martedì 23 febbraio 2021

GRANDI COMICI DEI COMICS (I) - QUINO, UN IMMORTALE UMORISTA UMANISTA, Quarta parte (1984-2020): Come tentare di guarire il Mondo con il Fumetto…

Vite e opere dei maestri dell’umorismo disegnato
a cura di Andrea Cantucci


“Disegno perché il mondo stia dalla parte dei buoni, quella dei Beatles, quella di John Lennon…”

Quino



“…in ogni suo libro è la cosa che assomiglia di più alla felicità: la Quinoterapia.”

Gabriel García Márquez, 1992


una foto di Quino del 2014 accanto alla statua di Mafalda



Dopo la fine della dittatura argentina e il ritorno a casa di Quino, questi con la moglie inizia a trascorrere parte dell’anno a Buenos Aires e parte a Madrid, così da approfittare delle stagioni calde dei due emisferi. Nuovamente nel suo paese, nel 1984 crea disegni con Mafalda e Manolito che insegnano come lavarsi bene i denti per la Lega Argentina per la Salute Orale, tra 1984 e 1987 collabora col regista cubano Juan Padrón ai corti animati “Quinoscopios”, ispirati alle sue tavole, e nel 1988, 5° anniversario del ritorno della democrazia, disegna per il Ministero degli Esteri argentino un manifesto sui Diritti Umani con Mafalda e Libertad.

copertina del 1992 del libro Humano se nasce in edizione italiana


Intanto continua a raccogliere in libri le sue eccezionali tavole senza titolo, raggruppandole per argomenti. Nel 1985 arriva così il volume “Quinoterapia”, sul mondo della Medicina e della Sanità, di cui in Italia è subito pubblicata un’edizione speciale per medici prodotta da una ditta farmaceutica, mentre l’edizione italiana ufficiale di Bompiani esce tre anni dopo. Insieme ai sempre spaesati e indifesi pazienti, ne sono protagonisti di volta in volta medici generici e specialisti, infermieri e chirurghi, ricercatori e psichiatri, in situazioni surreali o allusive di paradossi e storture in un comparto importante e delicato come quello sanitario.

copertina del 2010 dell'edizione italiana di Qué presente impresentable


Nel 1987 è la volta del libro “Sí, cariño” (“Sì, tesoro”, in Italia intitolato “Noi due”), sulle idiosincrasie della vita di coppia: dai matrimoni alle prime notti, dai colpi di fulmine ai corteggiamenti, dalle avventure sognate alle delusioni, dai litigi ai tradimenti, dalla routine alle separazioni, fino alla vecchiaia in comune. Le tante ingenuità e meschinità, difficoltà e contraddizioni, vissute da persone di ogni estrazione in un ambito tanto poco razionale come quello sentimentale, non potevano sfuggire all’impietoso e accurato sguardo dell’autore.

copertina del 1997 dell'edizione italiana di Qué mala es la gente


Per i 25 anni di Mafalda, nel 1989 Quino presenta la mostra “Mafalda inédita” in cui vengono finalmente recuperate ed esposte le strisce in precedenza escluse dalle edizioni in volumi e altri inediti vari. Il libro omonimo, contenente lo stesso materiale, esce in contemporanea in Argentina, Spagna e Messico.

copertina del 1989 di Mafalda inédita, edizione argentina


Nello stesso anno, esce il volume “Potentes, prepotentes e impotentes” (“Potenti, prepotenti e impotenti”, in italiano “Tutti sulla stessa barca”) sui rapporti di potere, che siano tra ricchi e poveri, tra genitori e figli, tra maestri e allievi, tra dirigenti e dipendenti, tra padroni e servitori, tra autorità e cittadini, tra politici e popoli. È evidentemente una delle sue raccolte di maggior contenuto sociale e politico, ma in cui anche i più potenti e prepotenti sono degli ex-bambini che cercano disperatamente di compensare qualche carenza d’affetto e che alla fine risultano essere solo dei piccoli uomini, anche perché c’è sempre qualcuno più in alto di loro.

copertina del 1999 di Potenti,Prepotenti,Impotenti, ristampa BUR


L’autore pubblica poi nel 1990 “La aventura de comer” (“L’avventura di mangiare”, in italiano “Peccati di gola”), in cui il tema del cibo è diviso in una decina di capitoli (“Le provviste”, “I cuochi”, “Le bevande”, “Il servizio”, “Gli spuntini”, “Le diete”, ecc.), divenendo qua e là metafora anche di altri vizi e appetiti. Lo stesso anno, Quino prende la nazionalità spagnola. Segue nel 1991 il volume “Humano se nace” (“Uomini si nasce”) e in quell’anno, a Quino e a Mafalda, viene anche dedicato un francobollo della Repubblica Argentina.

copertina del 1990 di La Aventura de Comer,edizione argentina


Nel 5° centenario dalla scoperta dell’America, il 1992, a Madrid viene allestita e rimane aperta per due mesi l’esposizione di quasi 2000 metri quadrati “El Mundo de Mafalda” (“Il Mondo di Mafalda”), divisa in 7 sale tematiche, in cui la famosa striscia di Quino diventa il filo conduttore per riassumere il contesto storico in cui fu pubblicata e i suoi personaggi prendono la forma di statue di cartone tridimensionali. In particolare nella sala IV ne sono riprodotti quattro scenari: la casa di Mafalda, il parco, la scuola e la drogheria Don Manolo.
Intanto in Argentina esce il volume “Yo no fui!” (“Non sono stato io!), che raccoglie situazioni umoristiche molto varie ma vagamente accomunate dal tema delle colpe e delle punizioni, un meccanismo centrale nella manipolazione delle coscienze, sempre svolto con l’ormai abituale e versatilissima sensibilità dell’autore.

copertina del 1993 dell'edizione argentina di Yo no fui!


Lo stesso anno Quino collabora alle sceneggiature di una nuova serie di cartoni animati di Mafalda, prodotti in Spagna dalla D.G. Producciones e diretti da Juan Padrón, in totale 104 episodi di un minuto, tratti dalle strisce originali ma coi dialoghi sostituiti da un grammelot indistinto, raccolti nel 1994 in un film di 80 minuti.
Sempre nel 1994, per i 30 anni dall’esordio di Mafalda, Bompiani ne pubblica il libro più completo, “Il Mondo di Mafalda. 1964-1994” (da non confondere col volume di testi e immagini dell’omonima mostra madrilena di due anni prima), che in oltre 500 pagine di grande formato ne raccoglie tutte le strisce, comprese quelle ancora inedite in Italia, più i bozzetti per i cartoni animati e molti disegni per manifesti, cartoline e dediche…

copertina del 1994 del volume italiano per i 30 anni di Mafalda


Il corpus principale delle 1929 strisce di Mafalda è poi ristampato anche nella serie BUR di Rizzoli, suddiviso in due volumi del 1995 che, a rischio di originare qualche confusione, riutilizzano i titoli già usati ventisei anni prima per i primi due libri di Bompiani, “Mafalda la contestataria” e “Mafalda colpisce ancora”.

copertina del 1995 del 1° volume di Mafalda della BUR



I successivi libri di Quino, in cui fin dai sarcastici titoli è evidente il sempre maggior pessimismo rispetto alla condizione umana globale, sono, nel 1996 “Que mala es la gente” (“Com’è cattiva la gente”), edito in Italia dalla Bompiani, e nel 1999 “Cuánta bondad!” (“Quanta bontà!”), edito in Italia da Salani solo 9 anni dopo.

copertina del 1999 dell'edizione argentina di Cuànta Bondad!


Infatti, se nei paesi di lingua spagnola la sua fama non viene mai meno, nell’Italia dell’era berlusconiana i volumi di Quino non sono più tradotti tempestivamente come un tempo. Nonostante ciò due dei libri già editi in Italia da Bompiani, “Tutti sulla stessa barca” e “Noi due”, nel 1999 sono ristampati da Rizzoli nella BUR, nel singolo volume “Potenti, prepotenti, impotenti”, traduzione letterale del titolo originale del primo dei due.

copertina del 1990 dell'edizione italiana di Potentes prepotentes e impotentes


A partire dai primi anni nel nuovo millennio, Quino riceve vari importanti riconoscimenti. Nel 2000 gli viene assegnato in Spagna il Premio Iberoamericano di Umorismo Grafico Quevedos e nel 2001 gli è dedicata una mostra a Roma, dal titolo “Il padre di Mafalda ha altri figli”, che riguarda la sua produzione in generale.

copertina del 1992 del volume della mostra spagnola El Mundo de Mafalda



Una selezione del meglio dell’autore viene raccolta nel 2001 nel volume di oltre 500 pagine “Esto no es todo” (“Questo non è tutto”, ancora inedito in Italia) e nel 2004 esce una sua nuova raccolta, “Qué presente impresentable!” (“Che presente impresentabile!”), pubblicata in Italia da Salani sei anni dopo.

copertina del 2001 dell'edizione argentina di Esto no es todo



Nel 2005 Quino riceve un altro prestigioso premio spagnolo, la Encomienda de Isabel la Católica de España, ennesimo segno che nel paese iberico i tempi sono ormai definitivamente cambiati da quando, sotto la dittatura di Franco di trentacinque anni prima, i libri con le sue strisce venivano vietati ai minori.
Nello stesso periodo, a Buenos Aires varie iniziative celebrano la sua creazione più nota: nel 2005 si inaugura per la seconda volta la Plaza Mafalda, nel 2007 in via Chile 371 è posta una targa con scritto “Qui visse Mafalda…”, nel 2008 è installato un lungo murale coi personaggi della striscia e nel 2009 è collocata su una panchina una statua di Mafalda di 80 cm dell’artista Pablo Irrgang, a cui in seguito verranno aggiunte anche quelle di Manolito e Susanita. Proprio in quell’anno Quino annuncia il suo ritiro, per problemi alla vista.

placca dedicata a Mafalda in via Chile 371 a Buenos Aires



La sua ultima vignetta con Mafalda esce il 23 ottobre 2009 sul quotidiano italiano “La Repubblica”, contro le infelici frasi misogine dell’allora presidente del consiglio, personaggio che ricorda abbastanza certi piccoli ometti di potere ridicolizzati nelle sue tavole, come dire che la realtà ha ormai raggiunto e superato anche le più esasperate delle sue candide ma graffianti rappresentazioni satiriche della nostra società.

ultima vignetta di Mafalda (contro l'allora presidente del consiglio) del 23 ottobre 2009



A coronamento della sua carriera, nel 2010 Quino è nominato in Francia Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere e, per i suoi 60 anni da disegnatore umoristico e i 50 anni di Mafalda, nel 2014 è omaggiato dalla Francia anche con la Legion d’Onore e dalla Spagna col Premio Principe delle Asturie, mentre l’Uruguay gli dedica un più modesto francobollo, a cui si aggiungerà quello stampato dalla Spagna tre anni dopo.

una stampa filatelica spagnola dedicata a Quino (31 marzo 2017)


Nel 2016 presenta il suo ultimo libro, “Simplemente Quino” (“Semplicemente Quino”), e nel 2017, dopo la morte della moglie, ritorna a Mendoza, nella sua città natale, dove la sua vita ha termine per un ictus, a 88 anni, il 30 settembre 2020. Ma gli sopravvivono le sue innumerevoli tavole e strisce meravigliose, che continueranno a rendere il mondo un po’ meno triste e molto più consapevole, perché Quino non si è limitato a farci sorridere, ma esattamente com’era nelle sue intenzioni e come ha dichiarato lui stesso in un’intervista, ha anche “interpretato e trasmesso quello che tanta gente pensa e sente…”.

una immagine di Quino sulla copertina dell'ultimo libro, edizione spagnola 2016



Andrea Cantucci





Qui la prima parte, qui la seconda e qui la terza.





sabato 30 gennaio 2021

SBAM! COMICS 52 ONLINE




È uscito in rete il numero 52 di Sbam! Comics, la rivista a fumetti sui fumetti scaricabile gratuitamente dal sito dell'editore con un numero dal sommario ricchissimo! 

COVER STORY
Una casa editrice americana, fondata da un affermato sceneggiatore di serie tv, che annovera nel suo staff grandi nomi del Fumetto americano: questa è Sitcomics, la realtà editoriale che lancia serie innovative e originali, arricchite da «un inedito tocco da sitcom». Per noi di Sbam! è un onore e un piacere proporle in edicola e in fumetteria al pubblico italiano! In queste pagine, l’intervista agli autori Darin Henry e a Jeff Shultz.

DA DRACULA A SUPER ‘SUCKERS
I Super ‘Suckers – prima serie Sitcomics/Sbam! a giungere in edicola – sono i discendenti di una nobilissima dinastia di personaggi, da Dracula ad oggi, passando per i vari Morbius, Cassidy, Wurdalak, Rakosi, Dampyr e molti altri, ecco un rapido excursus sui prìncipi della notte a Nuvolette.

LA FILOSOFIA DI FRED
Disegni semplici e immediati, un tratto e un uso del colore molto caratteristico, battute rapide e precise per affrontare temi eterni quali l’amicizia, l’amore, perfino la morte: tutto questo ci porta a conoscere la filosofia di Fred, il peculiare piccolo eroe (è… una caramella gommosa “viva”!) di Monica Ciabattini.

IL TEATRO DI BURATTINI
La nostra consueta chiacchierata con Moreno Burattini, scrittore, sceneggiatore, umorista, curatore della testata di Zagor e soprattutto grandissimo appassionato di fumetti. Parliamo di vampiri, di strip umoristiche, di consigli di lettura e di haters online…

LA FUMETTEDICOLA
Torniamo a parlare della tristemente nota crisi delle edicole, quella che ha portato alla chiusura di moltissimi punti vendita in Italia. Abbiamo incontrato Paolo Cini, edicolante di Pontedera, che ha pensato di “specializzare” con il Fumetto un ampio settore del suo locale.




ALTRI FUMETTI
Il nostro consueto, sontuoso mucchio di strip, tra SPQR, Rapa&Nui, Gatto Pepè, PV e Tarlo, oltre alla novità Fred di Monica Ciabattini. Ancora una puntata dello Zio Dragoou di Ugo D’Orazio. L’umorismo dei Flippies (di Pieri & Cryx), dei Chinson (di Mario Airaghi), di The Gingerbread Man (di Croce & Di Marco). La Vita da guida di Lucia Cheli e i peculiari neonati di Andrea Laprovitera e Valentina Raddi.

Tutto questo e molto altro su Sbam! Comics 52.

giovedì 28 gennaio 2021

SUPER SUCKERS #1 - SORELLE DI SANGUE

E' sempre bello andare in edicola e trovare una nuova serie a fumetti, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo con molti periodici che chiudono. Ci vuole quindi un pizzico di incoscienza e di sana pazzia o semplicemente una grande passione da parte di chi decide di affrontare questa sfida.

E' il caso della piccola casa editrice Sbam! Comics il cui boss, Antonio Marangi, posso dire di conoscere abbastanza bene. Dieci anni fa, poco dopo il lancio della rivista gratuita "Sbam! Comics - la rivista digitale della passione a fumetti" lo contattai inviandogli in visione dei miei lavori. Inizio quindi una collaborazione che si è concretizzata successivamente anche nel loro progetto successivo, gli Sbam! libri, una collana che raccoglie il meglio dell'umorismo a fumetti di grandi autori del passato, ma anche di autori esordienti o semisconosciuti come il sottoscritto

Quella di Antonio è una vera e profonda passione dei fumetti che parte da Geppo e Soldino e prosegue fino a Zagor e l'Uomo Ragno. Ecco perché con la preziosa complicità di Roberto Orzetti, che ha scovato in rete l'editore Sitcomics, si sono lanciati in questa nuova avventura: produrre la versione italiana di questi fumetti. 

Prima e quarta di copertina di Super 'Suckers


Il primo che arriva in edicola è appunto Super 'Sucker #1, scritto da Darin Henry autore di famose serie tv come Seinfeld o Futurama. E questo fumetto è scritto appunto proprio come una serie tv, con episodi interrotti da brevi spot, in questo caso realizzati appositamente e rigorosamente a fumetti. 

Il linguaggio fresco e scorrevole dei testi, ben si coniuga con uno stile classico dei disegni realizzati in questo primo numero da Jeff Schultz (e altri grandi autori seguiranno nei prossimi numeri). Nel disegno della maggior parte delle vignette si punta tutto sulla recitazione dei personaggi, tralasciando un pò gli sfondi che spesso sono inesistenti o appena accennati. 

E' un fumetto spillato a colori che ricorda, ai vecchi lettori come me, i mitici albi della Corno con una foliazione di 64 pagine, seguendo una tendenza che si va affermando anche in altri editori come la Bonelli. La storia si apre con due ragazze, una bionda e una mora che scoprono di essere state vampirizzate dallo stesso ragazzo e quindi si devono adattare alla loro nuova realtà con divertenti giochi degli equivoci come quelli con il bel Richard, cacciatore di vampiri...

Non vi resta quindi che andare in edicola e scoprire il resto. Buon divertimento

SUPER SUCKER #1
SORELLE DI SANGUE
Mensile, Gennaio 2021
pagg. 64, € 4,90
Testi: Darin Henry
Disegni: Jeff Shultz
Copertina: Jeff Shultz
SBAM! MAG Anno 1 numero 1


martedì 26 gennaio 2021

GRANDI COMICI DEI COMICS (I) - QUINO, UN IMMORTALE UMORISTA UMANISTA, Terza parte (1972-1983): Come salvarsi la vita da una dittatura disegnando

 Vite e opere dei maestri dell’umorismo disegnato 

a cura di Andrea Cantucci

“Non credo alle mie illusioni ma non riesco ad abbandonarle.”

Quino

autoritratto di Quino

Il secondo volume di vignette e tavole di Quino uscito in Argentina nel 1972, “A mí no me grite!” (alla lettera “Con me non alzi la voce!”, ma pubblicato in Italia da Bompiani nel 1973 col titolo “Lei non sa chi sono io”), ha un tale riscontro immediato di vendite che l’anno dopo ne esce un terzo volume, “Yo que usted…” (“Io al suo posto…”), inedito da noi. Tra il suo primo libro di vignette e il secondo, erano invece trascorsi nove anni.

Bompiani,copertina del 1973 dell'edizione italiana di A mì no me grite


È chiaro che il successo internazionale di Mafalda ha attratto l’attenzione su di lui, aumentando la popolarità anche di tutti gli altri suoi lavori. Inoltre, nel periodo trascorso in gran parte a disegnare le strisce della sua creazione più famosa, il suo stile si è evoluto e affinato. Ora nelle vignette usa spesso graffianti dialoghi allusivi, nelle tavole padroneggia sempre meglio il linguaggio sequenziale a fumetti e risulta così sempre più efficace anche la sua capacità di evidenziare complessi, ipocrisie e compensazioni autoritarie della società.

cafkiana copertina del 1973 di Yo que usted...,edizione argentina


Senza assolvere nessuno, col tempo Quino evidenzia sempre di più i tanti aspetti di un mondo che non funziona e di cui a quanto pare non riesce proprio ad accettare passivamente le troppe storture e ingiustizie.

candida satira di Quino contro le dittature fasciste


Sia pure in modo generico e senza mai riferimenti a personaggi precisi, mette in ridicolo istituzioni e politici, burocrati e militari, ideologie e religioni, sistemi economici, educativi e sanitari. I soli e autentici valori che Quino difende sono l’umanità, la giustizia, i diritti umani, la possibilità per tutti di vivere una vita libera e felice, ed è per questo che il suo umorismo resta valido sempre e dovunque, in qualunque epoca o paese.

cene eleganti e conflitti sociali in un'illustrazione di Quino


Tanto è vero che da metà anni ’70 Mafalda inizia ad apparire anche in paesi asiatici, a partire dal Giappone e poi a Taiwan, mentre in Spagna e Italia le sue strisce sono riadattate anche in libri per bambini, editi da noi prima da Mondadori e poi da Fabbri. Nel caso della Spagna è significativo, perché negli anni del regime di Franco i volumi di Mafalda erano vietati ai minori, il ché non ne impedì il successo e la diffusione a livelli mai raggiunti da una strip comica straniera. Ma evidentemente, dopo la morte del dittatore nel 1975, la nuova apertura democratica inizia a rendere accessibile anche ai bambini un personaggio che parla di diritti umani.

cineseggiante Mafalda su un'edizione di Taiwan


Invece nel clima di reazione fascista dell’Argentina di allora, Quino rischia la vita anche solo per le idee di libertà e democrazia spesso espresse nel suo lavoro. Nell’autunno 1975 una squadraccia armata fa irruzione a casa sua per intimidirlo e una bomba viene collocata davanti alla sede dell’Editorial Abril, per cui lavora. 

coll'avanzata dell'estrema destra,Mafalda si preoccupa


Così, nel marzo 1976, quando un ennesimo golpe porta al potere il sanguinario regime del generale Videla, Quino lascia il paese insieme a sua moglie e si trasferisce in Italia, a Milano, per poi soggiornare anche a Barcellona, Madrid e Parigi, viaggiando per promuovere i suoi libri pure in Germania, Messico e Stati Uniti.

colpo di stato militare in una vignetta di Quino


Poco dopo torna brevemente a disegnare Mafalda su invito dell’UNICEF, in dieci vignette e un poster che illustrano la “Dichiarazione dei Diritti del Bambino”, col suo consueto umorismo provocatorio. E dopo l’esperienza dell’esilio a cui è stato costretto a ricorrere per salvarsi, è del tutto comprensibile che in una delle vignette faccia dire a Mafalda che il vaccino di cui ci sarebbe bisogno è quello “contro il dispotismo”. 

contro il dispotismo,una delle vignette di Quino per l'UNICEF


D'altronde, a parte le ennesime angosce inflittegli, tutto ciò che la dittatura ha ottenuto scacciandolo è stato di rendere più stretti i rapporti tra Quino e gli editori europei e di facilitare così la diffusione dei suoi lavori e dei suoi libri nel mondo. Infatti la sua nuova raccolta in volume del 1976 non esce solo in Argentina, ma è contemporaneamente pubblicata in Italia da Bompiani col titolo “Bene, grazie, e lei?”, in Spagna da Editorial Lumen col titolo originale ed equivalente “Bien, gracias.¿Y usted?”, in Germania da Stalling Verlag come “Der grösse Quino” (“Il grande Quino”) e in Francia da Glénat, due anni dopo, col titolo “Pas mal, et vous?”. 

copertina del 1976 di Bien,gracias.Y usted, edizione argentina


Nel 1977 Quino vince il Primo Premio al Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera per dei disegni sul tema “La Burocrazia” e lo stesso anno un altro suo volume esce in Spagna, Messico e Argentina col titolo “Hombres de bolsillo” (“Uomini tascabili”), mentre in Italia la Bompiani lo intitola “Capirà, caro lei!”. Con tale titolo si perde però il riferimento al concetto di ”uomo da taschino”, come quello visibile in copertina, che pur cambiando fisionomia è l’ideale protagonista di molte vignette e tavole di Quino, un piccolo uomo con piccole aspirazioni prigioniero del suo piccolo mondo in balia di profittatori più grossi e spietati di lui. È un tipo in cui si può riconoscere gran parte dei lettori, a condizione di essere abbastanza onesti da volerlo ammettere… 

copertina del 1978 dell'edizione italiana tascabile di Hombres de bolsillo


In Italia la Bompiani pubblica poi, nel 1978, il volume di grande formato “Tutta Mafalda”, che ne raccoglie le 1929 strisce già apparse nella decina di libri precedenti, con in appendice le vignette disegnate per l’UNICEF, anticipando così il volume in spagnolo “Toda Mafalda”, che uscirà in Argentina e in Spagna solo nel 1992. 

copertina del 1978 di Tutta Mafalda


Sempre nel 1978 l’editore Stalling Verlag pubblica in Germania “Der kleine Quino” (“Il piccolo Quino”), mentre in spagnolo esce ”Gente en su sitio” (“Gente al suo posto”), edito in Italia da Mondadori l’anno dopo col titolo “Stai al tuo posto!”. Anche in questo libro si alternano tavole e vignette su temi molto vari: la vita di coppia, l’abbigliamento, la salute, i comizi, la viabilità, i viaggi, i naufragi, la burocrazia, il sesso, la morte, l’archeologia, gli affari, ecc., ecc. Tutto può essere usato da Quino per far riflettere sulla condizione umana. 

copertina del 1979 della edizione italiana di Gente en su sitio


Tra le tante testate periodiche internazionali che, tra gli anni ’70 e ’80 del ‘900, pubblicano regolarmente le tavole di Quino, troviamo in Italia “Panorama”, “L’Europeo”, “Il Mago” e “Eureka”, in Spagna “Triunfo” e “Por Favor”, in Francia “Paris-Match”, in Germania “Quick, Pardon”, in Svizzera “Tages Anzeiger” , in Messico “Excelsior”, in Argentina il settimanale “Siete Días Ilustrados” e la rivista domenicale del giornale “Clarín”. 

copertina del 1979 della rivista Il Mago con disegni di Quino


Se i primi libri di Quino avevano titoli vaghi e contenevano tavole su soggetti vari, con la sola costante della sua sottile e surreale ironia, all’inizio degli anni ’80, disponendo ormai di una vasta produzione, comincia a raggrupparle in base a singoli temi in una fortunata serie di volumi, puntualmente editi in Argentina da Ediciones de La Flor, in Spagna dall’Editorial Lumen, in Francia da Glénat e in Italia da Bompiani, a cura di Marcelo Ravoni, poco tempo dopo l’edizione in spagnolo. Nel 1980 esce così “A la buena mesa” (“Alle buone tavole”), in contemporanea in Argentina, Italia e Spagna. Il cibo e la cucina sono temi su cui Quino tornerà ancora, dato che si prestano a rappresentare anche istinti e appetiti umani meno sani del semplice nutrirsi. 

copertina del 1980 dell'edizione italiana di A la buena mesa


Nel 1981 esce invece “Ni arte ni parte” (“Né arte né parte”), suddiviso nei capitoli “Musica”, “Letteratura”, “Pittura” e “Scultura”, una raccolta edita in italiano da Bompiani l’anno seguente, che passando in rassegna varie forme d’arte fornisce un gustoso spaccato del mondo della creatività, con le sue mode e ipocrisie, e dei vari possibili destini degli artisti, di volta in volta isolati o assediati, frustrati o incensati, sfruttati o gratificati. 

copertina del 1982 dell'edizione italiana di Ni arte ni parte


Intanto Daniel Mallo, già responsabile dei cortometraggi a cartoni animati del più noto personaggio di Quino, ha prodotto un intero film animato di Mafalda di 75 minuti, diretto da Carlos D. Marquez su disegni di Alberto Cabado, distribuito in Argentina nel 1982 col titolo “Mafalda, la película” (“Mafalda, il film”) e in Spagna come “El Mundo de Mafalda” (“Il Mondo di Mafalda”), mentre in Italia si dovrà aspettare l’edizione in DVD. 

la locandina del film di Mafalda del 1982


L’anno seguente, nel 1983, esce il libro “Dejenme inventar” (“Lasciami inventare”, edito in Italia l’anno dopo da Mondadori col titolo “Fantasticherie”), che raccoglie le tavole di Quino sulle situazioni più anomale, surreali e strampalate, ambientate nello spazio astronomico o celeste, o vissute in luoghi esotici, o familiari, per esempio in una toilette, o davanti allo specchio, con personaggi come i soliti naufraghi o la classica Morte con la falce, che a volte fanno uso di strani oggetti o si servono soltanto della propria immaginazione. 

la versione italiana di Dejenme inventar,1984


Dieci anni dopo, i due libri di Quino pubblicati in Italia da Mondadori, “Stai al tuo posto!” e “Fantasticherie”, saranno ristampati insieme da Rizzoli, nel volume della BUR “Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?”. 

una ristampa di Quino in un volume della BUR del 1993


Intanto la fallita invasione argentina delle isole Falkland ha portato la giunta militare a dimettersi nel 1983 e Quino può infine tornare senza rischi nel suo paese, a Buenos Aires, anche se non lascerà mai del tutto l’Europa. Soprattutto non smetterà di creare i suoi fumetti profondi e fantasiosi e raccoglierli in sempre nuovi volumi, continuando così a evidenziare l’enorme distanza tra il mondo com’è e come vorremmo che fosse… 


vignetta di Quino sulle contraddizioni tra ideali e società

(continua nella quarta e ultima parte)

Qui trovi la prima parte e qui la seconda

giovedì 21 gennaio 2021

"LO SPLENDORE DELL' AMORE" DI SUSANNA PIERI

Per leggere un romanzo ci vogliono due o tre ore. Per leggere una poesia ci vuole una vita intera.
(Christian Bobin)



La poesia e il fumetto possono sembrare apparentemente due mondi diversi, ma in realtà hanno punti  in comune come il peso delle parole, che a volte va oltre il loro significato. 
Susanna Pieri, autrice de "Lo splendore dell'amore" apre il suo volume con la poesia "Le parole" e afferma che "le parole hanno vita propria, si formano in me". Le parole in queste poesie riescono a svincolarsi dalle pagine del libro e a prendere forma nella testa di chi le legge, accompagnando il lettore in un viaggio "attraverso le mille sfaccettature dell'amore". 
Sono finestre sul vissuto dell'autrice, ma anche sul mondo che la circonda e che splende di fronte a tutti noi. Un mondo pieno d'amore e che possiamo trovare sparso per la casa, in particolari che rimangono quando tutto finisce, nelle rimembranze di un passato scomparso, in due tazzine di caffè o in una terrazza al mattino inondata di sole.
Insomma come dice Giuseppe Aletti nella sua ficcante prefazione "sono poesie intense, per le emozioni espresse con chiarezza e sincerità. [...] sono parole che nascono libere, in modo naturale. Come le foglie che nascono sugli alberi, riprendendo la nota metafora di Keats.

Susanna Pieri

LO SPLENDORE DELL'AMORE

Prefazione: Giuseppe Aletti

Progetto Grafico: Valentina Meola

Edizione cartacea Ottobre 2020

ISBN 9788859168379

pag. 64, € 12,00

Aletti Editore di Altre Sembianze S.r.l

giovedì 31 dicembre 2020

I GRANDI COMICI DEI COMICS (I) - QUINO, UN IMMORTALE UMORISTA UMANISTA, Seconda parte (1964-1973): Grandi speranze di una piccola contestatrice

 

Vite e opere dei maestri dell’umorismo disegnato 

a cura di Andrea Cantucci




“Quando ho inventato Mafalda, erano anni in cui sembrava che il mondo stesse per cambiare.


Non solo non è cambiato niente, ma tutto è peggiorato tantissimo.”

Quino, da un’intervista del 1994 

Autoritratto di Quino che disegna Mafalda



Nel 1964 tre strisce di prova di “Mafalda”, ideate da Quino senza fortuna l’anno precedente per un’agenzia pubblicitaria (come visto nella prima parte), escono sulla testata “Gregorio”, un supplemento umoristico della rivista “Leoplán” diretto da Miguel Brascó, il collega cartoonist che ha fatto da tramite tra l’agenzia e Quino. 

esempio di striscia di prova di Mafalda su Leoplàn (1964)

Lo stesso anno, il più importante settimanale argentino d’informazione di allora, “Primera Plana”, chiede a Quino una collaborazione che sia “satirica, ma non la solita vignetta” e lui ricicla l’idea di quella striscia, rivedendo l’aspetto dei personaggi e concentrandosi sulla bambina titolare della serie. Stavolta la proposta è accettata e le prime due strisce della produzione regolare escono il 29 settembre 1964. Mafalda appare sulla rivista al ritmo di due strip a numero fino al 9 marzo 1965, per poi interrompersi per una controversia legale. 

la prima striscia di Mafalda su Primera Plana (1964)

Questo primo breve ciclo ricorda fin troppo i “Peanuts” di Schulz, sia nell’aspetto grafico che nello stile delle battute, con una Mafalda un po’ arcigna simile alla scorbutica Lucy Van Pelt. Forse per questo Quino lo vede come un periodo di rodaggio e non lo includerà nelle raccolte in volume, benché vi esordiscano fin dall’inizio i genitori piccolo-borghesi di Mafalda, seguiti a inizio 1965 dal suo distratto e svogliato amico Felipe. 

Mafalda e la pigrizia congenita di Felipe (1965)

È dal 15 marzo 1965, col passaggio da “Primera Plana” al quotidiano “El Mundo” di Buenos Aires, che inizia la produzione di Mafalda oggi famosa in tutto mondo, di cui su questa testata escono a ritmo giornaliero sei strisce alla settimana per quasi tre anni. Dopo una decina di giorni appare un altro amico di Mafalda, Manuel Goreiro, detto Manolito, un piccolo aspirante capitalista, per molti versi ottuso ma dotato di senso pratico. 

Mafalda gioca al governo (1965)

In una dozzina tra le prime strisce, Mafalda e i suoi amici Felipe e Manolito giocano al governo, con allusioni politiche evidenti, e almeno metà di esse (tra cui una in cui Mafalda accenna a certi “colonnelli”…) saranno poi escluse dalla numerazione ufficiale e dalle ristampe in volume… e non sono le sole a essere accantonate. 

Mafalda ha per amica la superficiale Susanita (1965)

Dopo tre mesi si aggiunge ai comprimari la superficiale e conservatrice Susana Chirusi, detta Susanita, e a inizio 1966 il sensibile Miguel Pitti, detto Miguelito, un bambino d’origine italiana conosciuto al mare durante l’estate, che nelle strisce di Mafalda segue il Capodanno poiché in Sud-America cade tra gennaio e marzo. 

Mafalda incontra Miguelito (1966)

Mafalda mette in discussione, con candore e arguzia, le ipocrisie e le ingiustizie su cui si basa la società degli adulti, ovvero le contraddizioni dell’egoistico mondo capitalista che la circonda. Critica sia l’eccessivo divario tra ricchi e poveri che i regimi dittatoriali d’ogni colore, due mali particolarmente sentiti nel suo paese. 

Mafalda preoccupata per il mondo (1966)

I fumetti di questa bambina, che fa domande scomode su tutto e non esita a farsi sentire, sono presto ripresi anche da molti quotidiani di altre città e iniziano a diffondersi a livello nazionale. La serie si svolge in una cittadina argentina in cui può riconoscersi qualunque paese latino e le idee sono ispirate “dai giornali, dalle pagine di politica e di costume”, ma anche dalle esperienze di un autore dotato di notevole auto-ironia. 

Mafalda sfegatata fan dei Beatles (1966)

La praticità affaristica di Manolito (garzone nella drogheria di suo padre don Manolo) può essere ispirata al padre di Quino, che era impiegato di commercio. Infatti è il personaggio che l’autore ama di più insieme al poetico Miguelito. L’insofferenza verso la scuola del sognatore Felipe, timidissimo con le belle ragazze, deriva certo dalle angosce d’infanzia vissute da Quino. E appartiene a lui anche la passione per i Beatles di Mafalda e i suoi amici, tranne il reazionario Manolito, perché “allora rappresentavano una speranza di cambiamento”. 

Mafalda si cura del mondo nel suo primo libro (Argentina,1966)


Intanto un piccolo editore di Buenos Aires, Jorge Álvarez, gli propone di raccogliere in volumi le strisce di Mafalda e la prima edizione di 5000 copie del primo libro, uscito a fine 1966, va esaurita in due settimane. Seguiranno altri 9 volumi che, in una decina d’anni, venderanno in totale qualcosa come 5 milioni di copie. 

Mafalda si dà al canto di protesta (1968)

Ma i contenuti progressisti della strip (pacifismo e antimilitarismo, antifascismo e giustizia sociale, ecologia e femminismo…) sostenuti da Mafalda, che ogni giorno spera che il mondo cambi in meglio, se possono essere espressi in modo esplicito sulle situazioni internazionali, non possono esserlo altrettanto sulla politica interna. 

Mafalda si oppone all'imposizione della minestra (1969)

Soprattutto dopo il golpe militare del 1966, su certe cose in Argentina non si può scherzare e Quino deve auto-censurarsi. Ma il suo disgusto per la situazione politica del paese è rappresentato dalla minestra odiata da Mafalda, che anche lui rifiutava da piccolo e che, come dichiarerà poi, “è metafora del militarismo”. 

piccoli propositi di Mafalda per il 1969

A un certo punto, i genitori di Mafalda le annunciano la prossima nascita di un fratellino, ma prima del lieto evento, il 22 dicembre 1967 il quotidiano “El Mundo” chiude per fallimento. Quino concede quindi l’esclusiva della sua striscia a un’altra testata, il popolare settimanale “Siete Días Ilustrados”, che pubblicava già le sue tavole autoconclusive e che, dal 2 giugno 1968, ospita in ogni numero anche quattro strisce di Mafalda. 

primo moto di ribellione del fratellino di Mafalda (1969)

La serie è ormai un grande successo e esce anche su giornali di altri stati sudamericani (ma sarà vietata nel Cile oppresso dal fascismo di Pinochet, così come nella Bolivia di Barrientos). Intanto, mentre la strip non era pubblicata, è nato il fratellino di Mafalda, Guille (diminutivo di Guillermo, ribattezzato in Italia Nando), che Quino introduce neonato nel nuovo corso ed è l’occasione per ironizzare sui conflitti generazionali del 1968. 

primo volume italiano di Mafalda (1969)

Quell’anno l’Italia è il primo paese europeo, e l’italiano la prima lingua, in cui la serie è tradotta, quando una trentina di strisce sono incluse col titolo “Mafalda la Contestataria” in un’antologia di testi e disegni umoristici di Feltrinelli, “Il Libro dei Bambini Terribili per Adulti Masochisti”, a cura di Marcelo Ravoni e Valerio Riva. 

primo volume italiano in cui appare Libertad (1972)

Umberto Eco, folgorato dal personaggio, chiede a Bompiani di acquistarne i diritti e nel 1969 ne cura il primo libro in italiano, che è anche il primo in Europa, mantenendo come titolo “Mafalda la Contestataria” e definendola nell’introduzione “un eroe del nostro tempo”. Dall’anno seguente Mafalda esce ogni giorno su “Paese Sera”, mentre la Bompiani ne prosegue l’edizione italiana in volumi, sempre tradotti da Marcelo Ravoni. In pochi anni le sue strisce appaiono su molti altri quotidiani e periodici italiani, da “Il Giorno” a “Il Messaggero”, da “Tempo” a “Grazia”, da “Segretissimo” a una consistente presenza sulla rivista “Il Mago”. 

principi dell'uguaglianza secondo Libertad (1971)

Al cast della strip si aggiunge nel 1970 un ultimo personaggio, la piccola Libertad (Libertà), la cui minuscola statura è la chiara metafora di quanta libertà ci sia e che, figlia di genitori di sinistra, mette tutti in imbarazzo ripetendo con disincantato candore le idee socialiste ascoltate in famiglia, soprattutto dal suo papà. Col suo nome emblematico è il personaggio più intellettuale e aggressivo, portatrice di precisi ideali politici e utopie. 

sigla dei primi cartoni animati di Mafalda (1973)

Tra 1970 e ‘72 Mafalda inizia a essere pubblicata anche in Spagna (dov’è vietata ai minori dal regime fascista di Francisco Franco), in Portogallo, in Brasile, in Australia, Israele, Francia, Scandinavia e Germania… e inizia la produzione europea di merchandising coi personaggi della serie su poster, quaderni, biglietti d’auguri… 

ultima striscia di Mafalda (25 giugno 1973)

Intanto, dopo anni di resistenze, Quino si accorda con la Daniel Mallo Producciones di Buenos Aires per la realizzazione di una serie di cartoni animati a colori di Mafalda diretti da Jorge Martin, in arte Catù: 206 corti di un minuto, ognuno liberamente ispirato a una striscia, trasmessi dalla TV argentina dal 1973 (in Italia sul Primo Canale RAI dal 1974) e poi rimontati raggruppati per temi nel 1977, come 52 cartoni di 5 minuti l’uno. 

una completa prima serie dei libri di Mafalda (Argentina 1966-74)

Proprio in questo periodo, quando ha raggiunto un enorme successo internazionale, il 25 giugno 1973 Quino pubblica l’ultima striscia di Mafalda e smette di realizzarla, perché ormai stanco “di disegnare sempre gli stessi personaggi” e “di continuare a ripetere che il mondo funziona male…”, ovvero stressato dalla routine. 

una Mafalda circondata da bambini di tutto il mondo

Alla fine l’intera serie di Mafalda è composta da 2014 strisce, di cui 1929 raccolte in 10 volumetti editi in Argentina tra il 1966 e il 1974 da Jorge Álvarez e da Ediciones de La Flor, a cui si aggiungerà nel 1989 il volume “Mafalda Inédita”, con le strisce che in precedenza erano state accantonate. 

una scoperta sempre attuale sul cambiamento (1973)

Ma anche senza delle nuove strip, l’affetto per lei dei lettori di ogni paese non verrà mai meno. Le sue strisce saranno tradotte in oltre trenta lingue e i suoi cartoni animati, di cui vent’anni sarà prodotta una seconda serie, verranno trasmessi dalle TV di una ventina di paesi. Il fatto è che, poiché il mondo continua ad andare malissimo, è inevitabile che Mafalda rimanga sempre un fumetto di grandissima attualità. 

una vignetta di Mafalda su come va il mondo

Abbandonata Mafalda, Quino si concentra sulla sua produzione di vignette e tavole più libere e fantasiose, in cui dalla fine degli anni ‘60 introduce la parola e un maggiore uso di sequenze a fumetti. La seconda raccolta in volume, a inizio anni ’70, ha in Argentina un successo eccezionale e ne seguiranno molte altre, in cui l’autore continuerà a evidenziare e ridicolizzare, con la consueta acutezza, tutto ciò che non va nel mondo… 






(continua nella terza parte) 

Qui trovi la prima parte