sabato 17 luglio 2021

L’OSCURA ORIGINE DELLA TENEBROSA SAGOMA DI BATMAN - Parte 1: E se un Uomo-Pipistrello fosse veramente esistito due secoli fa…?

 

Batman - Caped Crusader, nuova serie animata prevista per il 2022

Leggere divagazioni tra le nuvole di Andrea Cantucci



“… era apparsa una misteriosa figura, di almeno sei piedi d’altezza, nera, macabra,

e che distendeva ciò che sembrava essere un paio d’ali dalle sue spalle.”

dalla serie a fascicoli Spring-heeled Jack (1904)



Il mito dell’Uomo-Pipistrello è più vivo che mai. Sono imminenti nuove versioni animate e cinematografiche e anche da noi se ne continuano a ristampare storie antiche e recenti e se ne rivedono in TV i vecchi telefilm.

Batman & Bill Finger sulla copertina di Bill the Boy Wonder (2012)

Speriamo prima o poi di vedere tradotta in italiano pure la biografia a fumetti del 2012 “Bill the Boy Wonder, the Secret Co-Creator of Batman” (Bill il Ragazzo Meraviglia, il Segreto Co-Creatore di Batman) scritta da Mark Tyler Nobleman con i disegni di Ty Templeton, la vera storia di come Batman fu creato nel 1939 con il determinante apporto dello scrittore Bill Finger, a cui il disegnatore Bob Kane sottrasse ogni riconoscimento e diritto d’autore prendendosene tutto il merito, grazie al fatto di essere lui a tenere i contatti con l’editore.

Batman & Bill, poster del documentario del 2017

Anche il regista Don Argott, nel 2017, ha dedicato a Finger il documentario “Batman & Bill, A Secret Identity Finally Revealed” (Un’Identità Segreta Finalmente Svelata), che sarà altrettanto difficile vedere in italiano.

Batman nel 1°disegno di prova di Bob Kane (1939)

In realtà Bob Kane, ricalcando una posa di Flash Gordon, aveva ideato un superman biondo dalla tuta rossa, con mascherina alla Phantom e ali copiate dalle macchine volanti di Leonardo, che dovevano fargli da aliante e ricordavano i pipistrelli. Quindi scelse come nome The Bat-Man e poi mostrò i bozzetti all’amico Bill Finger.

Batman nella 1a copertina su Detective Comics n°27 (primavera 1939)

Finger, che dal 1938 gli scriveva le storie, suggerì d’aggiungere un cappuccio fin sul naso per farlo somigliare di più a un pipistrello, delle sole fessure bianche per gli occhi, dei colori grigio-scuri per renderlo più sinistro, un mantello sagomato ad ali di pipistrello invece dell’aliante, dei guanti… insomma tutto ciò che ora identifica Batman, senza contare che si devono a Finger anche la prima impostazione della serie, il nome Bruce Wayne (dal re di Scozia Robert Bruce e dal generale del ‘700 Mad Anthony Wayne), la storia delle origini di Batman, l’ideazione di buona parte dei primi comprimari e antagonisti, la città di Gotham, la Batmobile, ecc. ecc…

Batman nella sua 1a apparizione (primavera 1939)


Ma appurato che gran parte del merito fu di Finger, da dove presero l’idea del costume dalla silhouette con orecchie appuntite a mo’ di corna e mantello plissettato, con tanto di logo a sintetizzarla? Avevano davvero inventato solo per puro intuito, da un momento all’altro, quella che sarebbe diventata una delle più famose icone degli ultimi 80 anni, ispirazione per molte generazioni di autori e inesauribile fonte di guadagni?

Batman sulla sua 2a copertina (1939)


Dato che prima di Batman nei comics USA non c’era nulla di simile, a parte la calzamaglia e gli occhi bianchi di The Phantom, è evidente che il suo costume fu ispirato anche da altri media, dai personaggi letterari e cinematografici con maschere e mantelli neri d’inizio ‘900, come il Fantasma dell’Opera e Zorro, e dai violenti vigilanti dei romanzi pulp degli anni 1930, di cui Finger era un appassionato lettore, quali The Shadow e The Spider. Ma la sua figura potrebbe anche risalire a 100 anni prima… ed essere esistita nel mondo reale (!).
come appare Spring Jack nel 1°racconto del 1838

Risulta da cronache inglesi che dal 1837 l’essere detto Spring-heeled Jack (Jack Dai-tacchi-a-molla), iniziò a fare incursioni a Londra e altre località. Non fu mai preso né si scoprì mai chi fosse, ma aveva aspetto e doti affini al futuro Batman: alto, slanciato, cappa scura a forma d’ali di pipistrello, maschera e casco con orecchi aguzzi o corna, tuta lucida aderente di tela cerata o gomma, occhi luminosi, stivali al ginocchio, capacità di compiere enormi balzi (da cui il nome) e di deviare o evitare i proiettili… e, in più, una risata beffarda (come The Shadow o il Joker), lunghi artigli (come Wolverine o Freddy Krueger) e il potere di sputare fiamme blu.

come fu accolto Spring-heeled Jack a Lincoln (1877)

Ritenuto un demone nel folclore popolare, Spring-heeled Jack fu l’eroe d’avventure immaginarie fin dal 1838, quando il racconto “The Spring Jack” di Peter Piper ne spiegò i salti con delle potenti molle fissate agli stivali.

comico Spring-heeled Jack di William Reynolds (1878)

Altre sue apparizioni del 1877 alla caserma di Aldershot e sui tetti di Lincoln, dovute a dei probabili imitatori, ispirarono anche un fumetto di una pagina di William Reynolds nel 1878, sul giornale comico ”Funny Folks”.

Copertina di Spring-heeled Jack - serie del 1863 cap.1

In molti drammi teatrali Jack è un criminale, ma nei fascicoli illustrati a puntate intitolati ”Spring-heeled Jack, The Terror of London” è invece un vigilante altolocato che difende i più deboli, perseguita i malvagi, vendica torti e usa un costume demoniaco per suscitare il terrore nei colpevoli… esattamente come farà poi Batman.

Copertina di Spring-heeled Jack - serie del 1863 cap.45

Essendo pubblicazioni di vari editori, e con autori spesso anonimi, l’identità di Jack cambiava sempre. Nella serie in 40 albi del 1863 si suggerisce che sia il marchese di Waterford (realmente esistito e che fu davvero sospettato), qui visto come un nobile pentito che denuncia i soprusi dell’aristocrazia difendendone le vittime.

Copertina di Spring-Heeled Jack - serie del 1886 n°1

Nella storia uscita sulla collana“The Boy’s Standard” tra 1878 e 1879, è il baronetto Jack Dacre a mascherarsi per riappropriarsi della sua eredità, usando doti speciali acquisite in oriente (come farà anche The Shadow).

Copertina di Spring-heeled Jack - serie del 1886


Tra 1885 e 1897, l’alter ego letterario di Jack assume altri nomi ancora, Oliver Howard, John Ashton o Jack Langton, e spesso agisce in seguito a ingiustizie che hanno colpito dei suoi familiari (come sarà per Batman).

Copertina di Spring-Heeled Jack - serie del 1904 n°1 (dipinto di Robert Prowse)

Nei 48 albi della serie del 1886, la sua identità resta segreta fino all’ultima puntata, quando si toglie una tuta da demone che era così attillata da farlo sembrare nudo, (come quelle dei moderni supereroi disegnati).
Copertina di Spring-Heeled Jack - serie del 1904 n°2 (dipinto di Robert Prowse)


Nell’ultima serie di 12 albi del 1904, ma ambientata nel 1805, attribuita ad Alfred Burrage, è il nobile tenente Brentam Wraydon che diventa Spring-heeled Jack dopo un’ingiusta condanna per cui deve fingersi morto, un po’ come il Conte di Montecristo, col quale condivide l’ossessione della vendetta (comune anche a Batman).

da una versione teatrale de Il Vampiro di John W.Polidori (1820 circa)

Wraydon ha perfino le stesse iniziali di Bruce Wayne e, come lui, usa le sue ricchezze per creare, in un covo sotterraneo, trucchi e congegni che simulano doti sovrumane. Inoltre, ha un fedele servitore di nome Denis (come il Bernardo di Zorro e l’Alfred di Batman) e con la spada lascia il segno della S (come la Z di Zorro).

da Varney the Vampire - copertina del n°1 (1845)

Ma anche altri personaggi inglesi dell’800 imitarono i pipistrelli. Le ali tipiche dei demoni passarono ai vampiri dopo che, nel ‘700, i pipistrelli vampiri sudamericani furono studiati meglio e divennero più conosciuti. Già il 1° vampiro letterario, il Lord Ruthven creato nel 1819 da John W. Polidori, pur senza tramutarsi in pipistrello, fin dalle prime versioni teatrali del 1820 apparve in alcune scene con un mantello nero che ne imitava le ali e la moda dei vampiri che ne seguì potrebbe aver poi ispirato anche le prime apparizioni di Spring-heeled Jack.

da Varney the Vampire n°20 (1845)

Il mantello che in un disegno di scena copriva Ruthven fin sulla testa, fu poi ripreso, in mezzo a demoni dalle ali di pipistrello, sulla copertina n°1 della lunga serie a puntate ”Varney the Vampire” uscita tra 1845 e 1847.

dal Der Truwwelpeter - Oswald il bambino-pipistrello (1845)

Ma pur portando un mantello nero anche in altre illustrazioni, neppure Varney muta fisicamente in pipistrello. Tale metamorfosi fu invece illustrata dal tedesco Heinrich Hoffmann nel libro del 1845 “Der Struwwelpeter” (Pierino Porcospino), in cui il piccolo Oswald sta tanto alzato fino a tardi da diventare un bambino-pipistrello.


dal n°48 dei Capriccci di Goya - una strega-pipistrello (1799)


Nel 1846 la leggenda portoghese delle Bruxas (Streghe) che di notte diventano pipistrelli giganti e succhiano il sangue, fu riportata da William H. G. Kingston nel racconto “The Bruxa”, da lui stesso rielaborato nel 1862.

dalla 1a edizione di Vikram and the Vampire - illustrazione di Ernest Griset (1870)

E poiché in India gli spiriti baital hanno lunghe zanne e s’appendono a testa in giù come i pipistrelli, 11 storie dal libro ”Baital Pachisi” (25 Storie d’un Baital), adattate da Sir Richard F. Burton, uscirono in Inghilterra nel 1870 col titolo “Vikram and the Vampire” e l’illustratore Ernest Griset li ritrasse come degli uomini-pipistrello.

dalla storia Carmilla - illustrazione di David Henry Friston (1872)


La vampira della storia del 1871 “Carmilla”, di Joseph S. Le Fanu, quando non è un “animale nero simile a un gatto mostruoso”, indossa “un ampio abito scuro”, reso in un’illustrazione con un mantello nero che le copre la testa e le spalle simile a quelli di Ruthven e Varney, e in un punto della storia porta anche una maschera.

dalla tragedia Faust - Henry Irving come Mefistofele ritratto da Bernard Partridge (1886)


Infine, nel romanzo del 1897 “Dracula”, Bram Stoker s’ispirò ai precedenti del folclore e della letteratura, al libro del suo amico Burton e al Mefistofele interpretato dall’attore Henry Irving, di cui era segretario, e creò un vampiro col potere di trasformarsi in pipistrello e dal mantello che “si apre attorno a lui come grandi ali”.

Dracula - edizione in ungherese del 1898


Già nella prima illustrazione nota del romanzo, in copertina di un’edizione ungherese del 1898 riscoperta solo di recente, su una spalla di Dracula s’intravede ciò che può essere sia un mantello che l’ala di un pipistrello.

Dracula - edizione inglese del 1901

Anche su copertine inglesi d’inizio ‘900, Dracula indossa una cappa scura molto simile a due ali analoghe.

Dracula - edizione inglese del 1919 (copertina di Edgar Holloway)

E dopo l’uscita del romanzo di Stoker, sui giornali illustrati britannici apparvero varie storie di altri personaggi volanti, dai neri costumi alati e dall’aspetto altrettanto minaccioso, ma che spesso… combattono il crimine.

drammatica intestazione di The Human Bat (1899

Nel proto-fumetto “The Human Bat” (Il Pipistrello Umano), uscito dal 1899 al 1901 su “The Funny Wonder”, l’alternarsi di più autori generò contraddittori cambi di trama. Prima il Pipistrello è un vendicatore anarchico identificato con Spring-heeld Jack, che ha inventato un costume volante e vuole rovesciare ogni governo. Poi diventa il giovane aristocratico irlandese John Holloway, che per salvare suo padre, riceve dal maggiordomo una tuta con cui può planare nell’aria e continua poi a usarla contro i criminali… da una base in una caverna.

due immagini dalla parodia di Tom Browne di The Human Bat (1899)

Questa confusa serie precorritrice di Batman ebbe abbastanza risonanza da esser subito parodiata su “Chips Illustrated”, in una tavola di Tom Browne con i suoi allora famosi personaggi Weary Willie & Tired Tim.

due uomini-pipistrello si scontrano in The Winged Man (1913)

Su “The Wonder”, nel 1913 uscì anche il romanzo a puntate “The Winged Man” (L’Uomo Alato), presentato come “versione migliorata di Spring-heeled Jack”, in cui un altro vigilante vendicatore vola grazie a una tuta dalle ali di pipistrello e, per affrontarlo, anche il detective protagonista si procura un costume alato simile.

eroe alla Batman nell'intestazione di Batsowl (1918)

                                           
Su ”Chips Illustrated” usciva nel 1918 la storia a puntate “Batsowl”, il cui eroe Desmond Devance, 20° conte di Batsowl, “vola per mezzo di enormi ali da pipistrello modellate in modo da ripiegarsi sul suo corpo come un mantello” e usa il segreto del volo tramandato nella sua famiglia “per riparare i torti dei suoi antenati”.

Hooded Unknown su Nelson Lee Library n°507 (1925)

Su “The Nelson Lee Library”, nel 1925 lo studente Richard Hamilton, per opporsi a situazioni tiranniche nella sua scuola, cela il volto sotto una toga nera e diventa “The Hooded Unknown” (L’Ignoto Incappucciato).

illustrazione della serie Fying Justice (1927)

Sulla rivista “The Boy’s Friend”, nel 1927 uscì la serie “Flying Justice” (Giustizia Volante), su un uomo evaso dopo essere stato arrestato ingiustamente, di nome Roger Falcon, che riceve da uno scienziato un paio d’ali meccaniche e le usa per rimediare ai torti subiti, indossando… una tuta nera e una maschera da pipistrello.

illustrazione e titolo di Shade the Shadower (1933)

Nel 1930, apparve sulla rivista “Wizard” un altro supereroe mascherato inglese ante litteram, Captain Q, dotato a sua volta di due grandi ali di pipistrello meccaniche con cui può volare. Ha delle caratteristiche simili anche Shade the Shadower (Shade l’Inseguitore), un altro vigilante uscito su ”Chips Illustrated” nel 1933.

ritratto del Black Flash da un dipinto di Jonathan Morrill (2020)

Tutte queste storie illustrate si videro all’epoca solo in Gran Bretagna ed è difficile che Finger le conoscesse, ma proprio tra 1938 e 1939 un essere inafferrabile dagli altissimi salti, in tutto simile a Spring-heeled Jack, fu segnalato negli USA, a Silver City, Baltimora e Provincetown (Cape Cod). Fu descritto alto oltre 2 metri, con veste scura, mantello nero, cappuccio, orecchie a punta, occhi feroci brillanti, capacità di sputare fiamme blu e di saltare ridendo recinti alti 3 metri in un sol balzo. Chiunque fosse, nessuno lo collegò agli eventi di cento anni prima, poco noti in America, e a Provincetown fu infine battezzato “the Black Flash” (il Lampo Nero).

segnalazione del Black Flash sul Boston Globe del 24 Ottobre 1939

Vista la coincidenza delle date, chissà se qualche articolo su quell’essere possa aver contribuito a ispirare a Finger le idee per il costume di Batman. In effetti, ciò spiegherebbe le somiglianze con Spring-heeled Jack…

Spring Heel Jack in un'interpretazione del XX secolo

Ma è probabile che molti dettagli si siano trasmessi indirettamente, passando per imitazione dall’uno all’altro dei vari vigilanti mascherati, e che Finger e Kane abbiano visto solo le versioni successive apparse negli USA, come Zorro e The Shadow, forse in qualche modo derivati da Spring-Heeled Jack ma in cui l’originale aspetto da demone o vampiro, dalle ali di pipistrello, era ormai andato perduto o era stato rielaborato diversamente.

Spring-heeled Jack nell'interpretazione di Anthony Wallis

È interessante però che gli autori di Batman siano riusciti a recuperarlo ricollegandosi a tenebrosi personaggi apparsi poco prima, che sicuramente influenzarono sia il suo costume che vari altri elementi della serie.

un ostile Batman da un volume in uscita a Settembre 2021

Tra 1915 e 1938 uscirono infatti film e spettacoli teatrali di successo, più o meno collegati ai pipistrelli, in cui si ebbero delle svolte determinanti per la futura iconografia di Batman, al punto che l’influenza sul suo costume di un paio di film fu dichiarata dai suoi stessi creatori. Ma ne parleremo nella prossima bat-puntata.




(continua nella seconda parte)




mercoledì 14 luglio 2021

TRA LE NOVITA' PIU' INTERESSANTI DI AMAZON, ARRIVA NON VOLEVO FARE IL POMPIERE (MA IL FUMETTARO)


Il mio libretto "non volevo fare il pompiere (ma il fumettaro) ovvero il meglio e il peggio di 25 anni di fumetti da Battista il Collezionista ai sogni dei bonelliani, è balzato all'undicesimo posto tra le novità più interessanti di Amazon, quindi ad un passo della TopTen.

 Grazie a tutti quelli che lo stanno supportando.💜

Aggiornamento del 28 Luglio 2021


Il mio libretto (incredibile ma vero) è entrato nella top ten! Grazie a tutti



sabato 3 luglio 2021

UN QUARTO DI SECOLO NEI FUMETTI: DA BATTISTA IL COLLEZIONISTA AI SOGNI DEI BONELLIANI

La cover del libro con l'illustrazione di Tommaso Ferretti


Per la mia generazione da bambini era normale essere colpito dal virus del fumetto, perchè li leggevano un pò tutti e si trovavano in casa facilmente. C'era quindi la variante Corno, che inoculava la passione per gli eroi d’oltreoceano Marvel e Dc, la variante dei fumetti neri da Diabolik a Kriminal, la variante delle strisce da Mafalda a Sturmtruppen e così via. Spesso crescendo si sviluppavano gli anticorpi che portavano ad abbandonare parzialmente o del tutto la lettura dei fumetti
Nel mio caso non solo non li ho abbandonati crescendo, ma dopo averne divorati a quantità industriali dei generi più disparati, ho provato anche a farli e nell’estate di venticinque anni fa furono pubblicate appunto le prime strisce realizzate con l’amico Matteo Piccinini
Quelle strisce, insieme a molti inediti e altre serie che ho fatto successivamente, dai Sogni dei Bonelliani con Tommaso Ferretti, a Sambukan e i Pirati della Magnesia con Ferretti & Kant, da @Prendelo nel Baugigi con i disegni di Ferretti e Cryx, fino al personaggio creato da Moreno Burattini Battista il collezionista di cui ho scritto un paio di storie, e altre ancora, si possono trovare in quest’albo che festeggia - appunto - il mio primo quarto di secolo nel fumetto.
Ogni serie poi è introdotta da una dotta e divertente prefazione scritta dagli amici Alessio Bilotta, Francesco Manetti, Antonio Marangi, Andrea Cantucci e lo stesso Matteo Piccinini. Oltre a loro ringrazio tutti gli amici che hanno fatto con me un pezzo di strada e che non ho potuto includere nel libro.

NON VOLEVO FARE IL POMPIERE 

Luglio 2021
100 pagine in bianco
Testi: Filippo Pieri 
Prefazioni: Alessio Bilotta, Andrea Cantucci, Francesco Manetti, Antonio Marangi
Disegni:Cristiano Cryx Corsani, Tommaso Ferretti, Kant e Matteo Piccinini
Copertina di Tommaso Ferretti
2021 - Amazon
2.99 Ebook Kindle
4.99 Copertina Flessibile
10.50 Copertina Rigida

martedì 22 giugno 2021

"POLLO CRUDO", IL NUOVO CORTO PSICOLOGICO DI MATTEO PICCININI!

  

La locandina del Corto presentato al Roma Web Festival 

Il nuovo corto diretto da Matteo Piccinini (con il quale ho realizzato in passato diverse collaborazioni fumettistiche) Pollo Crudo, presentato al Roma Web Fest nel novembre 2018 è adesso disponibile su Youtube. Il corto, tratta un tema più che mai di attualità: la violenza sulle donne. Quello della violenza sulle donne è un fenomeno in preoccupante ascesa. Negli anni sono state realizzate diverse campagne di sensibilizzazione per cercare di arginare questa triste realtà.
Il regista da sempre attento a queste tematiche analizza con la sua sensibilità i meccanismi psicologici che portano un uomo a compiere atti violenti nei confronti di una donna. Il cortometraggio racconta la storia di una coppia in crisi che, nonostante tutto, sta insieme. La vicenda è narrata dal punto di vista dell’uomo. Un uomo ossessionato dalla sua donna, la quale è costretta a subire continue pressioni psicologiche e ad assecondare le richieste del suo compagno. Queste pressioni feriscono l’anima più di quanto le botte non feriscano il corpo. Ma questo comportamento si ritorce contro l’uomo, tanto da diventare lui la vittima. 

Scene dal corto con il regista Matteo Piccinini impegnato nelle riprese

La donna si salva ma, come dice il regista, il corto non scioglie tutti i nodi della vicenda. 
Il regista toscano racconta che la realizzazione del corto ha comportato un grande lavoro, soprattutto per quanto riguarda il montaggio. Per girare le animazioni è stato utilizzato un plastico che ricostruisce fedelmente una città. Si possono distinguere, infatti, una ferrovia, la casa della coppia e un motel, il luogo dove si consuma il dramma del protagonista della storia. Anche la musica gioca un ruolo molto importante nello svolgimento del racconto. La scelta di musiche elettroniche, minimali e ansiogene sottolinea la tensione che c’è durante tutto il corto e che vive soprattutto l’uomo. Attraverso questo lavoro il regista propone al pubblico un viaggio nella sofferenza psicologica e nelle decisioni che si prendono quando si è in balia degli eventi.

Il regista Matteo Piccinini sul red carpet a Roma alla presentazione del corto











mercoledì 2 giugno 2021

GRANDI COMICI DEI COMICS (II) - BILL WATTERSON, UNO SPONTANEO ARTISTA NON IN VENDITA Terza parte (1996-2019): Le rarissime apparizioni saltuarie di un geniale fumettista in pensione


Vite e opere dei maestri dell’umorismo disegnato
a cura di Andrea Cantucci

Autoritratto di Bill Watterson che si nasconde ai suoi lettori




“…ho cercato di mostrare la mia gratitudine dando alla strip tutto quello che avevo da offrire.”

Bill Watterson (dall’introduzione a The Complete Calvin and Hobbes, 2005)


“Calvin & Hobbes ha creato un livello di attenzione e aspettative che non ho saputo come gestire.”

Bill Watterson (da un’intervista via e-mail alla rivista online Mental Floss, 2013)


10° volume cronologico di Calvin & Hobbes (1996)

Interrotta la realizzazione della sua popolarissima strip Calvin & Hobbes, Bill Watterson ne pubblica nel 1996 le ultime due raccolte cronologiche, “There’s Treasure Everywhere” (C’è un Tesoro in ogni Dove) e “It’s a Magical World” (È un Magico Mondo). Dopodiché si ritira a vita privata nella cittadina di Chagrin Falls in Ohio, dove vive con la moglie, dedicandosi alla famiglia dopo la nascita della figlia Violet e allontanandosi sempre più da lettori e fan, di cui a un certo punto chiede che non gli siano neanche più inoltrate le lettere.

11° e ultimo libro cronologico di Calvin & Hobbes (1996)

Le sue già scarse interazioni col resto del mondo si fanno nulle, o comunque rarissime. Ha l’abitudine di fare in segreto piccoli autografi su copie a caso dei suoi libri in vendita nella sua città, così chi le acquista riceve a sorpresa la sua firma in omaggio. Ma smette di farlo, quando nota che sono rivendute a caro prezzo sul web.

autografo sul frontespizio del 3° libro di Calvin & Hobbes

La sua principale attività artistica è ora dipingere con suo padre, come già faceva anche mentre lavorava alla sua strip. I suoi soggetti preferiti sono le colline e i boschi delle sue parti, visti anche in tante scene di Calvin & Hobbes, ma è raro vedere i suoi quadri. Si dice che li realizzi per esercitarsi e poi li distrugga. Sembra non voglia ottenere ulteriori vantaggi economici dalla sua fama, né che altri possano speculare sulle sue opere.

Bill Watterson, due dipinti del 1995

Uno dei motivi del suo rifiuto del merchandising di Calvin & Hobbes, è il timore che singole immagini tolte dal contesto originario assumano significati contrari alle sue intenzioni. L’esempio più eclatante d’uso abusivo del suo protagonista dimostra che non ha tutti i torti. Da metà anni ‘90 si diffonde su automezzi d’ogni parte degli USA la decalcomania di un falso Calvin che fa i suoi bisognini su loghi, nomi o figure d’ogni genere.

Calvin dispettoso del 1988 ispiratore di decalcomanie abusive

Espressione e posizione s’ispirano a un disegno del 1988, in cui Calvin riempiva (d’acqua) un gavettone. Pare che moltissimi americani usino il cosiddetto peeing Calvin per sfogarsi contro tutto ciò che non sopportano e, nonostante le tante denunce, multe e perfino qualche arresto, il fenomeno non accenna a interrompersi.

disegno originale riprodotto anche su magliette abusive

La scelta di opporsi a ogni sfruttamento commerciale di Calvin & Hobbes, si è infatti ritorta contro l’autore. Senza ditte interessate a difendere le licenze loro concesse, impedire l’uso illegale dei personaggi è arduo.

Calvin e Hobbes in un disegno del 1992 riprodotto anche in quadretti abusivi

Per Watterson e la Universal Press, individuare e denunciare ogni piccolo abuso clandestino costerebbe più di quanto renderebbero i risarcimenti. È quindi impossibile perseguire tutti coloro che realizzano e vendono dei Calvin non autorizzati, non solo in decalcomanie ma anche su magliette, quadretti, poster, adesivi, ecc…

Calvin e Hobbes in un'altra immagine riprodotta anche su magliette abusive

Per valorizzare la sua vera opera, Watterson prende contatto con la Biblioteca di Ricerca sul Cartoon presso l’Università dell’Ohio, a Columbus, in seguito ribattezzata Biblioteca e Museo del Cartoon Billy Ireland, che da Settembre 2001 a Gennaio 2002, ospita per la prima volta una mostra di tavole originali di Calvin & Hobbes, poi allestita con maggior risonanza al Cartoon Art Museum di San Francisco, da Febbraio ad Aprile 2002.

Catalogo della 1a mostra di originali di Calvin & Hobbes (2001-2002)

Watterson non presiede all’evento, in cui il solo gadget in vendita è il catalogo delle 36 tavole esposte. Per commemorare la mostra autorizza però, per la prima e unica volta, la produzione e vendita presso il Museo d’Arte Moderna di New York di una maglietta con su stampato Calvin, non a caso rappresentato in una serie di vignette in sequenza e non in una singola immagine come nelle tante T-shirt abusive in circolazione.

i 12 Calvin sulla rara T-shirt del MoMA per la mostra del 2001-2002

Watterson e la moglie nel 2004 acquistano una casa nel sobborgo di Cleveland Heights, dove traslocano nel 2005, anno in cui affida alla Biblioteca e Museo del Cartoon oltre 3000 strisce e tavole originali di Calvin & Hobbes, quasi tutta la sua produzione, da allora qui custodita nella sezione Bill Watterson Deposit Collection.

il cofanetto The Complete Calvin and Hobbes, 1a edizione (2005)

Intanto Calvin & Hobbes è ristampato di continuo sui giornali e soprattutto nei libri, tradotti e distribuiti in oltre 50 paesi. Ne sono già state vendute 30 milioni di copie, quando nel 2005 esce anche il cofanetto in 3 volumi “The Complete Calvin and Hobbes”, che raccoglie per intero i 10 anni di produzione della strip.

il disegno sul cofanetto The Complete Calvin and Hobbes (2005)

In altri 5 anni, le vendite dei libri arrivano a quasi 45 milioni di copie. Non ci sono altre opere di Watterson, che ha accantonato dei progetti di graphic novel non trovando congeniali le storie lunghe, ma l’interesse per il suo lavoro è sempre vivo e col tempo appaiono vari omaggi, scritti o filmati, sia al fumetto che all’autore.

il libro biografico di Nevin Martell su Bill Watterson (2009)

Nel 2009 esce il libro“Looking for Calvin and Hobbes” (Alla Ricerca di Calvin e Hobbes), in cui Nevin Martell narra la storia di Bill Watterson e dei suoi personaggi, anche se, come altri dopo di lui, non è autorizzato a riprodurli neanche in copertina, né riesce a intervistarne l’autore. Per colmare la lacuna, nell’edizione italiana viene aggiunta la traduzione di una vecchia intervista di Watterson al giornale The Plain Dealer di Cleveland.

il primo e finora unico francobollo di Calvin & Hobbes (2010)

Il Servizio Postale degli Stati Uniti è invece autorizzato a riprodurre Calvin e Hobbes su un francobollo della serie ”Sunday Funnies”, uscito nel 2010. L’immagine è quella della copertina di un volume di 15 anni prima.

il ritratto del fumettista Berkeley Breathed in una vignetta di Watterson

Ogni apparizione di inediti di Watterson è un piccolo evento. Al Comicon di San Diego del 2010, il fumettista Berkeley Breathed, anch’egli ritiratosi dopo aver deciso d’interrompere la sua strip ”Bloom County”, rende pubblici diversi disegni che lui e Watterson si sono scambiati per lettera, prendendosi scherzosamente in giro per le rispettive scelte di vita, poiché a differenza del collega, Breathed ha fatto fortuna col merchandising.

il sarcastico uso di Calvin e Hobbes in due vignette spedite a Breathed

In una vignetta Calvin fa del sarcasmo sull’attuale stato delle strip dei quotidiani, in un’altra Hobbes dorme e un insetto gli sussurra consigli da disegnatore arricchito. Ma l’anno dopo appare un inedito più interessante.

il volto di Petey Otterloop dipinto a olio da Watterson (2011)

Per una raccolta di fondi del 2011 a favore della ricerca sul morbo di Parkinson, di cui è vittima il fumettista Richard Thompson autore della serie ”Cul de Sac”, Watterson realizza un ritratto a olio del suo personaggio Petey Otterloop, che viene venduto all’asta per oltre 13.000 dollari. E la cifra non è poi così alta, considerato che l’anno dopo una strip originale di Calvin & Hobbes del 1986 viene venduta a più di 200.000 dollari. Data la rarità e le valutazioni, è comprensibile che circolino sul mercato anche strip falsificate e spacciate per vere.

il volume di Jamey Heit su Calvin & Hobbes (2012)

Esce nel 2012 il saggio ”Imagination and Meaning in Calvin and Hobbes” (Immaginazione e Pensiero in Calvin & Hobbes) del letterato, teologo e storico dell’Arte scozzese Jamey Heit, che analizza i contenuti della strip su temi elevati come l’amicizia, dio, la morte e altro, ma neanche lui può riprodurne i disegni originali.


Lo stesso anno esce la nuova edizione di “The Complete Calvin and Hobbes” in 4 volumi, mentre la versione italiana, uscita quasi contemporaneamente e con lo stesso titolo in inglese, è invece suddivisa in 10 volumi.

La locandina del documentario Dear Mr.Watterson (2013)


A novembre 2013 è distribuito il documentario ”Dear Mr. Watterson” di Joel Allen Schroeder, che intervista esperti e fan sul significato che Calvin & Hobbes ha per loro, ma senza averne potuto intervistare l’autore. Si diffonde anche la notizia che Leonardo Di Caprio e Warner Bros. hanno acquistato la sceneggiatura sulla vita di Watterson “A Boy and His Tiger” (Un Ragazzo e la sua Tigre) dell’esordiente Dan Dollar, ma sia dovuto o meno al problema di non poterne usare i disegni, finora il film non è stato prodotto. In compenso ”A Boy and His Tiger” diventa il titolo di una mostra dell’Università della California a Santa Cruz, tra Marzo e Aprile 2014.

La locandina di Watterson per il documentario Stripped (2014)

Per l’invidia dei precedenti autori, il 26 Febbraio 2014 esce il poster realizzato da Watterson per “Stripped”, un documentario di Frederick Schroeder e Dave Kellett sulla transizione delle strip dall’editoria al web e con interviste a vari fumettisti, stavolta compreso anche Watterson, la cui voce è registrata per la prima volta.

La sezione dedicata allle Stagioni nella mostra Exploring Calvin and Hobbes (2014)

Si concede poi anche in quella che finora è la maggior celebrazione del suo lavoro. Da Marzo a Agosto 2014, la Biblioteca e Museo del Cartoon Billy Ireland di Columbus, con una parte degli originali che l’autore le ha affidato, allestisce con buona affluenza di pubblico una mostra molto più ampia della precedente, dal titolo ”Exploring Calvin and Hobbes”, in occasione della quale Watterson parla all’Università dell’Ohio che la ospita.

L'esposizione di strumenti di Watterson nella mostra Exploring Calvin and Hobbes (2014)

L’esposizione è divisa in varie sezioni: dalle Influenze si passa ai Primi Lavori, dall’Esordio della Strip agli Strumenti, dai Personaggi alle Stagioni, dai Tormentoni alla Narrazione, dalla Critica Sociale al Senso della Vita e dal Colore alle Domenicali. Il catalogo contiene inoltre una sua lunga intervista come introduzione.

Libro-catalogo della mostra Exploring Calvin and Hobbes (2014)

Tutto ciò fa conoscere un po’ meglio Bill Watterson, ma è sempre difficile incontrarlo, anche per i colleghi. Stephan Pastis, autore della strip online quotidiana “Pearls Before Swine” (Perle ai Porci), svela d’esser stato contattato da lui dopo averlo citato in una gag e che tre sue strip del Giugno 2014 contengono anche disegni di Watterson, i cui originali sono venduti per finanziare il fondo per la lotta al Parkinson costituito nel 2011.

Pearls Before Swine di Pastis, strisce con disegni di Watterson (2014)

Watterson è anche uno dei soli 4 autori statunitensi a aver ricevuto il Gran Premio della Città d’Angoulême, in occasione del Festival Internazionale del 2014, ma non va in Francia a ritirarlo. Invia solo le sue tavole da esporre e accetta di disegnare il poster del Festival d’Angoulême 2015, a cui dà l’aspetto di una tipica tavola domenicale, il primo vero nuovo fumetto soltanto suo pubblicato dopo la conclusione di Calvin & Hobbes.

Poster di Watterson per il Festival di Angouleme 2015

Da Dicembre 2015, sul sito Reddit molte sue strip sono manipolate a scopo satirico sotto il titolo “Donald and Hobbes”, con le teste di Calvin sostituite da foto di un Donald Trump mostrato come egocentrico e pestifero bimbetto, “uno che nessuno vorrebbe veder crescere per diventare presidente”, come scrisse Watterson per presentare Calvin 30 anni prima. Non a caso, tale satira appare mentre Trump si candida alla presidenza…

Striscia della serie satirica Donald and Hobbes

In una tavola di Bloom County uscita online nel 2015, Hobbes è tatuato sulla gamba di una ragazza, mentre il 1° Aprile 2016 l’autore Berkeley Breathed posta su Facebook una striscia inedita firmata Watterson, in cui i redivivi Calvin e Hobbes fanno gli zombi inseguendo il pinguino Opus, noto personaggio di Bloom County.

Striscia di Calvin & Hobbes apparsa su Facebook nel 2016

Dall’anno seguente, ogni 1° Aprile Breathed mette online una nuova tavola inedita firmata sia da lui che da Watterson sotto il titolo ”Calvin County”, in cui le fantasie di Calvin coinvolgono come compagni di giochi dei personaggi di Bloom County, soprattutto Opus e Bill il gatto, ma la serie si ferma alla terza tavola. Del resto, vista la data scelta, era abbastanza chiaro che si trattava soltanto di uno scherzoso divertimento degli autori.

Tavola di Calvin County di Watterson e Breathed (2019)

Alla fine del 2019, in vista del 35° anniversario di Calvin & Hobbes, il Cartoon Art Museum di San Francisco, a corto di fondi, per finanziarsi dedica a Watterson l’asta tributo “A Boy and His Tiger” , in cui vari fumettisti, noti e meno noti, vendono online dei loro originali inediti ispirati alla sua Arte. Ma negli anni della pandemia sembra non esserci molto di cui ridere e Bill Watterson ricomincia di nuovo a far perdere le sue tracce…




Andrea Cantucci

Qui la prima parte e qui la seconda