giovedì 3 ottobre 2013
SBAM! COMICS N°11 ONLINE
E' uscito il numero 11 di Sbam! Comics
scaricabile gratuitamente dal sito con
il blues della vita by Pieri & Ferretti
In copertina: come si arriva al ruolo di colorista? È una professione “scelta” o un ripiego temporaneo, una sorta di “ponte” nella speranza di arrivare poi a fare il disegnatore, a “impadronirsi” delle matite? C’è un fumetto che è stato valorizzato assolutamente dal colore come parte essenziale del lavoro? La parola a Mirka Andolfo, Giuseppe Fontana, Ketty Formaggio, Giulia Priori e Luca Giorgi, che è anche l’autore della nostra copertina di questo mese.
Intanto, l’edicola continua a essere una miniera di grandi momenti di goduria a nuvolette: siamo nel mezzo di un periodo di grandi uscite di numeri per vari motivi “storici” di testate leggendarie: dall’ottocentesimo episodio di Diabolik al seicentesimo di Spider-Man, dalla nuova era di Topolino, passato sotto i vessilli di Panini Comics, a quella del Giornalino, la (quasi) novantenne testata della Periodici San Paolo al centro di un robusto restyling. Ce lo ha spiegato padre Stefano Gorla, direttore della rivista e grande storico del fumetto. Così come una grande storica del fumetto è Laura Scarpa, autrice e scopritrice di talenti con cui abbiamo potuto scambiare qualche parere sul mondo della Nona Arte.
Inoltre, chiacchierate proficue anche con un autore underground come Pasquale Todisco, meglio noto come Squaz, con la cartoonist Gaia Bracco che ha appena lanciato il suo “corto” con La storia del mondo in 4 minuti, e con Lucio Staiano, fondatore di Shockdom, editore e grande conoscitore del fumetto digitale.
Tra le (tante) altre recensioni, Sailor Twain, Thief of Thieves, The Shadow, Triviale e Marcinelle 1956.
Wow Spazio Fumetto si appresta a chiudere le mostre che hanno allietato l’estate degli appassionati milanesi, da quella sul grande fumetto belga a quelle sui Ronfi e sulle illustrazioni di Emilio Uberti, per passare alle sue prossime iniziative. Ma adesso tutte le attenzioni sono puntate su Lucca, tra le cui storiche Mura, durante il Ponte dei Santi, la Sbam-redazione si trasferirà per il Lucca Comics & Games 2013.
Vi lasciamo alla lettura dei fumetti di questo numero: se Luzi & Del Pennino vi portano Nel buio e Pieri & Ferretti vi fanno riflettere sul senso della vita (!), subito dopo potrete farvi quattro risate con l’umorismo di Paci & Pierabacus, Michele D’Agostino, Tarlazzi & Brugnone e Garabello & Lucca. Per concludere con i nostri Kugio & Gina, per una volta a colori (o quasi…) in onore del tema di questo mese.
A lettura ultimata, vi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook e su Twitter.
lunedì 2 settembre 2013
RICOMINCIA IL VIAGGIO DI CICO: DAGLI SPECIALI BONELLI ALL'EDIZIONE IF
Nel mese di giugno 2013 le Edizioni If hanno riportato in edicola le storie di Cico, il buffo e fedele compagno di avventura di Zagor, in una nuova veste tutta a colori.
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| Cico Story, il primo Speciale Cico (giugno 1979) |
Gli speciali annuali di Cico nascono nello stesso mese del 1979 per opera del mitico duo Nolitta/Ferri con l’albo Cico Story edito da Daim Press. E' questo quindi il primo tentativo di supplemento estivo di Via Buonarroti, esperimento che in seguito diventerà una consuetudine editotriale. All’epoca l’attività di Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, non era ancora completamente assorbita dalla casa editrice che successivamente porterà il suo nome, e quindi il papà di Zagor decise di dar vita a uno spassoso fuori-serie dedicato al messicano Cico Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzalez. Il tentativo ebbe un così tale successo (173.861 copie vendute, come recitava la pubblicità per il secondo albo) che Nolitta scrisse altri quattro divertentissimi episodi: American Cico (giugno 1980), Un pellerossa di nome Cico (giugno 1981),Cico Sceriffo (luglio 1982) e infine l'autunnale FantaCico (ottobre 1983).
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| 1980: pubblcità di American Cico, con i dati di vendita (oggi stratosferici) di Cico Story |
Cico Story si differenzia dagli albi successivi in quanto non ha una storia completa e lineare, essendo costruita come un insieme di gag: immaginiamo che gli autori si siano divertiti loro per primi a scrivere e disegnare... senza preoccuparsi troppo della trama! L’albo inizia raccontandoci la travagliata infanzia di Cico in Messico insieme ai suoi sette fratelli. I genitori decidono di andare in cerca di fortuna negli Stati Uniti, a New Orleans, ma per un tragico errore Cico rimane a terra e viene allevato dagli zii. Fin da subito capiamo che lo stomaco del messicano è molto esigente, talmente tanto da spingerlo a mangiare porzioni che basterebbero per venti persone. Il primo dei molti lavori che Cico svolge, con scarso profitto, è quello del lustrascarpe. Altri mestieri che qui sono solo accennati verranno narrati in seguito anche da Moreno Burattini, che da Nolitta raccoglie il testimone nel maggio 1991 con l’albo Cico Trapper, dopo la parentesi dell’Horror Cico (uscito nel maggio 1990, sette anni dopo l'ultima fatica nolittiana) scritto dal papà di Dylan Dog Tiziano Sclavi e disegnato, come tutti quelli successivi, dal bravo Francesco Gamba. Con Burattini, sceneggiatore dall'indiscussa verve comica (tanto che nel 1995 vincerà il premio Fumo di China come Miglior Autore Umoristico), la spalla di Zagor conosce una nuova giovinezza. Gli albi scritti dallo scrittore toscano negli anni a venire - ovvero Cico Conquistador (maggio 1992), Cico Cavernicolo (maggio 1993), Cico Cercatore d’Oro (giugno 1994) e Cico Detective (giugno 1995) - ottengono un così vasto consenso che, dallo speciale n. 11, Cico sull’Isola del Tesoro (gicembre 1995), l’albo diventa semestrale.
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| Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli) e Gallieno Ferri, gli autori dei primi cinque, storici Speciali Cico |
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| Anni '90: Francesco Gamba e Moreno Burattini, gli autori della rinascita degli Speciali Cico. |
Da notare anche che dal 1994 lo speciale di Cico non è più accreditato come supplemento allo Zagor Zenith, ma ha conquistato una sua autonomia seriale, come Speciale Cico n°10. In quegli anni Moreno Burattini rivelò di aver già pronto l’ultimo albo del messicano, ma che sarebbe rimasto nel cassetto fino a quando la serie non si sarebbe conclusa. Come accadde per Hercule Poirot, il celebre investigatore creato da Agatha Cristie, il cui ultimo caso ("Sipario") fu scritto circa trent’anni prima della sua pubblicazione.
Gli speciali sono poi proseguiti con Cico Bandito (giugno 1996), Cico Galeotto (dicembre 1996), River Cico(maggio 1997) e Cico Archeologo (dicembre 1997). A proposito di quest’ultimo speciale i lettori più attenti avranno sicuramente notato che il nostro messicano incontra… Martin Mystere. Chiaramente non è il BVZM che conosciamo, essendo questa avventura ambientata oltre cento anni prima della nascita del personaggio di Alfredo Castelli. E’ il professor Martin Riddle (riddle significa indovinello in inglese, quindi "mistero", in senso lato) di New York con il suo assistente Jeeves; l'espressione tipica dell'esperto di enigmi, Diavoli dell’averno!, ricorda molto da vicino quella del professor Mystere.
La serie continua con Cico Soldato (giugno 1998), Cico Paladino (dicembre 1998), Cico Giornalista (giugno 1999) e Cico Agente Segreto (dicembre 1999). A proposito di quest’albo sembra che Alfredo Castelli avesse suggerito l’idea di far diventare Cico un agente di Altrove, la base governativa segreta apparsa sulle pagine del BVZM che si occupa di studiare tutti quei misteri impossibili che la scienza ufficiale non prende in considerazione. Visto che la base è stata fondata nel 1776 e anche Zagor ha collaborato con gli emissari di Altrove l’idea sarebbe stata senz’altro fattibile e divertente. Peccato che non abbia avuto sviluppi. Con quest’albo, inoltre, gli speciali tornano ad essere annuali.
Nel maggio del 2001 esce l’albo Un’eredità per Cico, che ai testi segna l’esordio su questa collana di Tito Faraci, collaboratore oltre che di Diabolik, Dylan Dog e Tex anche della Disney. Il suo umorismo rispecchia perfettamente i canoni del personaggio, forse più del tentativo fatto da Sclavi anni prima, quando Cico finiva per assomigliare un po’ troppo al Grucho di Dylan Dog. L’anno successivo torna Burattini, con l’alboCico Esploratore (maggio 2002), per lasciare di nuovo spazio nel maggio 2003 a Faraci con Cico Moschettiere. Dall'aprile 2004 e fino alla fine della serie i testi sono nuovamente tutti di Moreno Burattini, con Cico Cowboy, Cico Pioniere (maggio 2005), Cico Rivoluzionario (maggio 2006) e infine Cico & Company(maggio 2007), fascicolo n. 26, che dopo quasi un trentennio termina la serie.
La serie continua con Cico Soldato (giugno 1998), Cico Paladino (dicembre 1998), Cico Giornalista (giugno 1999) e Cico Agente Segreto (dicembre 1999). A proposito di quest’albo sembra che Alfredo Castelli avesse suggerito l’idea di far diventare Cico un agente di Altrove, la base governativa segreta apparsa sulle pagine del BVZM che si occupa di studiare tutti quei misteri impossibili che la scienza ufficiale non prende in considerazione. Visto che la base è stata fondata nel 1776 e anche Zagor ha collaborato con gli emissari di Altrove l’idea sarebbe stata senz’altro fattibile e divertente. Peccato che non abbia avuto sviluppi. Con quest’albo, inoltre, gli speciali tornano ad essere annuali.
Nel maggio del 2001 esce l’albo Un’eredità per Cico, che ai testi segna l’esordio su questa collana di Tito Faraci, collaboratore oltre che di Diabolik, Dylan Dog e Tex anche della Disney. Il suo umorismo rispecchia perfettamente i canoni del personaggio, forse più del tentativo fatto da Sclavi anni prima, quando Cico finiva per assomigliare un po’ troppo al Grucho di Dylan Dog. L’anno successivo torna Burattini, con l’alboCico Esploratore (maggio 2002), per lasciare di nuovo spazio nel maggio 2003 a Faraci con Cico Moschettiere. Dall'aprile 2004 e fino alla fine della serie i testi sono nuovamente tutti di Moreno Burattini, con Cico Cowboy, Cico Pioniere (maggio 2005), Cico Rivoluzionario (maggio 2006) e infine Cico & Company(maggio 2007), fascicolo n. 26, che dopo quasi un trentennio termina la serie.
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| Cico & Company (marzo 2007), l'ultimo Speciale Cico |
L’editore e creatore del personaggio in seconda di copertina dell’ultimo numero ci dice che i motivi della chiusura sono da ricercarsi nella contrazione del mercato che ha fatto sì che il numero dei lettori non fosse più sufficiente a garantire la sopravvivenza in edicola.
Sarebbe bello in futuro poter tornare a leggere avventure inedite del solo Cico, magari all’interno dell’almanacco dell’avventura: per adesso accontentiamoci di rileggerle nella collana bimestrale full colordi If...
Sarebbe bello in futuro poter tornare a leggere avventure inedite del solo Cico, magari all’interno dell’almanacco dell’avventura: per adesso accontentiamoci di rileggerle nella collana bimestrale full colordi If...
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| La copertina, con l'aggiunta di nuovi colori e nuove zone colorate, della ristampa If (giugno 2013) |
Cico Special
Ristampa cronologica a colori 1
(Collana Grandi Storie - Edizioni If)
Zagor Presenta:
Ristampa cronologica a colori 1
(Collana Grandi Storie - Edizioni If)
Zagor Presenta:
CICO STORY
Giugno 2013
Pagg. 132, euro 4.90
Testi: Guido Nolitta
Disegni: Gallieno Ferri
Copertina: Gallieno Ferri
Copertina: Gallieno Ferri
Presentazione: Gianni Bono
Redazionali: Moreno Burattini
Prefazione: Sergio Bonelli
giovedì 18 luglio 2013
LA NUOVA ENIGMISTICA ILLUSTRATA
domenica 7 luglio 2013
FERRI & BURATTINI A PRATO CON ZAGOR
Sabato scorso presso il giardino Buonamici a Prato si è tenuto l’atteso incontro - organizzato dalla fumetteria Mondi Paralleli - dell'incontro con il creatore grafico di Zagor, il maestro Gallieno Ferri, e il curatore e principale sceneggiatore della collana, Moreno Burattini, per presentare il loro ultimo lavoro: La storia di Betty Wilding.
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| La locandina dell'incontro, organizzato dalla fumetteria Mondi Paralleli in collaborazione con la provincia di Prato |
Prima di parlare dell’albo Moreno Burattini ha svelato alcune curiosità al pubblico presente. La prima era un aneddoto: un lettore francese, appassionato dello Spirito della Scure, ha ringraziato Gallieno Ferri alla recente Albissola Comics, perché con le sue cover aveva accompagnato tutta la sua vita; in tutte le tappe della sua esistenza c’era uno Zagor disegnato dall'artista Ferri, lì sul comodino; quella cover gli ricordava la scuola, l'altra il servizio militare, l'altra ancora il giorno del suo matrimonio. Già, perché nessun altro disegnatore al mondo può vantare una così lunga fedeltà al personaggio da lui creato: ben 52 anni! Decenni in cui Ferri ha disegnato tutte le copertine di Zagor, e ne ha realizzato oltre ventimila tavole - nonché tutte le storie più importanti o comunque più amate dal pubblico (vedi su Dime Web il post Record bonelliani: 20.000 volte Ferri) Anche Moreno Burattini non è da meno. In questi 24 anni di lavoro con la Sergio Bonelli Editore (anche se la sua prima storia è stata pubblicata nel 1991) è diventato lo sceneggiatore più prolifico della serie, superando proprio il grande Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli) e divenendone il curatore della collana, a cui lavora con una passione senza uguali. Attraverso le sue storie Burattini ha confermato il vero nome dello Spirito con la Scure (da lui ideato per lo Speciale Zagor di Collezionare del 1990), ovvero Patrick Wilding, in omaggio alle sue origini irlandesi; ha svelato il motivo della scelta del simbolo dell’aquila sullo sfondo di un sole giallo; ha raccontato la sua adolescenza con Wandering Fitzy; e adesso - in perfetta armonia con tutto quello che sapevamo fin qui di Zagor - ci rivela la storia di Betty Wilding, sua madre...
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| Burattini e Ferri, in redazione, con una striscia del recente zagorone |
Qualcuno si è domandato come mai Ferri abbia disegnato il suo primo Albo Gigante solo adesso, arrivati ormai al n. 3 (come capitò tra l’altro ad Aurelio Galeppini, in arte Galep, che disegnò il terzo Texone). Semplicemente perché nel 2011 Ferri era impegnato nella storia del Cinquantennale del personaggio, Lo scrigno di Manitù, e non era quindi disponibile per farlo. Burattini ci ha rivelato anche che - nonostante il pubblico Zagoriano abbia richiesto per anni l’Albo Gigante (come altri eroi della casa editrice avevano) - Bonelli si è sempre mostrato restio a farlo. L’Albo Gigante solitamente vende la metà di un albo regolare, e nonostante Zagor piazzi oltre 40.000 copie ogni mese (più di quelle del vincitore del premio letterario Strega, per intenderci) c’era il rischio di andare in perdita economica. Per i cinquanta anni il papà del personaggio decise però di fare un regalo ai lettori e lo Zagorone arrivò in edicola. Le vendite andarono al di là delle più rosee previsioni: oltre 35.000 copie, quasi come un albo regolare. Venne quindi programmato un secondo Gigante per l’estate 2012, che ebbe un po’ meno acquirenti, ma sempre oltre le 30.000 copie. Non poteva quindi non uscire il terzo Zagorone, con una storia particolarmente intrigante quella del passato della madre di Pat Wilding (vedi su Dime Web la recensione Realization).
Un lettore ha chiesto recentemente al curatore della serie se Sergio Bonelli avrebbe approvato questa storia, essendo molto titubante a far tornare i vecchi personaggi. Burattini ha ipotizzato che se glielo avesse proposto prima di scrivere la storia avrebbe detto di no; ma poi, leggendola, avrebbe cambiato idea. E anche noi - che abbiamo letto l’albo - non possiamo che essere d’accordo! Dopo Zagor racconta e Il ponte sull’arcobaleno tale avventura segna una tappa fondamentale nella saga del nostro eroe. E se non fosse perché nei titoli di testa compare il nome di Burattini, saremmo pronti a giurare che sia una storia del mitico duo Nolitta/Ferri per il sense of wonder che ci trasmette.
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| Il Maestro Ferri alle prese con i "cantuccini" di Prato intuffati nel vin santo. |
sabato 1 giugno 2013
"I SOGNI DEI BONELLIANI" DI PIERI & FERRETTI SI SONO TRASFORMATI IN CARTA!
Come vi avevamo anticipato in un post pubblicato lo scorso 16 maggio la serie a fumetti I sogni dei bonelliani di Filippo Pieri & Tommaso Ferretti presentata su Dime Web ha finalmente avuto un'incarnazione cartacea grazie al sito ilmiolibro.it, tramite il quale il libro può essere richiesto.
Impreziosito dalla copertina di Ferretti il fascicolo raccoglie tutte e
18 le tavole (composte da tre strisce ciascuna, salvo la 15a) pubblicate
sul nostro blog a partire dal 12 ottobre 2012.
Le prime due tavole erano già apparse in precedenza, sotto altro titolo
e impostazione, sul periodico fiorentino Lo Zenzero, a cavallo fra il
1999 e il 2000; a partire dalla terza tavola (apparsa su Dime Web il 3 novembre 2012) I sogni dei bonelliani sono inediti e realizzati appositamente per i nostri Quaderni.
Ma non è finita qui! Pieri & Ferretti - in appendice al volume - propongono anche la loro prima striscia, Filo diretto col Sindaco,
spassosissima e oggi più che mai attuale - ambientata nei palazzi alti
della città gigliata, con copertina "interna" di Matteo Piccinini. (s.c. & f.m.)
Filippo Pieri e Tommaso Ferretti
I SOGNI DEI BONELLIANI
FILO DIRETTO COL SINDACO
Maggio 2013
Pagg. 36 - Euro 8,00
Testi: Filippo Pieri
Disegni: Tommaso Ferretti
Prefazione: Francesco Manetti
Copertina:Tommaso FerrettiCopertina "interna" (Filo Diretto): Matteo Piccinini
Fonte: Dime Web
domenica 19 maggio 2013
LE COMPARSE BONELLIANE (III)
COMPARSE BONELLIANE (III): CHE FINE HANNO FATTO I PERSONAGGI DEGLI ALBI BONELLI APPARSI IN UNA SOLA VIGNETTA?
Martin Mystere Speciale n°1 - Il cobra d’oro
Nel Luglio del 1984 esce un fascicolo speciale di Martin Mystère come
supplemento al numero 28 della serie regolare. Sarà il primo degli
speciali estivi della casa editrice milanese; infatti, successivamente,
ogni raccolta avrà il suo. In quest’albo - a pagina 85 nella vignetta 2 -
vediamo Martin Mystère e Java attaccare degli uomini che parlano una
lingua sconosciuta, probabilmente di origine extraterrestre. Uno di
loro, quello al centro che rimane sullo sfondo, era un uomo che qualche
giorno dopo prese violentemente a pugni un amico, che si difese
sparandogli sei proiettili in testa. A quel punto - credendo di averlo
ucciso - l’amico scappa in preda al terrore. L’uomo non era morto, anzi.
Con molta tranquillità, anche se un poco barcollante, si rialza e
chiede ai passanti dov'è l’ospedale più vicino. Lo raggiunge e si fa
ricoverare. I medici gli rivelano che le pallottole - quattro nella
regione parietale destra e due in quella sinistra - grazie a una
particolare angolazione, avevano lacerato la pelle e si erano arrestate
contro l’osso del cranio, senza riuscire a forarlo. Il paziente adesso
sta - incredibilmente - bene, e si è guadagnato il soprannome di testa
dura.
Legs n°85 - Duello tra le nuvole
A
pagina 68 del numero 85 di Legs Weaver, nella vignetta centrale 3/4,
vediamo sullo sfondo un uomo con i capelli come Bart Simpson. L’uomo è
diventato noto qualche anno dopo per essere stato protagonista di due
incidenti aerei in meno di 24 ore. Nel primo era a bordo di un piccolo
aereo militare che, colpito da un fulmine, precipitò a terra causando la
morte del pilota che era con lui a bordo. La salma del pilota venne
caricata su un aereo militare per essere portata nella sua città natale,
dove si sarebbero tenuti i funerali. Sull’aereo salirono l’equipaggio, i
parenti del pilota e - appunto - la comparsa bonelliana, che voleva
essere presente alle esequie. Poco dopo il decollo, l’aereo precipitò a
causa di un guasto al motore e morirono tutti i passeggeri tranne lui,
il sosia di Bart, che si fece solo qualche graffio. Successivamente
tutte le vittime vennero caricate su un aereo militare, mentre all’uomo
fu caldamente consigliato di prendere il treno.
Jonathan Steele n°1 - L’isola misteriosa
Nel
numero 1 di Jonathan Steele, a pag 85 nella vignetta grande 1/4, ha
fatto la comparsa un uomo che successivamente è stato definito il ladro
più sfortunato del pianeta. L’uomo con la barba che vediamo sullo sfondo
sotto il balloon centrale, qualche mese dopo mentre era su un
autobus affollato ha rubato un portafoglio contenente un assegno e poi
si è recato in banca per incassarlo usando i documenti all’interno del
portafoglio. Sfortunatamente per lui, l’uomo dietro lo sportello era
proprio la persona a cui aveva rubato il portafoglio: dopo un attimo di
sconcerto lo fece arrestare immediatamente.
mercoledì 1 maggio 2013
AVREI VOLUTO DISEGNARE COME PAZ
Estate
1985. Interno giorno. Appartamento di periferia.
Il telefono a disco
suona nel corridoio. Nessuno risponde. In casa c’è solo un
adolescente con le cuffie del walkman sulle orecchie e una
audiocassetta dei Talk Talk a tutto volume. Sulla parete un poster
della Ferrari, quella numero 27 di Gilles Villeneuve. Sul tavolo da
disegno - ammassati apparentemente senza criterio - fogli F4, matite
Staedler morbide, retini Letraset e pennarelli Pantone. Per terra
una gomma da cancellare si nasconde dietro il cestino. Il ragazzo,
cresciuto a pane e Bonelli, ha appena comprato l’ultimo numero di
Frizzer, quello con il presidente Sandro Pertini disegnato da Andrea
Pazienza in copertina.
E’ rimasto folgorato dalla forza emotiva del
disegno e del colore. E lui che si è appena iscritto alla scuola
dell’arte sogna di poter disegnare come lui. No, di più. Sogna di
essere un personaggio delle sue storie e di stare lì insieme a Zanna,
Colas e Pietra a vivere quelle avventure cosi bene raccontate da
sembrare vere. Anche lui vorrebbe andare "al clebbino con le sbarbe"
come Mirella, o fare lo scherzo del plaid al rivale Gattoni.
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| Andrea Pazienza nel 1987, un anno prima della sua scomparsa, mentre disegna il murale oggi restaurato. |
Purtroppo
Andrea se n’è andato troppo presto. E io, quel ragazzo che sognava
leggendo le sue storie, avrei voluto conoscerlo, anche se oggi dopo
aver letto e riletto le sue opere, ho come l’impressione di averlo
fatto.
Al Comicon di Napoli 2013 è stata presentata l’opera
completamente restaurata di un murale fatto da Pazienza nel 1987.
Milo Manara, presente all’inaugurazione, ha detto: E' stupefacente come
Andrea con un pennello da muratore e dell'acrilico sia riuscito ad
eseguire dei disegni come se già ci fosse una traccia sotto che
invece non c'è.
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| Gli organizzatori della Mostra d'Oltremare e la sorella di Pazienza all'inaugurazione del murale appena restaurato. |
Un concetto ripreso anche da Tanino
Liberatore, l'autore di Ranxerox: Mi ha fatto venire in mente una frase di Michelangelo che diceva che l'opera è già
nel pezzo di marmo e lui doveva solo togliere la pietra in eccesso. Paz aveva un'idea gia' chiarissima mentre disegnava e vederlo
lavorare a quest'opera e' una magia'. Puro
vangelo, direbbe Tex.
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