martedì 31 maggio 2016

FUMETTI A COLAZIONE (III): L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE di Cryx



L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE di Cryx
OVVERO LA BUFFA CRISI DELLA MUTAZIONE INFORMATICA UMANA

Recensione di Andrea Cantucci


I fumetti autobiografici che al tempo stesso raccontano i mutamenti della società non sono una cosa nuova. Si tratta di un filone inaugurato con spietato sarcasmo auto-ironico da Robert Crumb e che oggi prosegue in romanzi a fumetti anche di autori italiani, come Gipi o Davide Reviati. La storia “L’Evoluzione della Specie” del fiorentino Cristiano Corsani, in arte Cryx, raccolta in volume cartaceo dalle Edizioni Periscopio subito dopo essere uscita a puntate su Internet, rispetto ai precedenti suddetti ha evidentemente minori ambizioni poetiche ma anche per questo si presta a una lettura molto più leggera, disimpegnata e divertente.



In cento pagine divise in tredici brevi capitoli e un fulminante epilogo, Cryx, che appartiene alla generazione degli attuali ultraquarantenni, racconta con simpatica auto-ironia la sua vita di precoce appassionato di informatica, che, dopo averne fatto bene o male il proprio lavoro, giunge a un tardivo rigetto verso la tecnologia, anche per la sempre più rapida evoluzione digitale degli ultimi anni, che oltre a enormi possibilità e vantaggi porta con sé anche qualche evidente rischio di progressiva alienazione rispetto al mondo reale.



Visto che di episodio in episodio vengono in pratica riassunti i primi quarantasei anni dell’autore, questo di Cryx va senz’altro considerato a sua volta come un vero e proprio romanzo a fumetti (o graphic novel come si dice negli USA…). La principale ragione di interesse del libro sta nel fatto di essere riuscito a esprimere scherzosamente, attraverso personali disavventure informatiche e non, anche l’evoluzione di un’intera società, irreversibilmente trasformata dagli ormai irrinunciabili rapporti quotidiani con le nuove tecnologie.



La cosiddetta evoluzione della specie umana qui non consiste in mutazioni fisiche o in progressi cognitivi, ma nel passare dai dischi in vinile alle musicassette, dal cinema ai videoregistratori, dai primi personal computer ai portatili, dai primi programmi in basic a Internet, dai telefoni fissi ai cellulari, dai pc con tavoletta grafica alle postazioni da disegno digitali (che ancora non tutti possono permettersi…). Insomma si tratta di una continua e incalzante evoluzione dei soli mezzi elettronici, ma con cui è sempre più difficile stare al passo.



I limiti delle nostre capacità di adattamento e il conseguente amore/odio verso il progresso tecnico sono ben sintetizzati, a metà del libro, da una lunga e scherzosa citazione dello scrittore di fantascienza Douglas Adams: “Tutto quello che si trova nel mondo alla tua nascita è dato per scontato. Tutto quello che viene inventato tra la tua nascita e i tuoi trent’anni è incredibilmente vitale e creativo (…). Tutto quello che viene inventato dopo i tuoi trent’anni è un’offesa all’ordine naturale delle cose (…). ” In questo crescendo inevitabilmente negativo si svolgono i vari momenti della vita di Cryx, ma anche di tutti noi, man mano che invecchiamo sempre meno capaci di adattarci a un mondo che al contrario cambia sempre più velocemente.



È facile identificarsi con l’autore-protagonista de “L’Evoluzione della Specie”, non solo per coloro che sono stati spesso etichettati come nerd, quelli insomma che hanno sempre passato gran parte del loro tempo tra computers e videogiochi, ma anche per tutti gli altri. Infatti lo spietato avanzare del progresso, che ci rende la vita al tempo stesso più facile e più complicata, sta ormai costringendo una consistente parte dell’Umanità a vivere sempre di più nel mondo virtuale condiviso e sempre di meno in quello fisico reale. Così si possono creare anche delle situazioni paradossali, come la fantomatica ricerca in rete di possibili partner sessuali da parte di chi ha ben poche altre occasioni di conoscere persone dell’altro sesso, una ricerca i cui ovvi rischi sono qui ben evidenziati con la stessa sdrammatizzante verve umoristica che permea tutto il volume.



Pur senza mai rappresentare nulla di troppo spinto o esplicito, a quanto pare Cryx non teme di mettere in piazza con le opportune esagerazioni caricaturali tutto quello che può far ridere della sua vita privata, in cui possiamo facilmente vedere riflessa quella ormai altrettanto paradossale e un po’ alienata di quasi tutti noi.

Dopo aver descritto le sue prime esperienze amorose, con una ragazzina con cui non poteva funzionare visto che lei odiava i videogiochi, l’unica cosa che l’autore sceglie legittimamente di omettere e tenersi solo per sé è l’evoluzione del rapporto sentimentale con colei che diventa sua moglie e che gli dà tre figlie. Tale svolta nella sua vita di giovane nerd, come sempre succede, lo costringe al compromesso di un lavoro che non è proprio quello che avrebbe voluto fare, un altro elemento che contribuisce a portarlo alla sua ribellione almeno teorica e parziale contro la tecnologia e al suo tardivo ritorno alla passione del disegno e dei fumetti.



Possiamo quindi dire che non tutto il male viene per nuocere. Se Cryx non avesse vissuto tanti guai che premevano in lui per essere raccontati e se non avesse avuto una sua crisi di motivazione da superare, non avremmo mai potuto divertirci a leggere il suo “L’Evoluzione della Specie”, che forse non entrerà proprio nell’Olimpo dei massimi fumetti di tutti i tempi ma nel suo piccolo è un’opera comica molto ben riuscita e che soprattutto appare davvero sincera, in un’epoca in cui tanti si immergono nelle fiction per dimenticare le proprie frustrazioni quotidiane, senza riuscire a guardarle in faccia e ad affrontarle come fa Cryx. Oltre a farci sorridere dei suoi guai, tra una scena fantozziana e l’altra riesce quindi anche a farci riflettere un po’ su noi stessi e sulla direzione che come specie stiamo dando alla nostra cosiddetta evoluzione, benché, come l’autore ammette nella postfazione, abbia proceduto un po’ a braccio e senza una sceneggiatura ben precisa.


Andrea Cantucci

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