giovedì 1 aprile 2021

GRANDI COMICI DEI COMICS (II) - BILL WATTERSON, UNO SPONTANEO ARTISTA NON IN VENDITA, Prima parte (1958-1988): Primi tentativi e successi improvvisi di un volitivo ragazzo creativo

Vite e opere dei maestri dell’umorismo disegnato
a cura di Andrea Cantucci
Autoritratto di Bill Watterson con Calvin e Hobbes


Nelle puntate precedenti abbiamo parlato del grande Quino, scomparso lo scorso anno, un autore che dopo nove anni scelse di interrompere la sua più famosa creazione, la striscia di Mafalda, per dedicarsi ad altro.
Ma non è stato l’unico fumettista ad aver privilegiato le proprie esigenze creative, anziché ripetersi all’infinito per ottenere vantaggi economici. Un altro autore 20 anni dopo fece la stessa scelta, smettendo di disegnare la sua striscia a dieci anni esatti dall’esordio, nonostante il successo mondiale riscosso. Stiamo parlando di…



“La mia strip crea deliberatamente due versioni della realtà, senza vincolarsi a nessuna di esse.”

Bill Watterson (da un’intervista su The Comics Journal del Marzo 1989)



“… i lettori erano pronti per la strip nello stesso momento in cui io ero pronto a disegnarla.”

Bill Watterson (dall’introduzione a The Complete Calvin and Hobbes, 2005)



William Boyd Watterson II, detto Bill, nasce a Washington il 5 Luglio 1958. Sei anni dopo si trasferisce coi suoi in Ohio, a Chagrin Falls, in una zona collinare vicina ai boschi. Patito di strisce a fumetti dalla più tenera età, viene incoraggiato su quella strada dai genitori, un avvocato specializzato in brevetti con l’hobby della pittura e una casalinga consigliere comunale. Da bambino sogna di diventare autore di fumetti o astronauta, colleziona i volumi delle strisce di Peanuts di Charles Schulz e ama disegnare dinosauri e piccole storie.

Bill Watterson a 18 anni, sull'annuario scolastico 1976

Al liceo, nell’ambito di un corso di Tedesco inventa la strip ”Raumfahrer Rolf” (Rolf Pilota dello Spazio) e pubblica dei disegni ancora grezzi sul giornalino ”Tiger Times” (Età da Tigri) e sull’annuario scolastico 1976, sulla cui copertina inserisce in mezzo a molte altre cose anche lo stemma della scuola, una testa di tigre.

copertina dell'annuario scolastico 1976

Frequenta poi il Kenyon College di Gambier, sempre in Ohio, dove studia Scienze Politiche e segue anche lezioni di disegno, ma impara a dipingere da solo per non deviare dal percorso di studi pagato dai genitori.

corso di disegno al college (1980)


Qui perfeziona il suo stile, subendo l’influenza del vignettista Jim Borgman, da poco laureatosi nella stessa scuola. Riproduce sul soffitto del dormitorio “La Creazione di Adamo” di Michelangelo e, tra il 1976 e il 1980, pubblica ogni settimana vignette di satira e vita studentesca su The Kenyon Collegian, il giornale del college.

I Compagni.. vignette per The Kenyon Collegian (1980)


Poco prima di laurearsi, nel 1980, spedisce a vari giornali le sue migliori vignette sperando di trovare lavoro e, appena laureato, è assunto in prova per sei mesi dal Cincinnati Post per realizzarne una al giorno in prima pagina. Ma la sua mancanza di familiarità con la politica locale e l’inusuale originalità dei suoi lavori non sono apprezzati dai redattori, né dai lettori. Molti suoi disegni sono rifiutati e viene licenziato dopo un paio di mesi.

la 1a vignetta sul Cincinnati Post (18 Giugno 1980)


Ma è sempre deciso a diventare cartoonist e a lavorare ai fumetti dei quotidiani. Propone progetti di strip alle agenzie, ma il primo, “Spaceman Spiff” (L’Astronauta Spiff, come Rolf una parodia delle space opera alla Star Wars), è rifiutato così come i successivi. Per alcuni anni, lavora quindi in un’agenzia pubblicitaria, ad annunci di prodotti alimentari, e come vignettista freelance, collaborando dal 1981 alla rivista ”Target, trimestrale di disegno politico”, di cui disegna delle copertine in cui imita efficacemente gli stili dei vignettisti che ritrae.

la copertina di Target No.1 (Autunno 1981)


Intanto, nella sua vita privata ha una ragazza, Melissa Richmond, con la quale convola a nozze nel 1983.

la moderna vita di coppia in una vignetta del 1982


Lo stesso anno disegna varie illustrazioni per il ”Mark Twain Journal”, ispirate a frasi del famoso scrittore, e inizia a realizzare molte vignette per i giornali del gruppo Sun di Cleveland, i cui redattori apprezzano la sua vena surreale e provocatoria. Nel frattempo, continua sempre a proporsi alle agenzie dei quotidiani.

ritratto di Twain per il Mark Twain Journal (1983)


Il suo sesto tentativo di strip, ”In the Doghouse” (In Disgrazia), è rifiutato dalla Universal Press Syndicate nel 1983. Ma l’anno dopo lo sottopone alla United Feature Syndicate e l’editor Sarah Gillespie lo incoraggia e gli consiglia di eliminare il ragazzo protagonista e concentrarsi sul fratellino Marvin, che in classe sogna a occhi aperti d’essere astronauta e la cui tigre di pezza Hobbes pare dotata di vita propria (come il Tigro dei libri di Winnie Pooh, ma l’autore dirà di non averci pensato; d’altronde la tigre era anche lo stemma del suo liceo).

strisce di prova della serie In The Doghouse (1983)


Bill rielabora la strip fondendo gli stili delle sue due serie preferite, Peanuts e Pogo, e la intitola al boyscout di sei anni Calvin e alla sua tigre-peluche Hobbes, per lui un vivo compagno di giochi, per gli altri un pupazzo inanimato (i nomi citano quelli del teologo Jean Calvin, o Giovanni Calvino, e del filosofo Thomas Hobbes).

strisce di prova di In The Doghouse con Marvin (1983)


Poi la ripropone alla United, che però pone una condizione per accettarla. Pretendono che a Calvin e Hobbes sia affiancato come protagonista Robotman, un personaggio di cui hanno acquistato i diritti per sfruttarne il merchandising. Watterson rifiuta fermamente tale imposizione. Dichiarerà qualche anno dopo che, se avesse accettato, lo “scopo ultimo sarebbe diventato vendermi, non esprimermi.” Dalla United quindi respingono la strip, ritenendo che com’è non venderebbe, e per un po’ Bill torna alla pubblicità e alle vignette freelance.

versione di prova di Calvin & Hobbes (1984)


Tutto poteva finire lì, ma poi decide di sottoporla anche alla Universal Press, dove la nuova versione viene ora accettata con entusiasmo. L’editor gli suggerisce soltanto che potrebbe voler mostrare gli occhi di Calvin, all’inizio del tutto nascosti sotto i capelli, e lui lo ridisegna con una caratteristica chioma irta e spigolosa.

vignetta di satira politica per il giornale Sun Star (1984)


La prima striscia di “Calvin and Hobbes” esce così su 35 quotidiani il 18 Novembre 1985, seguita dopo sei giorni dalla prima tavola domenicale. La divisa da boyscout è stata accantonata. Calvin la porterà mesi dopo soltanto in una manciata di strisce, ma conserverà sempre l’indole dell’esploratore amante della natura.

Calvin and Hobbes, prima striscia (18 Novembre 1985)


Lo stile non è ancora affinato, la grafica segue l’usuale gabbia a vignette regolari, al disegno manca la cura che acquisterà presto, eppure i contenuti sono già efficacissimi. La strip porta alle estreme conseguenze, aggiornandole, sia le fantasie di Snoopy che la magia dell’infanzia del Barnaby di Crockett Johnson.

Calvin boyscout in una striscia del 1986


Il burrascoso rapporto di Calvin cogli anonimi genitori messi a dura prova dal suo rifiuto di seguire le regole del mondo reale, i dialoghi e scontri con la tigre che incarna il suo lato più libero e saggio, il suo immaginarsi nelle vesti di eroi o mostri per sfuggire una realtà opprimente e noiosa, sono elementi che si amalgamano in un’opera profonda e spassosa al tempo stesso, ambientata in una cittadina rurale simile a Chagrin Falls.

Calvin e Hobbes nella prima tavola domenicale (24 Novembre 1985)


Del resto, il padre di Calvin ha in pratica lo stesso aspetto di Watterson senza i baffi e il carattere di suo padre, la ripida collina da cui spesso Calvin e Hobbes si lanciano in discesa su carretti o slitte ricorda quella che era presso casa sua e le movenze feline di Hobbes sono ispirate a quelle del suo gatto siamese Sprite.

Calvin e Hobbes spericolati in una tavola del 1986


Nella prima strip Calvin interpreta l’esploratore Safari Al, ma undici giorni dopo esordisce il suo alter ego più noto, ripreso dal primo progetto rifiutato all’autore, Spaceman Spiff, eroe spaziale che vede gli ambiti in cui comandano gli adulti come pianeti ostili e la maestra e i genitori come mostri alieni che vogliono torturarlo.

Calvin è l'audace cosmonauta Spiff in una tavola del Dicembre 1985


Dalla settimana seguente compare anche l’unica amica umana di Calvin, la piccola compagna di classe Susie Derkins, oggetto di dispettose e sgradevoli attenzioni da parte sua. Con l’aggiunta cinque mesi dopo della baby-sitter Rosalyn, ennesima figura autoritaria fonte di conflitti, in breve il cast della serie è già completo.

Calvin scontroso con Susie in una striscia del Maggio 1986


Calvin può immaginare di essere un gigante o un dinosauro, come rivalsa dal dover prendere ordini essendo piccolo, oppure pensarsi minuscolo o invisibile per sfuggire a ogni sorveglianza. Tutto ciò che immagina dà forma a realtà alternative a quella dei grandi, che non capiscono bene cosa faccia. Possono solo constatare quelli che per loro sono i disastri che combina, chiedendosi cos’abbia che non vada quel bambino pestifero.

Il gigante Calvin si prende qualche soddisfazione (tavola del Luglio 1986)


Non si potrebbe esprimere più efficacemente il divario tra il mondo dell’infanzia, la cui esigenza principale è solo quella di giocare, divertirsi ed essere felici, e quello dell’età adulta, incentrato soprattutto su una serie di doveri e costrizioni, sul dover fare insomma un sacco di cose che non si avrebbe nessuna voglia di fare.

La lieve riluttanza di Calvin ad andare a scuola


Per il primo anno le reazioni sono limitate. Solo la rivista Editor & Publisher e il giornale The Plain Dealer di Cleveland parlano della strip. Poi, nel 1987 la Andrews McMeel Publishing, l’editrice che possiede l’Universal Press, pubblica il primo volume intitolato semplicemente ”Calvin and Hobbes”, che ne raccoglie le strisce e tavole uscite fino all’agosto 1986, introdotte dal fumettista Garry Trudeau. A sorpresa, il successo è enorme.

Lettura annoiata del proprio autore sul Los Angeles Times (1987)


In breve, i giornali che pubblicano la striscia diventano 250. Bill Watterson, a 28 anni, è il più giovane autore a ricevere il prestigioso premio Reuben, come miglior fumettista del 1986, e gli dedicano diversi articoli e interviste su vari giornali: sul Los Angeles Times, sul Philadelphia Enquirer, sul Dallas Morning News…

Pose artistiche, da un'intervista su Honk! (1987)


Fin dalle sue prime dichiarazioni, come quelle rilasciate alla rivista Honk!, sostiene che i Fumetti dovrebbero essere trattati come una forma d’Arte a tutti gli effetti. Intanto la sua strip inizia a uscire anche all’estero. In Italia appare su Linus dal Novembre 1987, anche se le prime strisce vengono saltate e recuperate in seguito.

Raccolta Linus del Giugno 1996 con disegno primaverile da una tavola del 1987


Per sfruttare tempestivamente l’improvviso successo, l’editor dell’agenzia Lee Salem chiede a Watterson di produrre o delegare la produzione di oggetti collegati alla serie, ma l’autore è contrario a qualunque tipo di sfruttamento commerciale, né vuole che i suoi personaggi possano essere manomessi da altri. Tuttavia il dialogo con l’agenzia per il momento si mantiene su un piano amichevole e, tra il 1987 e il 1988, Watterson accetta di realizzare due calendari di Calvin & Hobbes, che restano tra i rari oggetti ufficiali di merchandising.

Raro calendario di Calvin & Hobbes (1987)


Intanto Calvin continua a opporsi agli adulti e alle loro regole, calandosi nelle vesti di eroici personaggi come il detective privato Tracer Bullet o il supereroe libertario Stupendous Man (Stupendoman) e, andato a ruba il 1° libro, nel 1988 esce il 2°, ”Something Under the Bed is Drooling” (C’è Qualcosa che Sbava Sotto il Letto).

Secondo volume di Calvin & Hobbes (1988)


Strisce e tavole dei primi due volumi, presto esauriti e ristampati, vengono anche riproposte in formato più grande nel libro“The Essential Calvin and Hobbes” , introdotte nientemeno che da Charles Schulz. Sul retro della copertina sono ben riconoscibili gli edifici e le strade di Chagrin Falls, devastati da un gigantesco Calvin.

Strade di Chagrin Falls sul retro di The Essential Calvin and Hobbes (1988)


Grazie a tanto successo, nella tavola del 28 Agosto 1988, Watterson può permettersi una cosa inaudita per i fumetti dei quotidiani. Invece delle solite 3 strisce rimpaginabili a seconda delle esigenze delle varie testate, disegna un’unica grande vignetta percorsa dai suoi personaggi, anche se dovrà ridisegnarla in due formati, orizzontale e verticale. È il primo chiaro segnale della sua insoddisfazione, rispetto alla costrizione nella rigida gabbia grafica delle strip. Inoltre di lì a poco il rapporto col suo editor, finora idilliaco, rischierà di guastarsi…

Tavola innovativa di Calvin & Hobbes del 28 Agosto 1988



(continua nella seconda parte)



mercoledì 31 marzo 2021

LA PANCHINA

 

Ci sono giorni che sai che arriveranno,

anche se tu cerchi di ignorare il pensiero,

anche se tu pensi di essere preparato.

Ci sono giorni che ti colpiscono come un pugile sul ring

e tu, solo allora, capisci che non si è mai preparati.

Non puoi far altro che ricevere il pugno e cadere a terra

mentre senti l'arbitro che comincia a contare.

Chiudi gli occhi,

e rivedi quella panchina nella piazza del paese

dove ti sedevi tutte le estati con i tuoi genitori.

"Che gelato vuoi, babbo?" gli domandi.

"Cioccolato e crema, come sempre!" risponde.

Si, come sempre.

Per sempre.

ღ









sabato 20 marzo 2021

"FUMETTO, STORIA E POLITICA" DI FRANCESCO MANETTI (VOLUME 1 e 2)


Francesco Manetti


Francesco Manetti da decenni si occupa dei rapporti fra fumetto e politica, fumetto e nazionalismi, fumetto e guerra. Ha pubblicato interventi un po' dappertutto e l'elenco è talmente lungo che ci vorrebbe un libro apposta per contenerlo.
L'autore stesso, a un certo punto, si è accorto di avere fra le mani talmente tanto materiale che avrebbe potuto raccogliere sotto un unico "tetto" per dargli una certa organicità.  Decide quindi di revisionare integralmente quei testi (alcuni erano molto datati, altri presentavano imprecisioni e lacune), e raccogliergli in più volumi dando vita alla collana "Fumetto, storia e politica".



Il primo volume, uscito nel 2020 poco prima dell'inizio della pandemia, s'intitola "Fumetto a Ferro e Fuoco" e si avvale della straordinaria introduzione di Giuseppe Pollicelli.
ll secondo volume, "Fumetto e Acciaio", è uscito da pochi giorni e ha l'impareggiabile prefazione di Moreno "Zagor" Burattini.
Il risultato finale è che non si tratta di semplici antologie o raccolta di testi già editati, in  quanto rispetto alle precedenti pubblicazioni dei singoli interventi molte sono state le integrazioni, gli ampliamenti, le riletture. Insomma un lavoro titanico e di indubbio interesse storico culturale.


Burattini nella sua ficcante introduzione al secondo volume sottolinea che "Ho sempre ammirato (di Francesco Manetti ndr) la sua capacità di nuotare controcorrente e la sua curiosità indirizzata verso
l’imprevedibile. Niente di quanto leggerete in questa raccolta di saggi sul fumetto è scontato o banale."
Anche Pollicelli nella prefazione del primo volume nota che: " Di possedere uno sguardo che va oltre i confini del fumetto, Manetti lo dimostra di continuo, utilizzando la nona arte come trampolino per allargare la propria visuale e, di conseguenza, quella dei suoi lettori"
Entrambi i volumi sono disponibili sia versione elettronica che nella versione cartacea su Amazon.
Ci auguriamo che la collana prosegua negli anni a venire con altri interessanti volumi. 


FRANCESCO MANETTI
FUMETTO, STORIA E POLITICA

VOLUME 1
FUMETTO A FERRO E FUOCO (2020)
INTRODUZIONE GIUSEPPE POLLICELLI
pagg. 453 - € 11,50
ISBN-13 : 979-8619468915

VOLUME 2
FUMETTO E ACCIAIO (2021)
INTRODUZIONE MORENO BURATTINI
pagg. 442 - € 11,50
ISBN-13 : 979-8719902463

EDITORE: AMAZON KDP



Francesco Manetti visto da Luciano Costarelli






martedì 23 febbraio 2021

GRANDI COMICI DEI COMICS (I) - QUINO, UN IMMORTALE UMORISTA UMANISTA, Quarta parte (1984-2020): Come tentare di guarire il Mondo con il Fumetto…

Vite e opere dei maestri dell’umorismo disegnato
a cura di Andrea Cantucci


“Disegno perché il mondo stia dalla parte dei buoni, quella dei Beatles, quella di John Lennon…”

Quino



“…in ogni suo libro è la cosa che assomiglia di più alla felicità: la Quinoterapia.”

Gabriel García Márquez, 1992


una foto di Quino del 2014 accanto alla statua di Mafalda



Dopo la fine della dittatura argentina e il ritorno a casa di Quino, questi con la moglie inizia a trascorrere parte dell’anno a Buenos Aires e parte a Madrid, così da approfittare delle stagioni calde dei due emisferi. Nuovamente nel suo paese, nel 1984 crea disegni con Mafalda e Manolito che insegnano come lavarsi bene i denti per la Lega Argentina per la Salute Orale, tra 1984 e 1987 collabora col regista cubano Juan Padrón ai corti animati “Quinoscopios”, ispirati alle sue tavole, e nel 1988, 5° anniversario del ritorno della democrazia, disegna per il Ministero degli Esteri argentino un manifesto sui Diritti Umani con Mafalda e Libertad.

copertina del 1992 del libro Humano se nasce in edizione italiana


Intanto continua a raccogliere in libri le sue eccezionali tavole senza titolo, raggruppandole per argomenti. Nel 1985 arriva così il volume “Quinoterapia”, sul mondo della Medicina e della Sanità, di cui in Italia è subito pubblicata un’edizione speciale per medici prodotta da una ditta farmaceutica, mentre l’edizione italiana ufficiale di Bompiani esce tre anni dopo. Insieme ai sempre spaesati e indifesi pazienti, ne sono protagonisti di volta in volta medici generici e specialisti, infermieri e chirurghi, ricercatori e psichiatri, in situazioni surreali o allusive di paradossi e storture in un comparto importante e delicato come quello sanitario.

copertina del 2010 dell'edizione italiana di Qué presente impresentable


Nel 1987 è la volta del libro “Sí, cariño” (“Sì, tesoro”, in Italia intitolato “Noi due”), sulle idiosincrasie della vita di coppia: dai matrimoni alle prime notti, dai colpi di fulmine ai corteggiamenti, dalle avventure sognate alle delusioni, dai litigi ai tradimenti, dalla routine alle separazioni, fino alla vecchiaia in comune. Le tante ingenuità e meschinità, difficoltà e contraddizioni, vissute da persone di ogni estrazione in un ambito tanto poco razionale come quello sentimentale, non potevano sfuggire all’impietoso e accurato sguardo dell’autore.

copertina del 1997 dell'edizione italiana di Qué mala es la gente


Per i 25 anni di Mafalda, nel 1989 Quino presenta la mostra “Mafalda inédita” in cui vengono finalmente recuperate ed esposte le strisce in precedenza escluse dalle edizioni in volumi e altri inediti vari. Il libro omonimo, contenente lo stesso materiale, esce in contemporanea in Argentina, Spagna e Messico.

copertina del 1989 di Mafalda inédita, edizione argentina


Nello stesso anno, esce il volume “Potentes, prepotentes e impotentes” (“Potenti, prepotenti e impotenti”, in italiano “Tutti sulla stessa barca”) sui rapporti di potere, che siano tra ricchi e poveri, tra genitori e figli, tra maestri e allievi, tra dirigenti e dipendenti, tra padroni e servitori, tra autorità e cittadini, tra politici e popoli. È evidentemente una delle sue raccolte di maggior contenuto sociale e politico, ma in cui anche i più potenti e prepotenti sono degli ex-bambini che cercano disperatamente di compensare qualche carenza d’affetto e che alla fine risultano essere solo dei piccoli uomini, anche perché c’è sempre qualcuno più in alto di loro.

copertina del 1999 di Potenti,Prepotenti,Impotenti, ristampa BUR


L’autore pubblica poi nel 1990 “La aventura de comer” (“L’avventura di mangiare”, in italiano “Peccati di gola”), in cui il tema del cibo è diviso in una decina di capitoli (“Le provviste”, “I cuochi”, “Le bevande”, “Il servizio”, “Gli spuntini”, “Le diete”, ecc.), divenendo qua e là metafora anche di altri vizi e appetiti. Lo stesso anno, Quino prende la nazionalità spagnola. Segue nel 1991 il volume “Humano se nace” (“Uomini si nasce”) e in quell’anno, a Quino e a Mafalda, viene anche dedicato un francobollo della Repubblica Argentina.

copertina del 1990 di La Aventura de Comer,edizione argentina


Nel 5° centenario dalla scoperta dell’America, il 1992, a Madrid viene allestita e rimane aperta per due mesi l’esposizione di quasi 2000 metri quadrati “El Mundo de Mafalda” (“Il Mondo di Mafalda”), divisa in 7 sale tematiche, in cui la famosa striscia di Quino diventa il filo conduttore per riassumere il contesto storico in cui fu pubblicata e i suoi personaggi prendono la forma di statue di cartone tridimensionali. In particolare nella sala IV ne sono riprodotti quattro scenari: la casa di Mafalda, il parco, la scuola e la drogheria Don Manolo.
Intanto in Argentina esce il volume “Yo no fui!” (“Non sono stato io!), che raccoglie situazioni umoristiche molto varie ma vagamente accomunate dal tema delle colpe e delle punizioni, un meccanismo centrale nella manipolazione delle coscienze, sempre svolto con l’ormai abituale e versatilissima sensibilità dell’autore.

copertina del 1993 dell'edizione argentina di Yo no fui!


Lo stesso anno Quino collabora alle sceneggiature di una nuova serie di cartoni animati di Mafalda, prodotti in Spagna dalla D.G. Producciones e diretti da Juan Padrón, in totale 104 episodi di un minuto, tratti dalle strisce originali ma coi dialoghi sostituiti da un grammelot indistinto, raccolti nel 1994 in un film di 80 minuti.
Sempre nel 1994, per i 30 anni dall’esordio di Mafalda, Bompiani ne pubblica il libro più completo, “Il Mondo di Mafalda. 1964-1994” (da non confondere col volume di testi e immagini dell’omonima mostra madrilena di due anni prima), che in oltre 500 pagine di grande formato ne raccoglie tutte le strisce, comprese quelle ancora inedite in Italia, più i bozzetti per i cartoni animati e molti disegni per manifesti, cartoline e dediche…

copertina del 1994 del volume italiano per i 30 anni di Mafalda


Il corpus principale delle 1929 strisce di Mafalda è poi ristampato anche nella serie BUR di Rizzoli, suddiviso in due volumi del 1995 che, a rischio di originare qualche confusione, riutilizzano i titoli già usati ventisei anni prima per i primi due libri di Bompiani, “Mafalda la contestataria” e “Mafalda colpisce ancora”.

copertina del 1995 del 1° volume di Mafalda della BUR



I successivi libri di Quino, in cui fin dai sarcastici titoli è evidente il sempre maggior pessimismo rispetto alla condizione umana globale, sono, nel 1996 “Que mala es la gente” (“Com’è cattiva la gente”), edito in Italia dalla Bompiani, e nel 1999 “Cuánta bondad!” (“Quanta bontà!”), edito in Italia da Salani solo 9 anni dopo.

copertina del 1999 dell'edizione argentina di Cuànta Bondad!


Infatti, se nei paesi di lingua spagnola la sua fama non viene mai meno, nell’Italia dell’era berlusconiana i volumi di Quino non sono più tradotti tempestivamente come un tempo. Nonostante ciò due dei libri già editi in Italia da Bompiani, “Tutti sulla stessa barca” e “Noi due”, nel 1999 sono ristampati da Rizzoli nella BUR, nel singolo volume “Potenti, prepotenti, impotenti”, traduzione letterale del titolo originale del primo dei due.

copertina del 1990 dell'edizione italiana di Potentes prepotentes e impotentes


A partire dai primi anni nel nuovo millennio, Quino riceve vari importanti riconoscimenti. Nel 2000 gli viene assegnato in Spagna il Premio Iberoamericano di Umorismo Grafico Quevedos e nel 2001 gli è dedicata una mostra a Roma, dal titolo “Il padre di Mafalda ha altri figli”, che riguarda la sua produzione in generale.

copertina del 1992 del volume della mostra spagnola El Mundo de Mafalda



Una selezione del meglio dell’autore viene raccolta nel 2001 nel volume di oltre 500 pagine “Esto no es todo” (“Questo non è tutto”, ancora inedito in Italia) e nel 2004 esce una sua nuova raccolta, “Qué presente impresentable!” (“Che presente impresentabile!”), pubblicata in Italia da Salani sei anni dopo.

copertina del 2001 dell'edizione argentina di Esto no es todo



Nel 2005 Quino riceve un altro prestigioso premio spagnolo, la Encomienda de Isabel la Católica de España, ennesimo segno che nel paese iberico i tempi sono ormai definitivamente cambiati da quando, sotto la dittatura di Franco di trentacinque anni prima, i libri con le sue strisce venivano vietati ai minori.
Nello stesso periodo, a Buenos Aires varie iniziative celebrano la sua creazione più nota: nel 2005 si inaugura per la seconda volta la Plaza Mafalda, nel 2007 in via Chile 371 è posta una targa con scritto “Qui visse Mafalda…”, nel 2008 è installato un lungo murale coi personaggi della striscia e nel 2009 è collocata su una panchina una statua di Mafalda di 80 cm dell’artista Pablo Irrgang, a cui in seguito verranno aggiunte anche quelle di Manolito e Susanita. Proprio in quell’anno Quino annuncia il suo ritiro, per problemi alla vista.

placca dedicata a Mafalda in via Chile 371 a Buenos Aires



La sua ultima vignetta con Mafalda esce il 23 ottobre 2009 sul quotidiano italiano “La Repubblica”, contro le infelici frasi misogine dell’allora presidente del consiglio, personaggio che ricorda abbastanza certi piccoli ometti di potere ridicolizzati nelle sue tavole, come dire che la realtà ha ormai raggiunto e superato anche le più esasperate delle sue candide ma graffianti rappresentazioni satiriche della nostra società.

ultima vignetta di Mafalda (contro l'allora presidente del consiglio) del 23 ottobre 2009



A coronamento della sua carriera, nel 2010 Quino è nominato in Francia Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere e, per i suoi 60 anni da disegnatore umoristico e i 50 anni di Mafalda, nel 2014 è omaggiato dalla Francia anche con la Legion d’Onore e dalla Spagna col Premio Principe delle Asturie, mentre l’Uruguay gli dedica un più modesto francobollo, a cui si aggiungerà quello stampato dalla Spagna tre anni dopo.

una stampa filatelica spagnola dedicata a Quino (31 marzo 2017)


Nel 2016 presenta il suo ultimo libro, “Simplemente Quino” (“Semplicemente Quino”), e nel 2017, dopo la morte della moglie, ritorna a Mendoza, nella sua città natale, dove la sua vita ha termine per un ictus, a 88 anni, il 30 settembre 2020. Ma gli sopravvivono le sue innumerevoli tavole e strisce meravigliose, che continueranno a rendere il mondo un po’ meno triste e molto più consapevole, perché Quino non si è limitato a farci sorridere, ma esattamente com’era nelle sue intenzioni e come ha dichiarato lui stesso in un’intervista, ha anche “interpretato e trasmesso quello che tanta gente pensa e sente…”.

una immagine di Quino sulla copertina dell'ultimo libro, edizione spagnola 2016



Andrea Cantucci





Qui la prima parte, qui la seconda e qui la terza.





sabato 30 gennaio 2021

SBAM! COMICS 52 ONLINE




È uscito in rete il numero 52 di Sbam! Comics, la rivista a fumetti sui fumetti scaricabile gratuitamente dal sito dell'editore con un numero dal sommario ricchissimo! 

COVER STORY
Una casa editrice americana, fondata da un affermato sceneggiatore di serie tv, che annovera nel suo staff grandi nomi del Fumetto americano: questa è Sitcomics, la realtà editoriale che lancia serie innovative e originali, arricchite da «un inedito tocco da sitcom». Per noi di Sbam! è un onore e un piacere proporle in edicola e in fumetteria al pubblico italiano! In queste pagine, l’intervista agli autori Darin Henry e a Jeff Shultz.

DA DRACULA A SUPER ‘SUCKERS
I Super ‘Suckers – prima serie Sitcomics/Sbam! a giungere in edicola – sono i discendenti di una nobilissima dinastia di personaggi, da Dracula ad oggi, passando per i vari Morbius, Cassidy, Wurdalak, Rakosi, Dampyr e molti altri, ecco un rapido excursus sui prìncipi della notte a Nuvolette.

LA FILOSOFIA DI FRED
Disegni semplici e immediati, un tratto e un uso del colore molto caratteristico, battute rapide e precise per affrontare temi eterni quali l’amicizia, l’amore, perfino la morte: tutto questo ci porta a conoscere la filosofia di Fred, il peculiare piccolo eroe (è… una caramella gommosa “viva”!) di Monica Ciabattini.

IL TEATRO DI BURATTINI
La nostra consueta chiacchierata con Moreno Burattini, scrittore, sceneggiatore, umorista, curatore della testata di Zagor e soprattutto grandissimo appassionato di fumetti. Parliamo di vampiri, di strip umoristiche, di consigli di lettura e di haters online…

LA FUMETTEDICOLA
Torniamo a parlare della tristemente nota crisi delle edicole, quella che ha portato alla chiusura di moltissimi punti vendita in Italia. Abbiamo incontrato Paolo Cini, edicolante di Pontedera, che ha pensato di “specializzare” con il Fumetto un ampio settore del suo locale.




ALTRI FUMETTI
Il nostro consueto, sontuoso mucchio di strip, tra SPQR, Rapa&Nui, Gatto Pepè, PV e Tarlo, oltre alla novità Fred di Monica Ciabattini. Ancora una puntata dello Zio Dragoou di Ugo D’Orazio. L’umorismo dei Flippies (di Pieri & Cryx), dei Chinson (di Mario Airaghi), di The Gingerbread Man (di Croce & Di Marco). La Vita da guida di Lucia Cheli e i peculiari neonati di Andrea Laprovitera e Valentina Raddi.

Tutto questo e molto altro su Sbam! Comics 52.

giovedì 28 gennaio 2021

SUPER SUCKERS #1 - SORELLE DI SANGUE

E' sempre bello andare in edicola e trovare una nuova serie a fumetti, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo con molti periodici che chiudono. Ci vuole quindi un pizzico di incoscienza e di sana pazzia o semplicemente una grande passione da parte di chi decide di affrontare questa sfida.

E' il caso della piccola casa editrice Sbam! Comics il cui boss, Antonio Marangi, posso dire di conoscere abbastanza bene. Dieci anni fa, poco dopo il lancio della rivista gratuita "Sbam! Comics - la rivista digitale della passione a fumetti" lo contattai inviandogli in visione dei miei lavori. Inizio quindi una collaborazione che si è concretizzata successivamente anche nel loro progetto successivo, gli Sbam! libri, una collana che raccoglie il meglio dell'umorismo a fumetti di grandi autori del passato, ma anche di autori esordienti o semisconosciuti come il sottoscritto. 

Quella di Antonio è una vera e profonda passione dei fumetti che parte da Geppo e Soldino e prosegue fino a Zagor e l'Uomo Ragno. Ecco perché con la preziosa complicità di Roberto Orzetti, che ha scovato in rete l'editore Sitcomics, si sono lanciati in questa nuova avventura: produrre la versione italiana di questi fumetti. 

Prima e quarta di copertina di Super 'Suckers


Il primo che arriva in edicola è appunto Super 'Sucker #1, scritto da Darin Henry autore di famose serie tv come Seinfeld o Futurama. E questo fumetto è scritto appunto proprio come una serie tv, con episodi interrotti da brevi spot, in questo caso realizzati appositamente e rigorosamente a fumetti. 

Il linguaggio fresco e scorrevole dei testi, ben si coniuga con uno stile classico dei disegni realizzati in questo primo numero da Jeff Schultz (e altri grandi autori seguiranno nei prossimi numeri). Nel disegno della maggior parte delle vignette si punta tutto sulla recitazione dei personaggi, tralasciando un pò gli sfondi che spesso sono inesistenti o appena accennati. 

E' un fumetto spillato a colori che ricorda, ai vecchi lettori come me, i mitici albi della Corno con una foliazione di 64 pagine, seguendo una tendenza che si va affermando anche in altri editori come la Bonelli. La storia si apre con due ragazze, una bionda e una mora che scoprono di essere state vampirizzate dallo stesso ragazzo e quindi si devono adattare alla loro nuova realtà con divertenti giochi degli equivoci come quelli con il bel Richard, cacciatore di vampiri...

Non vi resta quindi che andare in edicola e scoprire il resto. Buon divertimento

SUPER SUCKER #1
SORELLE DI SANGUE
Mensile, Gennaio 2021
pagg. 64, € 4,90
Testi: Darin Henry
Disegni: Jeff Shultz
Copertina: Jeff Shultz
SBAM! MAG Anno 1 numero 1


martedì 26 gennaio 2021

GRANDI COMICI DEI COMICS (I) - QUINO, UN IMMORTALE UMORISTA UMANISTA, Terza parte (1972-1983): Come salvarsi la vita da una dittatura disegnando

 Vite e opere dei maestri dell’umorismo disegnato 

a cura di Andrea Cantucci

“Non credo alle mie illusioni ma non riesco ad abbandonarle.”

Quino

autoritratto di Quino

Il secondo volume di vignette e tavole di Quino uscito in Argentina nel 1972, “A mí no me grite!” (alla lettera “Con me non alzi la voce!”, ma pubblicato in Italia da Bompiani nel 1973 col titolo “Lei non sa chi sono io”), ha un tale riscontro immediato di vendite che l’anno dopo ne esce un terzo volume, “Yo que usted…” (“Io al suo posto…”), inedito da noi. Tra il suo primo libro di vignette e il secondo, erano invece trascorsi nove anni.

Bompiani,copertina del 1973 dell'edizione italiana di A mì no me grite


È chiaro che il successo internazionale di Mafalda ha attratto l’attenzione su di lui, aumentando la popolarità anche di tutti gli altri suoi lavori. Inoltre, nel periodo trascorso in gran parte a disegnare le strisce della sua creazione più famosa, il suo stile si è evoluto e affinato. Ora nelle vignette usa spesso graffianti dialoghi allusivi, nelle tavole padroneggia sempre meglio il linguaggio sequenziale a fumetti e risulta così sempre più efficace anche la sua capacità di evidenziare complessi, ipocrisie e compensazioni autoritarie della società.

cafkiana copertina del 1973 di Yo que usted...,edizione argentina


Senza assolvere nessuno, col tempo Quino evidenzia sempre di più i tanti aspetti di un mondo che non funziona e di cui a quanto pare non riesce proprio ad accettare passivamente le troppe storture e ingiustizie.

candida satira di Quino contro le dittature fasciste


Sia pure in modo generico e senza mai riferimenti a personaggi precisi, mette in ridicolo istituzioni e politici, burocrati e militari, ideologie e religioni, sistemi economici, educativi e sanitari. I soli e autentici valori che Quino difende sono l’umanità, la giustizia, i diritti umani, la possibilità per tutti di vivere una vita libera e felice, ed è per questo che il suo umorismo resta valido sempre e dovunque, in qualunque epoca o paese.

cene eleganti e conflitti sociali in un'illustrazione di Quino


Tanto è vero che da metà anni ’70 Mafalda inizia ad apparire anche in paesi asiatici, a partire dal Giappone e poi a Taiwan, mentre in Spagna e Italia le sue strisce sono riadattate anche in libri per bambini, editi da noi prima da Mondadori e poi da Fabbri. Nel caso della Spagna è significativo, perché negli anni del regime di Franco i volumi di Mafalda erano vietati ai minori, il ché non ne impedì il successo e la diffusione a livelli mai raggiunti da una strip comica straniera. Ma evidentemente, dopo la morte del dittatore nel 1975, la nuova apertura democratica inizia a rendere accessibile anche ai bambini un personaggio che parla di diritti umani.

cineseggiante Mafalda su un'edizione di Taiwan


Invece nel clima di reazione fascista dell’Argentina di allora, Quino rischia la vita anche solo per le idee di libertà e democrazia spesso espresse nel suo lavoro. Nell’autunno 1975 una squadraccia armata fa irruzione a casa sua per intimidirlo e una bomba viene collocata davanti alla sede dell’Editorial Abril, per cui lavora. 

coll'avanzata dell'estrema destra,Mafalda si preoccupa


Così, nel marzo 1976, quando un ennesimo golpe porta al potere il sanguinario regime del generale Videla, Quino lascia il paese insieme a sua moglie e si trasferisce in Italia, a Milano, per poi soggiornare anche a Barcellona, Madrid e Parigi, viaggiando per promuovere i suoi libri pure in Germania, Messico e Stati Uniti.

colpo di stato militare in una vignetta di Quino


Poco dopo torna brevemente a disegnare Mafalda su invito dell’UNICEF, in dieci vignette e un poster che illustrano la “Dichiarazione dei Diritti del Bambino”, col suo consueto umorismo provocatorio. E dopo l’esperienza dell’esilio a cui è stato costretto a ricorrere per salvarsi, è del tutto comprensibile che in una delle vignette faccia dire a Mafalda che il vaccino di cui ci sarebbe bisogno è quello “contro il dispotismo”. 

contro il dispotismo,una delle vignette di Quino per l'UNICEF


D'altronde, a parte le ennesime angosce inflittegli, tutto ciò che la dittatura ha ottenuto scacciandolo è stato di rendere più stretti i rapporti tra Quino e gli editori europei e di facilitare così la diffusione dei suoi lavori e dei suoi libri nel mondo. Infatti la sua nuova raccolta in volume del 1976 non esce solo in Argentina, ma è contemporaneamente pubblicata in Italia da Bompiani col titolo “Bene, grazie, e lei?”, in Spagna da Editorial Lumen col titolo originale ed equivalente “Bien, gracias.¿Y usted?”, in Germania da Stalling Verlag come “Der grösse Quino” (“Il grande Quino”) e in Francia da Glénat, due anni dopo, col titolo “Pas mal, et vous?”. 

copertina del 1976 di Bien,gracias.Y usted, edizione argentina


Nel 1977 Quino vince il Primo Premio al Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera per dei disegni sul tema “La Burocrazia” e lo stesso anno un altro suo volume esce in Spagna, Messico e Argentina col titolo “Hombres de bolsillo” (“Uomini tascabili”), mentre in Italia la Bompiani lo intitola “Capirà, caro lei!”. Con tale titolo si perde però il riferimento al concetto di ”uomo da taschino”, come quello visibile in copertina, che pur cambiando fisionomia è l’ideale protagonista di molte vignette e tavole di Quino, un piccolo uomo con piccole aspirazioni prigioniero del suo piccolo mondo in balia di profittatori più grossi e spietati di lui. È un tipo in cui si può riconoscere gran parte dei lettori, a condizione di essere abbastanza onesti da volerlo ammettere… 

copertina del 1978 dell'edizione italiana tascabile di Hombres de bolsillo


In Italia la Bompiani pubblica poi, nel 1978, il volume di grande formato “Tutta Mafalda”, che ne raccoglie le 1929 strisce già apparse nella decina di libri precedenti, con in appendice le vignette disegnate per l’UNICEF, anticipando così il volume in spagnolo “Toda Mafalda”, che uscirà in Argentina e in Spagna solo nel 1992. 

copertina del 1978 di Tutta Mafalda


Sempre nel 1978 l’editore Stalling Verlag pubblica in Germania “Der kleine Quino” (“Il piccolo Quino”), mentre in spagnolo esce ”Gente en su sitio” (“Gente al suo posto”), edito in Italia da Mondadori l’anno dopo col titolo “Stai al tuo posto!”. Anche in questo libro si alternano tavole e vignette su temi molto vari: la vita di coppia, l’abbigliamento, la salute, i comizi, la viabilità, i viaggi, i naufragi, la burocrazia, il sesso, la morte, l’archeologia, gli affari, ecc., ecc. Tutto può essere usato da Quino per far riflettere sulla condizione umana. 

copertina del 1979 della edizione italiana di Gente en su sitio


Tra le tante testate periodiche internazionali che, tra gli anni ’70 e ’80 del ‘900, pubblicano regolarmente le tavole di Quino, troviamo in Italia “Panorama”, “L’Europeo”, “Il Mago” e “Eureka”, in Spagna “Triunfo” e “Por Favor”, in Francia “Paris-Match”, in Germania “Quick, Pardon”, in Svizzera “Tages Anzeiger” , in Messico “Excelsior”, in Argentina il settimanale “Siete Días Ilustrados” e la rivista domenicale del giornale “Clarín”. 

copertina del 1979 della rivista Il Mago con disegni di Quino


Se i primi libri di Quino avevano titoli vaghi e contenevano tavole su soggetti vari, con la sola costante della sua sottile e surreale ironia, all’inizio degli anni ’80, disponendo ormai di una vasta produzione, comincia a raggrupparle in base a singoli temi in una fortunata serie di volumi, puntualmente editi in Argentina da Ediciones de La Flor, in Spagna dall’Editorial Lumen, in Francia da Glénat e in Italia da Bompiani, a cura di Marcelo Ravoni, poco tempo dopo l’edizione in spagnolo. Nel 1980 esce così “A la buena mesa” (“Alle buone tavole”), in contemporanea in Argentina, Italia e Spagna. Il cibo e la cucina sono temi su cui Quino tornerà ancora, dato che si prestano a rappresentare anche istinti e appetiti umani meno sani del semplice nutrirsi. 

copertina del 1980 dell'edizione italiana di A la buena mesa


Nel 1981 esce invece “Ni arte ni parte” (“Né arte né parte”), suddiviso nei capitoli “Musica”, “Letteratura”, “Pittura” e “Scultura”, una raccolta edita in italiano da Bompiani l’anno seguente, che passando in rassegna varie forme d’arte fornisce un gustoso spaccato del mondo della creatività, con le sue mode e ipocrisie, e dei vari possibili destini degli artisti, di volta in volta isolati o assediati, frustrati o incensati, sfruttati o gratificati. 

copertina del 1982 dell'edizione italiana di Ni arte ni parte


Intanto Daniel Mallo, già responsabile dei cortometraggi a cartoni animati del più noto personaggio di Quino, ha prodotto un intero film animato di Mafalda di 75 minuti, diretto da Carlos D. Marquez su disegni di Alberto Cabado, distribuito in Argentina nel 1982 col titolo “Mafalda, la película” (“Mafalda, il film”) e in Spagna come “El Mundo de Mafalda” (“Il Mondo di Mafalda”), mentre in Italia si dovrà aspettare l’edizione in DVD. 

la locandina del film di Mafalda del 1982


L’anno seguente, nel 1983, esce il libro “Dejenme inventar” (“Lasciami inventare”, edito in Italia l’anno dopo da Mondadori col titolo “Fantasticherie”), che raccoglie le tavole di Quino sulle situazioni più anomale, surreali e strampalate, ambientate nello spazio astronomico o celeste, o vissute in luoghi esotici, o familiari, per esempio in una toilette, o davanti allo specchio, con personaggi come i soliti naufraghi o la classica Morte con la falce, che a volte fanno uso di strani oggetti o si servono soltanto della propria immaginazione. 

la versione italiana di Dejenme inventar,1984


Dieci anni dopo, i due libri di Quino pubblicati in Italia da Mondadori, “Stai al tuo posto!” e “Fantasticherie”, saranno ristampati insieme da Rizzoli, nel volume della BUR “Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?”. 

una ristampa di Quino in un volume della BUR del 1993


Intanto la fallita invasione argentina delle isole Falkland ha portato la giunta militare a dimettersi nel 1983 e Quino può infine tornare senza rischi nel suo paese, a Buenos Aires, anche se non lascerà mai del tutto l’Europa. Soprattutto non smetterà di creare i suoi fumetti profondi e fantasiosi e raccoglierli in sempre nuovi volumi, continuando così a evidenziare l’enorme distanza tra il mondo com’è e come vorremmo che fosse… 


vignetta di Quino sulle contraddizioni tra ideali e società

(continua nella quarta e ultima parte)

Qui trovi la prima parte e qui la seconda