giovedì 31 gennaio 2019

FUMETTI A COLAZIONE (XI): NYX n.1 : LA FANCIULLA VENUTA DALL’INFERNO

NYX n.1 : LA FANCIULLA VENUTA DALL’INFERNO
di Franceschini & Squadrito

Sfavillante copertina di Nyx n.1

AI ROBOT L’IMPERO, AGLI UMANI L’ARENA
Recensione di Andrea Cantucci

La neonata serie a fumetti Nyx, ideata dallo scrittore Luca Franceschini, ha esordito con un episodio breve sul n.16 della rivista Cronaca Comics dell’aprile 2018. Nel novembre dello stesso anno è uscito questo primo albo a lei dedicato e disegnato come la storia precedente dal giovane Alessandro Squadrito. Dovrebbe poi seguire, sul n.17 di Cronaca Comics, un altro episodio breve, stavolta realizzato da Elena Ominetti.
Affascinante Nyx disegnata da Elena Ominetti

Il nome Nyx è quello di una dea greco-romana, la latina Nox cioè la Notte, entità primordiale dalle grandi ali nere, secondo Esiodo figlia del Caos, sorella e poi sposa di Erebo, il dio dell’Oscurità infernale, e madre della Luce e del Giorno. Risiedeva negli inferi, all’estremo Occidente, e dal tramonto all’alba percorreva il cielo su un carro d’ebano trainato da cavalli neri con altri due suoi figli gemelli, il Sonno e la Morte. Varie fonti le attribuiscono anche molti altri figli (tra cui il Destino, la Discordia, il Dolore, l’Inganno, la Miseria, i Sogni, la Tenerezza, la Vecchiaia e la Vendetta) e incuteva grande timore perfino agli dèi, compreso lo stesso Zeus.

Antica statuetta romana di Nyx (I° sec. a.C.)

Invece la Nyx del fumetto per quanto ne sappiamo è una donna, anche se guerriera, ma i suoi lunghi e ampi capelli neri, così come la leggera cappa che a volte le copre la testa, ricordano certe raffigurazioni antiche e moderne della dea greco-romana. E chissà che la scura frusta di cuoio che usa come arma non sia ispirata allo svolazzante velo scuro che la dea Nyx tendeva sulla propria testa in raffigurazioni arcaiche e medievali, a simboleggiare la volta celeste notturna. Il volto coi capelli divisi sulla fronte che Nyx ha nel fumetto, la fanno assomigliare in particolare all’allegoria del 1883 “La Nuit” (La Notte) del pittore francese William Adolphe Bouguereau, che gli autori potrebbero conoscere essendo un’immagine della dea molto diffusa su Internet. Il soprannome di Fanciulla Venuta dall’Inferno, che dà il titolo al primo albo, è naturalmente ispirato alla natura infera della dea e, benché l’aspetto non lo faccia supporre, anche la Nyx umana è in grado d’incutere paura.
Bella allegoria di William Adolphe Bouguereau - La Notte (1883)

L’ambientazione, non particolarmente inedita e un po' meno originale di quanto vorrebbero autori ed editore, unisce la fantascienza che si svolge su altri mondi all’iconografia dell’Impero Romano. Infatti Nyx è una libera e imbattibile donna gladiatore che combatte nelle arene del pianeta Imperium, colonizzato da umani ma governato da robot per volontà dei misteriosi “Costruttori”. Questi, non si sa per quale fine, vi hanno ricreato la società dell’antica Roma, cogli umani al posto di servitori e schiavi e i robot al posto degli oziosi signori e dei militari, rovesciando così il senso originale della parola robota che in cecoslovacco significa “lavoratore”.
'Cartolina panoramica' dal pianeta Imperium

Robot privilegiati del pianeta Imperium

La trama delle ventiquattro pagine di questo primo albo è semplice. Accompagnata dall’allenatore Casimiro, Nyx giunge nella città di Argentia per partecipare a dei giochi che permettono di accedere alla finale del torneo nella capitale, in una logica che ricorda più i campionati moderni che gli antichi ludi gladiatori. Due giorni prima dello scontro, un nobile al servizio dei robot inizia a fare la corte a Nyx, che intanto assiste all’allenamento dei due avversari più pericolosi, i gladiatori Carnifex e Roy, e fa amicizia con quest’ultimo.

Ben oliati governanti di Argentia a pag 6

Nel corso della storia lo sceneggiatore imbastisce un paio di colpi di scena (che non svelerò). Uno riguarda il misterioso legame tra Nyx e il console Tito, che dovrebbe essere chiarito negli episodi successivi insieme al motivo per cui Nyx vuole vincere i giochi e arrivare in finale. Ma in due punti ci sono delle allusioni fin troppo scoperte e, per chi sa coglierle, il passato segreto della guerriera appare già in gran parte rivelato e il seguito della saga rischia d’essere prevedibile. Invece l’altro colpo di scena giunge nell’ultima pagina inatteso, non essendo stato anticipato in nessun modo, anche se manca qualche parola di spiegazione finale in merito.

Breve comparsa del console Tito a pag 10

Immaginare altri pianeti vagamente simili ad antiche civiltà terrestri non è un’idea nuova, ma una costante della space-opera fin dai romanzi di Edgar Rice Burroughs d’un secolo fa ambientati su Marte e Venere. Si dice sia stato proprio un saggio sull’Impero Romano a ispirare a Isaac Asimov i racconti sull’impero galattico che pubblicò dal 1942. Ma si rifecero più direttamente al mondo romano i due romanzi del ciclo di Linn scritti da Alfred Elton Van Vogt e pubblicati tra 1956 e 1962, “L’Impero dell’Atomo” e “Lo Stregone di Linn”, in cui un impero del 12.000 d. C., formato da quattro pianeti del sistema solare, ha per moneta i sesterzi e si regge sulla schiavitù e sul culto di elementi radioattivi adorati come dèi atomici nei Templi della Scienza.

Copertina di un'edizione italiana de L'Impero dell'Atomo (1995)

Riguardo ai fumetti, già nel 1934, sulle tavole di “Flash Gordon” Alex Raymond disegnava soldati dell’impero di Mongo con costumi simili ad antichi Romani, che assistono a tornei sanguinari nelle arene del loro pianeta.
Da Flash Gordon di Alex Raymond (1934)

Si ispira poi alla fondazione di Roma il fumetto inglese del 1965 “L’Impero dei Trigan” di Mike Butterworth e Don Lawrence, in cui sul pianeta Elekton un popolo nomade aiutato dai superstiti d’un regno evoluto fonda su cinque colline una città, che dal loro capo Trig prende il nome di Trigan e da cui sorge un nuovo impero.
Da L'Impero dei Trigan di Butterworth e Lawrence (1965)

La presenza costante dei robot e l’improbabile facilità con cui Nyx riesce a sbaragliarli armata solo di spada e frusta ricorda anche un altro fumetto degli anni ‘60, “Magnus Robot Fighter” (Magnus, Distruttore di Robot), disegnato da Russ Manning su testi di Paul Newman, in cui l’umanità dell’anno 4.000 dipende del tutto da servi robot e l’eroe del titolo lotta a mani nude contro quei robot ribelli che vorrebbero dominare la Terra.
Illustrazione di copertina di Magnus Robot Fighter (1963)

Altre affinità si riscontrano nel seguito a fumetti del romanzo di Herbert George Wells “La Guerra dei Mondi”, edito dalla Marvel dal 1973, i cui autori migliori furono lo scrittore Don McGregor e il disegnatore Craig Russell e la cui testata nel 1975 cambiò in “Killraven Warrior of the Worlds (Killraven, Guerriero dei Mondi). In questa serie, ripresa tra 2002 e 2003 da Alan Davis, i Marziani meccanizzati di Wells hanno conquistato tutta la Terra e allenano fin da piccoli gli umani ridotti in schiavitù per farli combattere tra loro come gladiatori, almeno finché gli Uomini Liberi guidati da un giovane gladiatore detto Killraven non si ribellano…
Killraven Warrior of the Worlds - Marvel Graphic Novel No.7 (1983)

Si ha la sensazione che gli autori di Nyx, sia pur con l’aggiunta dei robot, si siano ispirati di più a serie TV come Xena o Spartacus, ma sarebbe duro competere coi succitati artisti per qualunque disegnatore. Ancora più arduo è quindi per un giovane alle prime armi, benché per molti aspetti promettente come Alessandro Squadrito, nonostante si veda nelle sue pagine un grande impegno e lavoro. Infatti, prima di disegnare Nyx, ha studiato costumi e armi dei veri gladiatori romani, come attestano gli interessanti schizzi in appendice.
La bella Nyx a matita di Alessandro Squadrito

Grazie al backstage pubblicato in fondo all’albo, si può notare però una grande differenza tra i suoi studi a matita dei personaggi, molto precisi e dinamici, i suoi studi di ambienti e panorami schizzati a pennarello, altrettanto efficaci e ben costruiti, e le vere e proprie tavole a fumetti, stranamente inchiostrate con risultati in generale un po’ meno convincenti e più discontinui, senza che l’aggiunta di sottili tratti sparsi a volte superflui, o di pur apprezzabili toni grigi a pennello, possano mascherare qualche carenza visibile qua e là.
La dinamica Nyx di uno studio a matita


Spiace doverlo dire, ma per paradosso le pagine a fumetti di quest’albo risultano meno precise e accurate degli studi preparatori mostrati. Hanno molti pregi i tagli delle inquadrature, certi montaggi di sequenze e soprattutto la grafica delle pagine, che fonde abilmente il formato a quattro strisce alla francese con le vignette sovrapposte tipiche dei comic book americani (come si vede nei dettagli dei primi piani a pag. 18), ma in generale molti elementi appaiono un po’ affrettati, con alcuni errori tipici dei disegnatori inesperti.
La fisionomia di Casimiro in uno studio a matita

Nel corso della storia ci sono miglioramenti soprattutto nelle mezzetinte che, un po’ scure nelle prime pagine, sono poi dosate meglio, compensando bene l’assenza di colori e dando alla storia un bel tono di “antiquata preziosità”. Ma ciò non rimedia ad alcune imprecisioni, di cui una visibile in copertina è la tendenza di fare le teste piccole, errore comune tra gli inesperti che temono sempre di farle grandi, anche se Squadrito vi cade solo a volte. Un singolo errore più evidente, tra le prime due pagine, è un controcampo (cioè una scena vista dalla direzione opposta alla precedente) in cui Nyx e Casimiro all’improvviso appaiono scambiati di posto.
La grafica casuale delle linee cinetiche a pag 14

A volte poi appaiono poco plausibili le prospettive e le proporzioni tra i personaggi, come in una vignetta di pag. 14, in cui Carnifex taglia le teste a due uomini in primo piano da una distanza da cui il suo braccio non avrebbe potuto raggiungerli. Altro esempio è una vignetta a pag. 19 in cui, mentre Nyx sale le scale, sono state usate due prospettive diverse e incompatibili (lei vista dal basso e gli scalini dall’alto), senza contare che le proporzioni degli scalini non sono abbastanza graduate in distanza, che la testa di Nyx non può girarsi così tanto come fa senza ruotare il busto e che almeno parte dei capelli dovrebbero restarle sulle spalle.

La grafica sovrapposta dei primi piani a pag 18

La inesatta prospettiva duplice a pag 19

Sempre a proposito di prospettiva, nell’affollata mischia di pag. 21, certi personaggi piuttosto lontani, come Nyx, hanno le stesse dimensioni di certi altri relativamente più vicini come Carnifex, mentre per la distanza dovrebbero apparire più piccoli, anche se i rapporti tra alcuni altri di loro sono più corretti. Inoltre, le sagome dei due personaggi in fondo alla mischia sono troppo in alto, con le teste sopra il muro di recinzione che, essendo la prospettiva dall’alto, dovrebbe invece sovrastarli. Ma costruire una simile scena di massa è di per sé abbastanza difficile, per chi non è molto esperto, e ci vuole coraggio e impegno anche solo per provarci.

La mischia dei giochi di Argentia a pag 21

Tralasciando qualche più o meno piccola imprecisione anatomica, l’incoerenza più ricorrente nelle proporzioni di un personaggio è la lunghezza incostante dei capelli neri di Nyx. Va bene che, per affinità con la dea della Notte, si colga ogni occasione per farli ondeggiare nell’aria, ma quando li agita sono lunghi quasi quanto tutta la sua altezza, mentre da ferma non le arrivano che a metà schiena (cosa spiegabile solo quando li porta legati in cima). Inoltre spesso, anche se fa solo un passo, la chioma le schizza dritta verso l’alto, come si vede anche sulla copertina, senza che ciò sia giustificato dai suoi movimenti né da possibili colpi di vento.
L'ampia chioma di Nyx in azione a pag 23

Ma Squadrito sembra un disegnatore motivato e volenteroso e, se saprà apprendere dagli errori rimediando con pazienza alle attuali disattenzioni, dovrebbe avere le capacità per poter migliorare moltissimo in futuro. E se per il momento non si può dire che questo suo lavoro sia a un livello del tutto professionale (forse anche per poca attenzione dei supervisori, che potevano aiutarlo a correggere almeno le incoerenze più evidenti prima d’andare in stampa), è comunque meritorio aver dato a un giovane disegnatore l’opportunità di farsi le ossa e di farsi conoscere. Inoltre la confezione editoriale dell’albo è molto curata graficamente, con le pagine in carta lucida che valorizza le mezzetinte e la copertina plastificata ben colorata in digitale da Antonio Antro, con toni cromatici controllati che, pur con vari “sfavillii” qua e là, creano una giusta atmosfera “antica”.

Casimiro,Carnifex e Roy sul retro di Nyx n.1

Rimane da dire che l’idea dei robot al potere, anche se dopo Matrix non è più così innovativa, è sempre un’interessante metafora, che mette in relazione le leve di comando con dei meccanismi privi di sentimenti, come quelli che in fondo anche nella realtà governano le nostre vite. Se qui i robot sono indifferenti alla sorte degli esseri umani, neanche i meccanismi automatizzati degli imperi economici si preoccupano di tutti coloro che spingono a lottare fino alla morte nell’arena del mondo reale, inseguendo denaro e successo. Ma se chi comanda su di noi è soltanto un robot, che è stato programmato a perseguire scopi prestabiliti, significa che neanche i governanti sono liberi. E ciò può suscitare riflessioni su dove sia il vero potere e la vera libertà…



Andrea Cantucci





NYX n.1 (Albo di Cronaca Comics n.61)
Titolo: LA FANCIULLA VENUTA DALL’INFERNO
Testi: Luca Franceschini
Disegni: Alessandro Squadrito
Formato: 32 pagine in bianco e nero
Rilegatura: brossurata
Editore: Cronaca di Topolinia
Data di pubblicazione: novembre 2018
Prezzo: € 7,90


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