venerdì 2 giugno 2017

PULP SCIENCE-FICTION CON SORPRESA

Recensione dell'albo MONDI PARALLELI di Francesco Manetti e Luciano Costarelli

di Andrea Cantucci


La matita della regular version dell'albo di Luciano Costarelli

Come spiega Moreno Burattini nella prefazione a questo pregevole albo auto-prodotto dagli autori in tiratura per ora limitatissima, quella delle microstorie di fantascienza basate non su lunghi svolgimenti avventurosi, ma su rapide conclusioni con finale a sorpresa, che sconvolge in qualche modo le premesse, è una tradizione che si impose definitivamente coi grandi scrittori della science-fiction sociologica degli anni ’50 e fu applicata anche nei fumetti a partire dagli albi antologici pubblicati negli stessi anni dall’editrice E.C. Comics e poi da molti altri editori che fiutarono la moda del momento, comprese D.C. Comics e Marvel. 

La straordinaria regular cover di Luciano Costarelli.

Il gioco consisteva nel rielaborare (in modo post-moderno, diremmo oggi) gli elementi più o meno ingenui di tanta space opera pulp dei decenni precedenti, aggiungendovi maggiore ironia e più consapevole spessore narrativo, andando oltre i banali conflitti tra presunti eroi e presunti malvagi e applicando al contesto fantascientifico moderno la struttura del racconto fantastico breve ad effetto, messa a punto oltre un secolo prima da autorevoli precursori letterari come E.T.A. Hoffmann o Edgar Allan Poe. In effetti già scrittori specializzati nella space opera più classica, come il creatore di Capitan Futuro Edmond Hamilton, si erano cimentati con successo nella confezione di racconti brevi di fantascienza ad effetto, almeno fin dall’inizio degli anni ’30 del ‘900. 

L'illustrazione del sommario di Luciano Costarelli

Sono ora i nostri valorosi Francesco Manetti e Luciano Costarelli a essersi cimentati nel genere sfidando il confronto con cotanta tradizione, che se in TV portò a un serial di successo come “The Twilight Zone” (Ai Confini della Realtà), nei fumetti U.S.A. finì un po’ per estinguersi negli anni ’70 per la concorrenza dovuta al revival dei super-eroi, anche se gli antologici dell’orrore, basati più sul terrore dell’irrazionale che sulle teorie pseudo-scientifiche, sopravvissero più a lungo grazie alla nascita di riviste per lettori maturi come Creepy. 

Incipit iniziale di una delle storie contenute nell'albo

Ma Francesco e Luciano nei loro fumetti restano per ora sulla lunghezza d’onda della più pura fantascienza, una fantascienza adulta ma anche abbastanza retrò da richiamare le tipiche storie di metà XX secolo, con alieni le cui orecchie non possono che essere a punta, dischi volanti il cui naufragio è regolarmente occultato dalle autorità militari e in generale con sottili misteri la cui soluzione, accuratamente preparata, dovrà necessariamente giungere con l’ultima scena e rivelarsi il più possibile inattesa e sconvolgente.

Incipit iniziale di una delle storie contenute nell'albo

È in questo contesto da “Confini della Realtà” che i loro “Mondi Paralleli” ci riportano, senza preoccuparsi troppo se negli ultimi decenni del ‘900, la fantascienza a fumetti si era fatta sempre più estrema, complessa e provocatoria, su riviste di vari paesi ormai a loro volta storiche come Metal Hurlant, Heavy Metal, 2000 A.D., 1984, Cimoc o L’Eternauta. Francesco e Luciano non sembrano aver preso troppo in considerazione quella pur affascinante nouvelle vague fumettistico-fantascientifica, caratterizzata dal surrealismo alla Moebius, dall’epica erotico-eroica alla Corben, dal misticismo alla Jodorowski o dall’impegno politico alla Bilal.

Incipit iniziale di una delle storie contenute nell'albo

I due si ispirano imperterriti soprattutto alla più solida, razionale e comprensibile fantascienza stile anni ’50 (un po’ come fece negli U.S.A. lo sceneggiatore Bruce Jones col suo albo antologico Alien Worlds uscito per breve tempo negli anni ’80). Solo un paio di racconti del loro “Mondi Paralleli” risultano un po’ più enigmatici degli altri anche dopo l’immancabile finale a sorpresa, lasciando al lettore l’interpretazione della breve vicenda, la scelta insomma se considerarla solo una sorta di sogno inspiegabile o qualcosa di più. Ma negli altri nove episodi la conclusione giunge puntuale a chiarire con esattezza di che cosa trattasse in realtà la storia, capovolgendo le sorti dei personaggi o la prospettiva da cui si osservavano le loro sorti, a volte fornendo spiegazioni fantasiose di eventi arcaici o di fatti storici recenti, o ancora immaginando futuri in cui ciò che conosciamo di più banale assume valenze inedite o viene ricreato e preservato artificialmente.

Dettaglio della storia Profondo nero.

Naturalmente non si possono analizzare qui nel dettaglio i singoli racconti, per non rovinare le varie sorprese a chi deve ancora leggerli. Possiamo dire però che, rifuggendo da qualunque banalità commerciale, sia i precisi testi di Francesco Manetti che gli accurati e realistici disegni di Luciano Costarelli si dimostrano ormai davvero a un ottimo livello professionale e il loro lavoro attuale sembra promettere una possibile brillante carriera nel settore, che appare particolarmente vicina a concretizzarsi nel caso del disegnatore, avendo quest’ultimo pubblicato anche diversi altri fumetti per vari piccoli editori nell’arco dei due anni in cui ha realizzato queste storie. Perlomeno è ciò che meriterebbero e che auguriamo a entrambi.

Immagine promozionale dell'albo apparsa sul blog DIME WEB

In realtà non si tratta certo di due ragazzi esordienti. In particolare Francesco Manetti non ha davvero bisogno di presentazioni, essendo un esperto del settore che ha collaborato in vario modo prima con una fanzine fiorentina e poi con molte importanti riviste professionali, pubblicazioni e iniziative sul fumetto, a partire dalla fine degli anni ’80. A quel periodo risale anche la sua collaborazione con Luciano Costarelli, iniziata sulla fanzine Collezionare con le prime versioni di un paio dei racconti di questa antologia, qui ridisegnati venticinque anni dopo da un Costarelli dal tratto fattosi intanto molto più maturo e dettagliato.
Due cartoline realizzate per le persone che hanno partecipato al crowdfounding

Se il loro primissimo episodio era tratto da un racconto di Fredric Brown, quelli realizzati da Francesco e Luciano in quest’ultimo paio d’anni e pubblicati sul sito Dime Web co-fondato da Manetti prima di essere riuniti in quest’albo, sono tutti farina del loro sacco e, oltre alla bravura del disegnatore dimostrano anche la notevole versatilità e fantasia dello sceneggiatore. È stato insomma un vero peccato che entrambi i giovani autori di allora fossero stati costretti a occuparsi di altre cose nell’ultimo quarto di secolo. Speriamo che ora possano recuperare il tempo perduto, regalandoci tante altre accattivanti storie come queste.

Variant cover dell'albo

Per adesso dobbiamo accontentarci del racconto conclusivo inedito, ovvero non pubblicato in precedenza su Internet, che ha lo stesso titolo dell’albo, “Mondi Paralleli”, e in cui gli autori si auto-citano cucendo insieme elementi dei loro racconti precedenti (nei quali per giunta ogni tanto citano qua e là dettagli di altre opere, fantascientifiche o meno). Con queste premesse e data la varietà di ambientazioni dei racconti in questione, quell’ultimo episodio rischiava di risultare un bel po’ forzato, di elencare insomma una serie di incongrue coincidenze perdendo di vista il proprio senso narrativo, invece ancora una volta il finale giunge puntuale nell’ultima pagina a spiegare l’intera vicenda, in modo forse non del tutto verosimile per il nostro mondo, ma pienamente soddisfacente per qualunque autentico fan della buona vecchia fantascienza di una volta…
Matita tratta dalla storia "Il grande scherzo" con dedica di Costarelli all'autore di questo blog.


Andrea Cantucci




Titolo: Mondi Paralleli

Testi: Francesco Manetti

Disegni: Luciano Costarelli

Formato: 68 pag. spillate in bianco e nero

Anno di stampa: 2017

La maggior parte dei singoli racconti e l’albo integrale possono essere rintracciati e richiesti tramite i siti
dimeweb.blogspot.it
lucianocostarelli.com

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