome Tom. Può essere significativo che stavolta Fredericks non sia ucciso da Mace ma dalla Fogg mentre in origine era la poliziotta a sparare alla dottoressa. Tutto fa pensare che si cerchi di mettere il presunto assassino Ned Mace sotto una luce migliore, infatti qui potrebbe uccidere facilmente Nathan ma non lo fa e inoltre questa volta non proferisce minacce verbali e non infierisce su nessun agente, limitandosi a fuggire quasi subito.



Oltre ai tanti ampliamenti e aggiunte, come i primi incontri tra Nathan e il robot Mac e tra Reiser e Sigmund nel n°2, anche le modifiche di certi piccoli dettagli sembrano funzionali a futuri sviluppi o colpi di scena. Per esempio la sequenza in cui la piccola Ann, la figlia di Nathan, chiama i genitori dicendo di aver visto degli unicorni, sostituisce quella del n°18 in cui diceva di aver visto due scoiattoli che poi effettivamente c’erano, mentre sul n°1 di Anno Zero degli unicorni non viene trovata nessuna traccia ma resta comunque il dubbio di che cosa la bambina possa aver visto veramente. Anche la scena in cui Nathan rivede la sua amante, il procuratore Sara McBain, dopo lo scontro con Mace e la Fogg, si svolge in modi e con toni molto diversi.



Il principale mistero che, pur già svelato in parte, dovrebbe esserlo sempre più nei numeri successivi, è la vera natura e lo scopo degli esperimenti compiuti in quei laboratori clandestini e chi in realtà ne tirasse i fili, visto che sul n°18 e 19 il principale responsabile sembrava essere il solo professor Hicks, mentre qui sembrano essere coinvolte molte più persone, a cominciare dal suo assistente Herbert West il cui nome cita apertamente un racconto di Lovecraft e che come tentava di fare il suo omonimo letterario sembra essere in grado di rianimare i morti, ma anche lo stesso Reiser qui è chiaramente fin dall'inizio in combutta con Hicks.



Da come poi il fuggitivo Ned Mace, a questo punto non si sa se colpevole o innocente, sorveglia l’abitazione dei Never, qui opportunamente spostata in mezzo a un bosco, sorge il sospetto che siano ancora da scoprire i veri motivi per cui qualcuno (non si sa più bene chi) abbia massacrato la moglie e rapito la figlia di Nathan. 



Una revisione del caso giungerebbe quanto mai opportuna, visto che in effetti le spiegazioni del racconto originale che imputavano tutto al gesto di un singolo folle, capace di rintracciare non si sa bene come la casa di Nathan dopo averlo incontrato solo per pochi secondi, erano sempre apparse un po’ deboli e scontate. Del resto grazie al fatto che, qui come negli albi originali, l’omicidio della moglie di Nathan non viene mostrato direttamente, gli autori possono facilmente approfittarne per cambiare un bel po’ le carte in tavola riguardo alla dinamica in cui si sarebbe svolto. E sostanzialmente, al di là di certi dettagli che devono per forza essere mantenuti come l’incanutimento dei capelli di Nathan, finiscono in questo modo per reinventare quasi tutto.



Il caso dell’assassinio di Laura Never (ammesso poi che tale assassinio sia davvero avvenuto…), grazie anche a certi arditi escamotage narrativi ormai abbastanza in voga, come la relativa facilità con cui i morti possono essere fatti risorgere e le memorie possono essere parzialmente manipolate, diventa così una sorta di intricato complotto alla Jason Bourne, una storia con molteplici misteri dentro misteri che almeno per ora sta funzionando perfettamente. Gli autori hanno senz’altro già ottenuto uno degli obiettivi principali che stanno a cuore anche e soprattutto agli editori, far venir voglia ai lettori di leggere anche i numeri successivi…


Andrea Cantucci





NATHAN NEVER ANNO ZERO

Miniserie di 6 numeri
Testi: Bepi Vigna
Disegni: Roberto De Angelis
Collana: Nathan Never Gigante n°19/24
Formato: 96 pag. in bianco e nero
Editore: Bonelli
Periodicità: Mensile
Data di uscita: dal Giugno 2016
Prezzo: € 3,50 ad albo



lunedì 18 luglio 2016

IL TESORO DEL RE: I PIRATI DELLA MAGNESIA #2


I Pirati della Magnesia #02 – Il tesoro del Re
Tutto cominciò il giorno in cui Sambukan, il capo dei Pirati della Magnesia, avvertì la sua banda che gli inglesi, capitanati da Lord James Brooke, stavano trasportando il tesoro del Re e poteva essere la giusta occasione per i pirati per combinare qualcosa di buono.
Molti di loro infatti (per non dire tutti) si lamentavano del fatto che da mesi ormai non mettevano a segno un buon colpo e le loro finanze erano così malridotte da non poter comprare neppure le munizioni per le loro pistole. Anche Marianna Kan, la moglie di Sambukan, era delusa da una vita che aveva immaginato diversa, tra lusso e gioielli e pensò che stavolta era la volta buona per riscattarsi da una vita di miseria e privazioni.
Ma sarà davvero così?

È possibile scaricare gratuitamente l’albo dal sito della Libreria Digitale Subaqueo: www.subaqueo.it